Creatività in vacanza

scritto da OR
Scritto 4 anni fa • Pubblicato 4 anni fa • Revisionato 4 anni fa
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Dedico il racconto a chi offre cioccolata alla propria Creatività. Ringrazio chi mi ha ispirata in alcuni piccoli ma consistenti dettagli. Il racconto fa parte della mia serie “Racconti inventati al bar. Serie della tazzina di caffè lungo”
- Nota dell'autore OR

Testo: Creatività in vacanza
di OR

Mija stava bevendo la sua prima tazzina di caffè lungo, la vista nebulosa di chi aveva dormito poco.
Era assorta in quella fase di vertigine esistenziale, che nasce dal vedere infranti alcuni capisaldi imparati durante l’infanzia.
Quante volte aveva sentito quei precetti bistrattati e calpestati ?
Perché il tutto sembrava proiettarsi verso un urlo di: “Pace! Giustizia! Rispetto!”?
Adesso che era adulta almeno dal punto di visto anagrafico, in lei quelle parole restavano tali e del fuoco, che sarebbe dovuto avvampare, se ne osservavano solamente le ceneri.
Non aveva più le energie di un tempo, quella rabbia proiettata verso la ribellione e quella compagnia che credeva negli ideali della serie “Il muro va abbattuto”.
Nel mezzo di questo labirinto neuronale, ciò che l’aveva sempre sostenuta nei periodi di sconforto sembrava essersi congelato.
Qualsiasi atto tra lo scrivere, il disegnare o il fotografare le sembrava di troppo poco valore dinnanzi a ciò che nel mondo intero stava capitando.
Così si era arenata e dalla fossa che si era man mano scavata non riusciva più ad uscire.
Se è vero che “Perso un treno, se prende un altro”, tuttavia, senza una chiara richiesta di stop, nessun treno che passava alla sua stazione si fermava.
Era quindi persa tra queste considerazioni, quand’ecco che una strana figura al bancone colse la sua attenzione.
Si trattava di una donna dai capelli estremamente ricci e bianco-argentato.
Del volto ne intravedeva il naso, piccolo e all’insù (alla francese), gli occhi brillanti e a mandorla, la bocca coperta dalla grossa tazza che stava bevendo.
Intorno a lei si intravedevano stelline, in realtà il riflesso della luce sulle pailettes della giacca color crema.
Beveva e rideva e parlava con il barista. “Ah sì, me la godo proprio ora! Tanto lavoro ogni giorno e non ho mai tempo per me. Ah sì, ora me la faccio io la vacanza!”. Nel mentre beveva e …quanto beveva, giacché pareva un litro ma la tazza era da cappuccino.
Qualcosa non tornava.
“Questa sua cioccolata è una leccornia”, disse al barista, sorridendo e mostrando una dentatura lineare e bianchissima. “Signora lei è veramente gentile, posso chiederle il nome?”, disse il barista, sentendosi poi rispondere: “Il mio nome è Creatività!”.
A quel punto Mija sobbalzó.
Infine il treno si era fermato!
Poteva finalmente uscire dalla fossa!
“Ma che cosa ci faceva Creatività in vacanza a tracannare cioccolata quasi in preda a crisi di astinenza da serotonina?”, pensò Mija.
“Sono troppe ore di lavoro ed io non supporto più questi abusi contrattuali. Persino di notte c’è chi mi chiama e rincara le richieste, con tutto questo sfrenato disagio che tutti vogliono combattere tra varie espressioni artistiche.. Sono tutti artisti ora.. Tutti creativi… che un manichino quasi è più originale di tutti loro e soprattutto più coerente con se stesso…. Ed io vado in vacanza! Basta!”, pronunciò Creatività con un tono molto deciso.
Fu allora che Mija, spinta dalla necessità comunicativa, andò da lei.
“Signora Creatività mi lasci offrirle dell’altra cioccolata… Che bei capelli che ha! E che dentatura perfetta”, le disse immaginando una risposta del tipo: “È per mangiarti meglio”.
“Ma grazie Mija, adoro i complimenti… Sono più dolci di una meringa con panna”, rispose invece Creatività.
A quanto pare era molto golosa e, soprattutto, l’aveva riconosciuta.
Un senso di colpa la pervase.
Es allora giù con un altro complimento: “Quanto mi piace il suo sorriso!”, rincaró Mija.
“Ah grazie ma nasconde tanto dolore in realtà. Non esteriorizzo i miei dispiaceri.
Se i miei occhi sono lucidi è per il troppo piangere, non certo per il troppo sorridere”.
Fu allora che Mija chiese: “Posso chiederle il perché ?”.
“Il motivo è che lavoro troppo e senza gratificazioni. In tanti mi danno per scontata ed invece non sanno che avermi è una dote con cui si nasce, preziosa e da valorizzare. Sono svalutata e poco compresa. Perciò ho deciso di mettermi in pausa”.
Mija l’abbracció e le disse: “Coraggio, per me lei è preziosissima e come me ci sono tante altre persone. Abbiamo bisogno di lei per sentirci completi ed assaporare al meglio la nostra esistenza.”
Creatività le sorrise e rispose: “Vedrò di modificare la mia agenda-vacanza e tenermi libera per voi”.
Mija era tutta contenta e una parte di sé già sfavillava come le paillettes di Creatività, sua amata compagna di Vita.
Creatività in vacanza testo di OR
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