Contenuti per adulti
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Nella tua bellezza vedo una carezza sul cuore, un fracasso di ali che fanno innalzare una donna normale, una casalinga gioviale che ama il suo esistere.
Ogni attimo in te è certezza, strano sentire anche quando ti arrabbi e dici: perché del dolore, di un sole oscurato da un lieve languore.
Nelle tue mani la mia vita, i giorni ad accogliere un vento negli occhi d'un fascino antico. Quello che diciamo, quello che facciamo è un bisogno, e poi parlando di silenzio scendiamo nelle profondità di noi stessi.
Ogni delicatezza, ogni asprezza si apre in un soffio di preghiera, e tu ti ravvivi alle mani strette, al fiato acceso del tuo aspettarmi.
Apri la porta e ti vedo coperta dal cappotto scuro, da un dolore che finge e scrosta la tua figura, fatta di lucido essere.
Sei più di quel che ho capito, più di una sola vita, nella tua bellezza esteriore, interiore, ci sono angeli chiari, demoni che cercano un perdono, un attimo di luna piena. E che pena quel mio stringerti a volte provando dolore.
Sei sempre la ragazza quasi timida un po' sparuta, cucini, rassetti, sali le scale della vita che mi perdona per non aver capito davvero i tuoi sogni, i tuoi bisogni.
E quando canti un po' stonata mi sembri sirena fuor d'acqua, canzone che stenta, ma vuole armonia.
Ricordo quando andavamo per le onde, quando ci perdemmo tra le sponde dei giorni felici, quando hai visto tagliarmi le vene e hai detto: tu devi ancora vivere affinché anch'io viva.
Nella tua tenerezza, nella tua sobrietà si nasconde un germoglio di verità, un sussulto di vita che vuol essere vissuta, un cadere per poi rialzarsi per spendersi ancora in qualcosa d'amare, in qualcosa da dire, tra la testa e le viscere vive.
E d'erotico ti copri la notte, d'una gioventù sfiorita che riecheggia ancora nei tuo seni di latte, nei tuoi sani appetiti, ove s'apre una rosa, il tuo tinto fiore di una donna un po' estrosa. Femmina sì, anche amata, paziente mia sposa.