Detective per caso - Il diario del 2025 - 41-42-43

scritto da Kalel Abellium
Scritto 10 mesi fa • Pubblicato 10 mesi fa • Revisionato 10 mesi fa
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Caro diario. La giornata è iniziata in modo inaspettato.  Joel mi ha svegliato con un suo messaggio: "Giorgio, preparati. Oggi devi avere la mente pronta."
- Nota dell'autore Kalel Abellium

Testo: Detective per caso - Il diario del 2025 - 41-42-43
di Kalel Abellium

10 febbraio 2025

Caro diario.

La giornata è iniziata in modo inaspettato.  Joel mi ha svegliato con un suo messaggio.

Giorgio, preparati. Oggi devi avere la mente pronta.

Queste sue parole mi hanno messo subito in allerta, pronto ad ogni evenienza. Ormai ho capito che il diario chiama quando le circostanze, nel passato o nel presente, lo richiedono. Ero appena uscito per fare una passeggiata quando il maggiore Casale mi ha convocato con urgenza. La sua voce, ferma e decisa, non lasciava spazio a fraintendimenti:

“Deve andare nella frazione dei Bertassi. Hanno trovato un corpo. Sembra un caso complicato, De Giorgi, ed è proprio per questo che voglio che se ne occupi lei. Io la raggiungerò appena possibile.” “Come sempre Joel è stato un passo avanti a tutti.”  ho pensato. Non c’era tempo per fare domande o per fermarsi a riflettere; ho afferrato il mio zaino e mi sono messo in marcia.

Mentre guidavo, cercavo di prepararmi mentalmente a ciò che mi aspettava. Non sapevo ancora nulla della vittima né delle circostanze del ritrovamento, ma sentivo una leggera tensione crescermi dentro.

Quando sono arrivato, la scena davanti a me mi ha colpito profondamente. Definire inquietante quello che avevo davanti sarebbe stato riduttivo. Il corpo di un uomo sulla quarantina giaceva immobile nel giardino della sua casa. C’era qualcosa di profondamente sbagliato in quella vista, qualcosa che non si limitava all’evidenza del delitto. Nonostante tutto il tempo che ho passato su casi simili, certe immagini continuano a scuotermi. Non ci si abitua mai del tutto.

Il giardino era un luogo di apparente tranquillità, con piante curate e un piccolo sentiero di ghiaia, ma la presenza del corpo rompeva quella quiete in modo brutale. Gli agenti della scientifica erano già al lavoro, scattando foto e raccogliendo campioni. Mi sono avvicinato lentamente, cercando di assorbire ogni dettaglio senza perdere di vista il quadro generale. Non si trattava solo di osservare; era come se stessi cercando di entrare nella scena, di capire cosa fosse successo attraverso i segni lasciati sul terreno, sugli oggetti, sul corpo.

I dettagli del delitto erano ancora avvolti nel mistero. Non c’erano segni evidenti di lotta, ma la posizione del corpo e alcune macchie sul terreno suggerivano che qualcosa di violento fosse accaduto. Ogni elemento sembrava portare a domande più che a risposte. Chi era quell’uomo? Perché si trovava lì, da solo, in quel momento? E, soprattutto, chi poteva volerlo morto?

Una voce familiare mi coglie di sorpresa.

“Le prime impressioni possono essere ingannevoli”.

“Joel? Tu che ci fai qui?” dico esterrefatto alla vista del mio amico e compagno di tante avventure.

“Le spiegherò più tardi. Ora, detective De Giorgi, dobbiamo proseguire con le indagini”.

In quel momento è arrivato anche il Maggiore Casale.

“Buongiorno Ferrèl e buongiorno anche a lei De Giorgi”.

“Voi due vi conoscete?” chiedo stupito a Casale.

“Certamente, il dottor Ferrèl è il commissario capo della sezione torinese. E’ lui che ci ha chiamati quando ha visto il corpo dell’uomo nel giardino.”

“Devo dire che si è trovato nel posto giusto al momento giusto.” ho aggiunto osservando lo sguardo sorridente di Joel.

Senza dire altro ci siamo messi a interrogare i  primi testimoni sul posto, cercando di ottenere informazioni utili. Un vicino, visibilmente scosso, ha raccontato di aver visto la vittima per l’ultima volta la sera prima, mentre annaffiava le piante.

