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“Essere te vorrei per un istante
per immergermi nella tua malia,
nell’infinito tuo inebriante,
poi provare a tradurlo in poësia.” (1)
Così scrissi da arcano commediante
affetto ancor da un’avida empatia
sin da che ti conobbi, trepidante
pur tu di posseder l’anima mia.
“…s’io m’intuassi come tu t’inmii.”, (2)
del Ghibellin fuggiasco neologismi (3)
celestiali, che dir più non sentii,
or rammento in reciproci esorcismi,
narrati antichi incontri e tristi addii
dissacrando di noi pagani crismi,
così che anch’io m’intùo e tu t’inmìi.
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(1) Dal mio “Immergermi in questa tua malia” (Alidicarta, 08.01.2025)
(2) Paradiso, Canto IX, verso 81, che renderei con ”Se io m’immedesimassi in te come tu t’immedesimi in me”.
(3) “Ghibellin fuggiasco” è l’appellativo che a Dante diede Ugo Foscolo nel carme “Dei Sepolcri” (1807).