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C’è una strada che ha un nome
che profuma di sale,
che finisce a un incrocio
una notte fatale.
Lì una lapide attende,
in mezzo al rosso ed al blu,
il ricordo di un sogno
non sognato mai più!
Fine anni ’70,
campionato cadetto,
calcio come passione
classe e qualche difetto,
c’era un uomo normale,
attaccante in carriera
che indossava la maglia
quasi fosse bandiera
e una città che cresceva,
sotto fumi nefasti
che di antichi splendori
riviveva i suoi fasti
Salta in alto, colpisce con la testa,
la palla è in rete e il pubblico fa festa!
Non sembra vero per questa città
sentir l’odore della serie A.
E dribbla, finta, tira, segna ancora,
il pubblico entusiasta che lo adora,
la squadra si avvicina a quella vetta,
ma non sa niente di ciò che l’aspetta.
E partite giocate
ormai già nella storia,
ed i punti in classifica:
due per ogni vittoria.
Poi una domenica strana:
pareggio a reti inviolate
tante azioni da goal,
tutte vanificate,
la sconfitta che arriva
in un’altra partita
finisce 1 a 0
e chi perde è la vita!
E corre un’auto e forse va a 200,
e il buio attorno sembra ancor più spento!
La guida un ladro che cambierà il destino:
diventa suo malgrado un assassino!
E muore un uomo e resta sempre vivo,
legato il nome ad un campo sportivo,
sul manto erboso l’impronta di ogni azione,
di chi per quei tifosi fu un campione!
E nessuno può dire
che sarebbe successo,
promozione raggiunta
o sfumata lo stesso.
Tra i due mari, però,
resta ancora il rimpianto,
per quel sogno distrutto
in quel terribile schianto.