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Io non sono più io,
Forse non lo sono mai stato
E mi struggo.
Io non sono più io
Ma un cumulo di macerie che mi attraversa,
E mi rallegro.
Io non sono più io, lo so,
forse lo sono stato
Che d'enigmatiche estasi infantili porto ancora l'emblema,
E mi rammarico.
Io sto cercando di essere io
E mi struggo,
come un poeta Contorcendomi nel dolore.
Io non voglio più essere io
Non più il candido cantore di giornate serene
Ma di cupi crepuscoli indecifrabili celebro la caduta.
Orbene, Io non voglio più definirmi
Come se dovessi essere io,
Non più scalare in ascesa le regole del assenso,
Non più essere in divenire.
Tra fantasmagorici ruderi in rovina
Scorgo l'ascetica visione,
non più il fantasma di ciò che non sono stato,
di ciò che non potrò mai essere.
Vedo e vivo,
Sono Il chiaro e limpido torrente che scorre verso impenetrabili abissi.