Quello che siamo

scritto da Nefastchenko
Scritto 13 anni fa • Pubblicato 13 anni fa • Revisionato 13 anni fa
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Autore del testo Nefastchenko

Testo: Quello che siamo
di Nefastchenko

Deportato ad Auschwitz, plurimo assassino, cravattaro. Destinato a trasportare incudini e cariole nella fonderia polacca per il resto dei suoi giorni. Consapevole del fatto che la libertà dista solo qualche recinzione e un centinaio di uomini armati dei migliori ferri. La vita è crudele nella sua ironia. La vita è balorda.

Figlio di un industriale, fedina penale pulita, allucinato dalla propria esistenza. Non riuscirà mai a laurearsi, vittima dei vizi che ne condizionano le giornate. Decisamente, là fuori è così bello per non essere vissuto, graffiato, rovinato. La scarsa considerazione che ne deriva. I genitori lo odiano. La vita è crudele nella sua indelicatezza. La vita è balorda.

Integro, fedele, affidabile. Torna a casa dopo una giornata di lavoro. La fabbrica spacca in due, ma la sua famiglia è un toccasana. Scoppia la caldaia, muore la moglie, muore il pargoletto. Al funerale piange da solo, è troppo povero per avere amici. La vita è crudele nella sua ingiustizia. La vita è balorda.

Non si può decidere cosa siamo, non si può veicolare il destino. Pensare positivo può darci forza, ma non serve. Siamo vuoti, oppure siamo così pieni da esplodere sangue appena ci schiacciano. Non c'è contrappasso, non c'è gratitudine, non c'è merito, non c'è pena. Siamo liberi, assolutamente liberi di sperare ciò che non possiamo programmare.
Quello che siamo testo di Nefastchenko
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