L'Uomo Nero - Ultimo giorno

scritto da Dirce
Scritto 5 anni fa • Pubblicato 5 anni fa • Revisionato 5 anni fa
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Autore del testo Dirce

Testo: L'Uomo Nero - Ultimo giorno
di Dirce

“Senza fretta, ma senza tregua”
Lev Tolstoj


Regole.
Equilibrio.

O impazzisci.
Stati d’animo che dondolano, tra picchi di euforia incontenibili e giù, in affanno.
Noia.
Di ogni cosa che potrebbe darti un senso.
Perché è faticoso.

Danza il dolore, danza.
Danza la frustrazione, danza.
Danza l’accanimento, danza.

L’Uomo Nero, danza.
E più si cerca un modo per dominarlo e più lo si asseconda.
Impotenza.
Mani piene.
Testa piena.
Animo che tracima.
Sinapsi e congetture.
Impotenza.

Come se ogni cosa che si tocca e si afferra per un solo attimo, poi scivolasse via.
E più graffi e artigli e laceri.
E più si spezza in infiniti frammenti.

E poi si comincia a lasciare andare.
Amarezza.
Tristezza.
Lento oblio.
La pelle dimentica.
La testa dimentica.
Qualche rara musica riaccende echi di fuochi sopiti.
Braci che soffocano.
E ti senti bene.

L’attimo in cui te rendi conto che, finalmente, cominci a non sentire più il morso e l’alito alcolizzato della follia dell’Uomo Nero.
Traballi in cerca di qualcosa che ti faccia ancora vivere.
A tutti i giri del mondo.
Fino a che riporti la testa alla razionalità, all’equilibrio.
Non dominata dai fumi della passione, che è passeggera.
Prendere sempre ogni cosa di pancia.
Ti lascia senza via di scampo.
Ti lascia senza nulla.
Contenitore vuoto di delusioni.
Subite e distribuite.

Giudizio.
Ed infine scopri che le persone non sono estensioni del tuo pensiero. Non sono previsioni di giudizio della tua testa.
Essere giudici è solo semplice.
Ti protegge dall’incolpare te stesso.
Soprattutto se non si dà potere di replica e contraddizione.
Inutile.
Non guarisce.
Il giudizio non guarisce mai.

Impari allora a comprendere.
Non necessariamente a dare un senso.
Solo a comprendere.
Meccanica di alchimie.
Azioni e reazioni.
Osservi e capisci perché.

E poi vai oltre.

Oltre le ombre sotto al tuo letto.
Osservi quelle altrui.
Non come un novello Argante che, dato un malanno, si ritrovi ad averne tutti i sintomi. Più un’individuazione a freddo di Uomini Neri che, sebbene non ti appartengano, ne riconosci il rituale di persecuzione.
Stati d’animo che, se anche non provi come tuoi, segnano il volto.
Spengono gli occhi.
Nessun suggerimento.
Nessun “se fossi in te io farei, direi, penserei”.

Se li comprendi, sai anche che gli Uomini Neri ti costringono a non fare, non dire, non pensare.
A perdonare per comodità.
Ad affliggerti per chi non ti appartiene.
A rifiutare chi ti appartiene.

Diffidenza.
Abbassare la guardia, è sempre un rischio.
Se lo fai, se ti fidi, di un giudizio mal riposto, è devastazione.
E ci metti tanto, poi.
Ad annebbiare.
Dimenticare.
E sentirti di nuovo bene.

Fai piani che non funzionano.
Recalcitri e cerchi soluzioni che sono sempre.
Sempre.
Sempre.
Solo scappatoie.

Razionalmente sai.
Menti a te stesso ma vedi tutto estremamente chiaro.
E sai anche quale sia l’unica soluzione.
Che, d’altro canto, è l’unica cosa che non sei in grado di fare.

Ti lasci inghiottire dalle Cattedrali degli Uomini Neri del malessere collettivo, travestito da comprensione.
Come se soffrire tutti dello stesso male, fosse guarigione e non sedativo palliativo.
Morfina dei sensi di colpa alla Corte dei Miracoli di vite.
Religione irreligiosa di Dei posticci e vani credo di comodo.
Che cambiano continuamente.
La delusione, delude sempre.
Radici galleggianti in chi è privo di radici profonde.

Per stare bene.
Per sentirsi parte di qualcosa.
O solo per piacere e piacersi, di riflesso.
Via dal mondo.

C’è tempo, ma solo quello che c’è concesso.
E non è abbastanza se lo si dilapida.
La rabbia resta rabbia.














Su il sipario.
Illuminino i riflettori.
Luce bianca, sia.


“Senza fretta, ma senza tregua”
Lev Tolstoj











Say your prayers, little one
Don't forget, my son
To include everyone
Tuck you in, warm within
Keep you free from sin
'Til the sandman, he comes
Sleep with one eye open
Gripping your pillow tight
Exit light
Enter night
Take my hand
We're off to never-never land
Somethings wrong, shut the light
Heavy thoughts tonight
And they aren't of Snow White
Dreams of war, dreams of liars
Dreams of dragon's fire
And of things that will bite, yeah
Sleep with one eye open
Gripping your pillow tight
Exit light
Enter night
Take my hand
We're off to never-never land
Now I lay me down to sleep
Now I lay me down to sleep
I pray the Lord my soul to keep
I pray the Lord my soul to keep
If I die before I wake
If I die before I wake
I pray the Lord my soul to take
I pray the Lord my soul to…

(Metallica)

L'Uomo Nero - Ultimo giorno testo di Dirce
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