“Era un uomo tranquillo,” ci ha detto. “Non dava mai fastidio a nessuno. Non riesco a immaginare chi possa avergli fatto una cosa del genere.”

Queste parole, anche se sincere, non facevano altro che aumentare il mistero. Perché qualcuno avrebbe voluto uccidere un uomo apparentemente senza nemici?

Mentre osservavo la scena, e anche Joel, incredulo della sua presenza, mi sono reso conto che ogni elemento avrebbe potuto essere una chiave per risolvere il caso. C’era una calma irreale, disturbata solo dal rumore delle scarpe degli agenti sulla ghiaia e dal fruscio delle piante mosse dal vento.

 “Signori, un altro caso mi aspetta.” ha detto ad un certo punto Joel. “De Giorgi sono sicuro che mi terrà aggiornato sull’evolversi del caso. A presto.”

Come arrivato, improvvisamente si è dileguato. Joel non smette mai di stupirmi. Anche io ho lasciato il luogo del crimine, non prima di aver chiesto alla scientifica di aggiornarmi non appena avessero avuto risultati preliminari. Sapevo che quello era solo l’inizio di un’indagine che si preannunciava complicata e piena di ostacoli. Ma, al tempo stesso, sentivo dentro di me una determinazione ferrea. Risolvere il caso non era solo una questione di lavoro; era una sfida personale, un impegno che sentivo di dover onorare e una carta vincente per pubblicizzare la mia nuova attività.

 Tornando a casa ho preso il diario in mano. Nella data di oggi c’era già una frase di Joel.

Questo è per dimostrarti che non sei e non sarai mai solo. Il diario ha scelto noi due per portare a termine la sua missione. Ma ricorda, un anno è lungo...

 11 febbraio 2025

Caro diario. 
Il caso sta diventando sempre più complesso. La mattinata l’ho trascorsa parlando con i vicini della vittima, cercando di raccogliere informazioni utili, ma non è stato semplice. Una signora anziana, che vive poco distante, ha raccontato di aver visto un’auto sospetta aggirarsi per la frazione la sera prima del delitto. Quando però le ho chiesto una descrizione o un dettaglio più preciso, non è stata in grado di fornirmi nulla di davvero utile.

“Era buio,” ha detto scuotendo la testa. “Non ho visto bene. ma sarà passata cinque o sei volte sotto casa mia.”

Molti altri vicini si sono dimostrati più reticenti. Non so se fosse paura o semplice disinteresse, ma il risultato è stato lo stesso: poche informazioni e tanti silenzi. Alcuni mi hanno dato l’impressione di sapere più di quello che erano disposti a raccontare, ma tirare fuori qualcosa da loro si è rivelato quasi impossibile.

 Nel pomeriggio, il maggiore Casale mi ha convocato nel suo ufficio per aggiornarmi sui primi risultati delle indagini. Mi ha mostrato un fascicolo con alcune informazioni sulla vittima, un uomo di nome Alfredo Marchi. Il quadro che ne è emerso era tutt’altro che rassicurante. Marchi aveva un passato complicato e parecchi scheletri nell’arma-dio. Non era esattamente il vicino modello che tutti avrebbero voluto avere. Aveva accumulato una lunga lista di debiti, causati probabilmente da una vita vissuta al di sopra delle sue possibilità.

Non solo: c’erano state accese discussioni con alcuni vicini nel corso degli anni, litigi che a volte erano sfociati in vere e proprie denunce. Le motivazioni spaziavano da questioni di confini tra le proprietà a accuse di comportamenti molesti. Insomma, un carattere tutt’altro che facile e una vita piena di conflitti, grandi e piccoli.

“Questo restringe il cerchio, ma lo allarga al tempo stesso.” ha osservato Casale, scorrendo il fascicolo.

È proprio così. Se da un lato ora sappiamo che Marchi aveva diversi nemici, dall’altro questo complica ulteriormente le cose. Praticamente chiunque, tra le persone che lo conoscevano, potrebbe aver avuto un motivo per volergli fare del male.

