Tu cammini avanti e il mondo arretra,
e io ti seguo lento, per scelta mia.
Hai il passo di chi apre senza tocco,
di chi sposta l’aria solo con lo sguardo.
E io, davanti a quel varco, mi piego
come vela che sente il primo vento.
Non voglio trattenerti né domarti:
mi basta restare nella tua voce,
dove ogni sillaba vibra e comanda,
e il silenzio si tende come un filo.
Se vuoi, sarò il tuo punto fermo, quello
che ti osserva avanzare senza tremito.
Se vuoi, sarò la quiete che ti accoglie
dopo la scia che lasci nel passare.
Ma scegli tu. Io resto qui, presente,
in attesa — non vinto, ma toccato