Percorro vie tra insignificanti auto che le abitano e mi ritrovo a sbirciare lo spazio: un'area speciale alla mia destra, e dopo il cieco e bell'arrivar
l'emozionante attesa: tra edicole affiancate e simili, persone che passano accanto, piccioni dall'alto, che potrebbero sporcare e, intanto,
le svariate pose dell'attesa, su panchine scure, scritte di bianco.
E com'è dolce, nella piazza alberata, questo caro incontro di rumore,
ameno, quando osservo te che sbuchi, quando col tuo passo, adesso, mi raggiungi;
e vedo sempre la stessa scena.
Ora, ci accompagnerà gente straniera sulle ore: sono risa, giochi, abbracci tra giovani orientali.
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