Ho passato il resto della giornata a rivedere gli appunti e a cercare di mettere insieme i pezzi. Joel  non è intervenuto, segno che sto proseguendo correttamente nella mia indagine.

Alfredo Marchi non è una vittima casuale. Chi ha deciso di togliergli la vita aveva un motivo preciso, qualcosa che lo ha spinto a oltrepassare il limite. Ora tocca a me scoprire di cosa si tratta. Non sarà facile, ma so che ogni passo, anche il più piccolo, mi porterà più vicini alla verità.

 Domani continuerò a interrogare i vicini e a scavare nel passato della vittima. C’è ancora tanto lavoro da fare, ma sento che stiamo cominciando a tracciare una strada. Anche se è tortuosa e piena di ostacoli, è una strada che vale la pena percorrere. Non solo per Alfredo Marchi, ma anche per chi vive a Bertassi e aspetta di poter tornare a sentirsi al sicuro.

 

12 febbraio 2025

Caro diario.
Questa mattina il sole era appena sorto quando mi sono trovato nel letto con in mano il fascicolo di Alfredo Marchi. Non riuscivo a smettere di pensare alla frase di Joel: “Le prime impressioni possono ingannare.” Continuavo a chiedermi se stessi trascurando qualcosa di cruciale. Spesso, quando si è immersi nei dettagli, è facile perdere di vista il quadro generale. Mi sono ripromesso di affrontare la giornata con mente aperta, pronto a cogliere ogni sfumatura.

 La mattinata è stata intensa. Ho interrogato Piero Baricco, l’impresario coinvolto nei debiti di Marchi. La sua arroganza iniziale si era affievolita, lasciando spazio a un nervosismo sempre più evidente. Ogni sua risposta sembrava un tentativo maldestro di coprire qualcosa, e non ci è voluto molto perché iniziasse a contraddirsi. Mi sono concentrato sul suo linguaggio corporeo: sguardi sfuggenti, mani che si agitavano, pause troppo lunghe prima di rispondere. Era chiaro che stesse nascondendo qualcosa.

La svolta è arrivata quasi per caso, quando Baricco, forse per la pressione, ha menzionato un certo “Crespi.” Subito dopo si è irrigidito, come se avesse detto troppo. Nonostante le mie insistenze, non ha voluto aggiungere altro. Ma ormai il danno era fatto: sapevamo che Crespi era una figura importante in questa vicenda. Chi era? E che ruolo aveva nella vita di Alfredo Marchi? Ho passato l’informazione a Casale che ha subito ordinato di scoprire di più sula vita di Crespi.

 Nel pomeriggio, Joel si è “materializzato” senza preavviso. Resto sempre stupito ogni volta che il diario prende delle decisioni.

“Gianni Crespi potrebbe essere la chiave,” ha detto, con quel tono sicuro che spesso mi lascia a bocca aperta. Era come se sapesse già tutto, come se avesse un filo diretto con la verità. Abbiamo passato ore a rivedere i dettagli, cercando di collegare i pezzi: Marchi, Baricco, Crespi. Ogni tassello che aggiungevamo sembrava aprire nuove possibilità, ma allo stesso tempo complicava la trama.

Joel ha un modo unico di analizzare le cose, quasi istintivo. Mentre io mi perdo nei particolari, lui riesce a vedere oltre, a cogliere il quadro d’insieme. Lavorare con lui è stimolante.

 Verso sera Joel ha di nuovo abbandonato la scena e si è rintanato “nel libro”. Stavo tornando a casa sopraffatto dalla mole di informazioni, quando ho ricevuto un messaggio dalla scientifica. Sull’arma del delitto erano state trovate tracce di terriccio. Una parte proveniva dal giardino di Marchi, ma l’altra era compatibile con un luogo diverso. Questo dettaglio, apparentemente insignificante, potrebbe rivelarsi decisivo.

 Mi sento esausto. Domani, io, e spero anche Joel, seguiremo questa nuova traccia. So che ci avvicinerà alla verità, anche se ancora non riesco a vedere l’intero quadro. Questo caso è più intricato di quanto avessi immaginato, ma non intendo fermarmi finché non avrò trovato tutte le risposte. Mi sento vivo più che mai!

Detective per caso - Il diario del 2025 - 41-42-43 testo di Kalel Abellium
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