Sono io,
cara Regina. L'ultimo tassello di questa storia sono io..."
Sarah era alle Fiamme sempre più vicina.
"Corra dalla sua Ariel, io presto raggiungero' Gregorio e la mia bambina."
La sovrana la guardo' commossa.
In quella scacchiera nella quale si era trasformata la loro vita aspetto' che Sarah giocasse l'ultima mossa.
Si guardarono ancora, ma non per molto, dritte negli occhi.
"Queste calde Fiamme lei non le tocchi.
Se ne vada, fugga e aspetti che la sua anima uccisa da Ares nel suo corpo ritrovi dimora.
Adesso e' giunta inevitabilmente la mia ora."
"Cara Sarah, ti porterò per sempre nel mio cuore.
La nostra amicizia sarà eterna, essa mai muore.
Che tu possa ritrovare nel Regno dell'Aldila' tutta la libertà
di godere finalmente in pace quello che ti meriti, tutta la sospirata felicità".
La Regina Julia la lasciò così da sola.
Sola. Con un'unica speranza che il suo cuore consola.
"Fra' poco ti riabbraccero' mia piccola Camilla,
già riesco a vederti nel riverbero rosso di questa Fiamma che scintilla."
E Sarah trattenere il fiato.
Di li' a poco tutto sarebbe bruciato.
Chiuse gli occhi. Ecco, stava fuggendo dalla sua vita, divenuta per lei una stretta prigione.
Chiuse gli occhi e si gettò tra le Fiamme Della Purificazione.
"Una sola stella nel cielo di quella notte più non brilla,
forse era la tua mamma, mia dolce Camilla."
Il mago Ares la potente pozione per separare Ariel e Jack aveva intanto finito di preparare
e con malvagie intenzioni uscì dal suo castello per potersi verso i due sposi incamminare.
Ma improvvisamente
dovette procedere sempre più lentamente.
Avverti' un forte dolore
vicino a quello che lui chiamava Cuore,
perché il cuore è lo scrigno dell'Amore,
quel sentimento che a lui faceva orrore.
Le gambe gli cedettero e lui stramazzo' a terra.
Arrenditi Ares, hai ormai persa questa guerra!
Un inspiegabile calore il suo corpo avvolse
e non cesso' neanche quando gli abiti si tolse.
Anzi divenne sempre più insistente
e agiva da dentro, come il veleno di un serpente.
Aprì la bocca per chiedere aiuto, per potersi salvare,
ma come Sarah anch'egli prese a bruciare.
Tutta la sua cattiveria divenne ben presto cenere,
così anche le sue maledizioni e le intenzioni più nere.
Quel fumo denso causato da quella combustione
era la prova della sua definitiva distruzione.
Un'anima tra quelle fiamme alta nel cielo si era elevata
e sospesa in aria volo' tra le nuvole fino a che la sua proprietaria non ebbe ritrovata.
Il cuore della Regina Julia batte' allora più forte.
"Devo far ritorno al castello, dai miei cari. Da oggi in poi le nostre vite saranno sempre accompagnate dalla buona sorte."
Luca Carucci scrisse la parola fine alla sua storia.
Non era una poesia come quella che a scuola ti facevano imparare a memoria.
Ma in cuor suo sperava fosse un bel racconto,
anche se temeva che le persone leggendolo si sarebbero stancate, perché era lungo e anche tanto.
Primavera.
Un vaso con una Primula Rossa sul davanzale c'era.
Luca volse lo sguardo a quel fiore che la sua fantasia aveva ispirato
e sorridendo pigio' un tasto del suo computer affinché il suo scritto fosse stampato.
Sera.
Adesso "La Primula Rossa" sul suo comodino era.
Pronta per essere consegnata
a colei che forse l'avrebbe pubblicata.
Pubblicare una storia di fantasia,
credere che tutte le difficoltà della vita si potessero risolvere con la magia, che eresia!
Nella realtà la magia non esisteva affatto.
"Che cosa avrebbero fatto Ariel e Jack nel nostro mondo senza la magia?" Chiese al suo gatto.
Ma esso com'è naturale gli rispose miagolando
e Luca capì che sprecava solo fiato a lui parlando.
Quando la luce stava spegnendo
e gli occhi chiudendo
si accorse però che quella che aveva scritta non era la realtà, ma solo una fiabapoesia piena di Amore e di buoni sentimenti,
e come ogni fiaba che si rispetti sarebbero vissuti per sempre felici e contenti.
(Ho fatto un sogno. Mi sono ritrovato per incanto in un bosco fatato. Luca lo vedi? Anche nella realtà c'è la magia, non essere triste.
Già, scrivere e' la magia più bella che esiste!).
55- FINE
(Luca Carucci)
La primula rossa 4 - 27 testo di LucaCarucci