Tra tutti i cani che ho conosciuto al canile, quello che mi ha più colpito è stato Yago. Era un giovane meticcio nero con delle macchie di un beige tendente al grigio, era di taglia media con le gambe lunghe e la coda da lupo. Quando l'abbiamo incontrato per la prima volta era confinato in una gabbia piuttosto isolata dalle altre, in “punizione”: dato che le gabbie erano circondate dalla rete in tutti i lati, tranne che per la parte superiore, Yago era riuscito a scavalcarla e a passare nel recinto di fianco, dove si è azzuffato con un grosso cagnone nero. Malgrado fosse in punizione, doveva uscire dalla gabbia prima o poi! Così, io e mio padre abbiamo accettato la sfida di portarlo a spasso. Appena ci siamo trovati nell'aperta campagna, Yago è diventato così mansueto che ci aspettavamo di scoprire che fosse un altro cane! Camminava al nostro fianco, senza avanzare mai troppo lontano da noi. A un certo punto si è fermato davanti a me, mi ha guardata con i suoi occhi dolci color nocciola, ha molleggiato sulle esili gambe e mi ha posato leggero le zampe anteriori sulle spalle: era un vero e proprio abbraccio! Continuava a guardarmi, dolce, poi ha socchiuso gli occhi. Mi sentivo avvolta dalle sue zampone pelose, intenerita da quel gesto d'affetto che doveva aver imparato dai suoi precedenti padroni, gli stessi che l'hanno abbandonato. Ho pensato: « I cani riescono ad apprendere l'affetto anche da persone che ne hanno così poco, come chi li abbandona...». Quando siamo tornati al canile e l'abbiamo chiuso ancora dietro al recinto, ho promesso a me stessa che l'avrei portato a passeggio di nuovo. Purtroppo, la volta successiva che ci siamo incontrati, lui stava andando in una nuova casa. La futura padrona lo teneva al guinzaglio e quando è passata davanti a me, Yago mi ha guardata, ha molleggiato sulle zampe e mi ha abbracciata ancora. Era il suo modo di dire addio e io lo apprezzavo con tutto il cuore. Il mio amico a quattro zampe ha riappoggiato le gambe a terra, ha camminato fuori dal canile al passo con la sua nuova padrona e, al momento di attraversare il cancello, si è girato indietro e mi ha guardata. Gli ho ricambiato lo sguardo e volevo che i suoi occhi si perdessero nei miei, per non dimenticarlo più. Volevo fissare quell'ultima occhiata nella mia mente come una fotografia per poterla rivedere quando avrei voluto. Poi la padrona ha incitato Yago ad uscire, lui si è girato ed è scomparso dietro l'angolo insieme ai suoi abbracci che non avrei ricevuto mai più.
Tutti i cani vanno e vengono dal canile, lasciando un'impronta nella gabbia, in infermeria o nel sentiero che passa davanti ai recinti, ma Yago è stato uno dei pochi a lasciarmi un'impronta nel cuore.
Yago testo di JoelleA4Zampe