Di giorni inquieti
e di minuti storti,
volevo parlarti.
Della pelle che trema
senza permesso,
di questo vibrare,
che tutto fa stonare.
Delle mie dita,
che non riconosco più,
dei miei passi,
incerti e circolari.
Del nastro isolante,
che avvolge me,
e la Primavera.
Di giorni inquieti,
e di minuti storti,
volevo parlarti.
E se puoi,
ricordati le forbici.