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Il mio Papà, un uomo d’altri tempi,
Persona giusta e severa all’occorrenza,
Ma in fondo buono come il pane.
Gran lavoratore e pochi passatempi.
Dedito alla famiglia con tanta pazienza.
Parole misurate ma risuonavano come campane.
Del mercato ortofrutticolo eri il custode,
Nel tempo libero coltivavi una passione,
I tuoi ulivi che con amore accudivi.
Dovessi darti un voto, il massimo con lode,
Senza alcuna discussione.
E alle nostre necessità obbedivi.
73 erano le tue primavere,
Quando poco prima di un Natale,
Il tuo nobile cuore si è arreso.
La tua vita una lotta senza quartiere,
A testa alta sei giunto al capitolo finale,
Meritato il tributo che da tutti ti è stato reso.
La mia Mamma, perfetta donna di casa,
Ha messo al mondo quattro figli,
Ripartendo con amore le attenzioni.
Della polvere ne faceva tabula rasa.
Se del caso, tirava fuori gli artigli,
In difesa delle sue ragioni.
Giorno e notte mandava avanti la baracca,
Puliva, lavava, stirava, cucinava e rammendava,
E di noi figli si prendeva estrema cura.
Da non credere, mai stracca,
Dopotutto nessuno l’aiutava
O che si accorgesse della sua bravura.
Ma con la perdita improvvisa del marito,
La situazione è radicalmente cambiata,
Certo, non è facile farsene una ragione.
Con l’animo così duramente ferito,
Come una candela ti sei lentamente consumata,
E con le stesse primavere hai raggiunto l’ultima stazione.
Questa in estrema sintesi l’analisi della loro vita,
Trascorsa gran parte l’uno accanto all’altro,
Fino a quando i loro sentieri si son divisi.
Tanto si potrebbe ancora dire, impresa assai ardita,
Delle vite di noi figli siete stati il pilastro,
Indelebile in noi è l’immagine dei vostri visi.
Un’ultima cosa però vorrei proferire,
Se esistesse un paradiso dove andare,
Sarebbe quello il vostro posto nell’aldilà.
Ma se così non fosse sarebbe dura da digerire,
E al Dio, o a chi per lui, che sta lassù un brano(*) farei ascoltare,
“Perché in cielo dove sta, se non vi rassomiglia che ci fa!”.
By Roby_dv
Nota: (*)
“L’uomo che si gioca il cielo a dadi”, una struggente e bellissima canzone di R. Vecchioni, che termina proprio con il mio ultimo verso che ho preso in prestito!