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Donne col cuore in mutande
Mi farai morire d'infarto m'ha detto il marito stamattina in una sala di aspetto, tranquillo gli ho risposto, non ti preoccupare non è un giorno per morire questo, vedi fuori, c'è un bel sole è stato solo un rigetto, me l'ha detto l'infermiere quello li, col baffetto è tutto dire, credo e spero ci si possa fidare, in ogni caso, siamo nel posto giusto, il reparto cuore sta al piano di sotto, vai all'accoglienza, prendi un cornetto, un caffè ed io farò a meno di te, non ci pensare e non ti impicciare, invita piuttosto il signore che sta al tuo fianco con la faccia da morto e andate a passeggio, io, nel mentre aspetto il mio turno improvviso di getto un'armatura cucita su misura,
scarpe e borse, ombretto e rossetto, un tatuaggio in bellavista sul petto, dietro l'orecchio, sulla spalla o sulla caviglia, capelli sciolti e lucenti, scarpe col tacco, reggiseno di pizzo, un piercing magari ci sta, che effetto farà ai raggi X e il cuore in mutande, chissà.
Siamo in un cielo aperto, in viaggio, un percorso su di un filo rosa, mi guardo intorno, un deserto di vento e temporali, di bellezze, stupori, colori e bagliori, petali di rose, nascoste vicino al cuore, sx per l'esattezza, radiose, protettive, oggi niente fretta, tenere e tenaci, feroci, forti, libere e fragili, indomabili, inarrestabili, tutte pazienti, impazienti di sapere, impegnate, determinate e giudiziose, paurose e lacrimose, grintose e impetuose, fiduciose e permalose, instancabili e insostituibili, rumorose e oggi siamo qui, tutte silenziose, timide, ma insidiose, travolgenti e sensuali e, ci lasciamo spogliare, per forza maggiore, giochiamo a perderci nel vento tra gioie, un tormento, un dolore e proviamo a cambiare, sperare, pregare ad invertire il destino ricordando magari
Sant' Agostino chiuse dentro il nostro regno, il regno delle donne dove, custodiamo nel nostro scrigno un gran tesoro, puro, raro e d’oro.
Mi spoglio di tutto, dinnanzi a me un lettino, un lenzuolo di carta, dietro un uomo e una donna vestiti da mago merlino, sul taschino una penna e una rosa disegnata, in rosa.
Vestita di nulla, un sorriso solamente, gli ho detto, non è niente dottore sono le mie lacrime del cuore per aver perso la mia poesia d'amore.
M'ha sorriso, una carezza e, sarò figlia di stolti che abbonda sempre sul mio viso e ricambio il sorriso, ma sottobraccio con una risata prendo questa volubile e pazza Vita con la migliore terapia credo sia infinita: "fidanzata con la poesia, amante dell'allegria, sposata con la felicità, vedova con la cattiveria e, ogni tanto mi concedo una sana scappatella con la mia inseparabile follia".
A questo punto, vado a recuperare il marito chissà dov'è finito, forse in cardiologia oppure a far comunella con l'infermiera più bella, guardo fuori e c'è oggi una gran bella luce, non perdo il sorriso ma nemmeno la voce.
A tutte le donne, vogliatevi bene.
Auguri, Stefania.
07 marzo 2025
Torno presto, tranquilli!
Grazie.
04 febbraio 2026