ROWENA (seconda parte)

scritto da ROSAROSSA
Pubblicato 24 anni fa • Revisionato 24 anni fa
0 0 0

Autore del testo

Immagine di ROSAROSSA
Autore del testo ROSAROSSA

Testo: ROWENA (seconda parte)
di ROSAROSSA


Roberto l'aveva trovata esausta, affamata e malridotta in un angolo della stazione centrale. Cercando di farsi capire, perchè lei ancora non parlava italiano,l'aiutò a rimettersi in piedi, l'accompagnò alla sua macchina, la fece salire, poi lui si sedette al volante e partì. Lui parlava, le chiedeva, lei rispondeva si o no, non so, erano le uniche parole che conosceva. Lui le sorrise. Il suo sorriso le era entrato dentro come una fucilata. Roberto era gentile, non come gli altri che subito la toccavano da tutte le parti, era pulito, aveva un buon odore, non come gli altri che puzzavano di alcool e sudore e sorrideva, lei istintivamente avrebbe dovuto aver paura di quel sorriso, ma non le riusciva proprio. L'auto si fermò davanti ad una pensioncina. L'aiutò a scnedere, le mise la sua giacca sulle spalle e la fece entrare. L'uomo al dilà del bancone la guardava con disgusto quasi, lei si strinse ancor di più in quella giacca, quasi a voler scomparire. Roberto le prese la mano e senza smettere di sorriderle, si avviò verso l'ascensore con la chiave in mano. Aperta la porta della stanza, la fece accomodare,le mostrò le cose che avrebbero potuto servirle, le fece capire che sarebbe andato a comprare qualcosa da mangiare e si richiuse la porta alle spalle. Rowena, rimasta sola, si stupì del fatto che non avesse dato la chiave alla porta, l'aprì diverse volte soddisfatta, non le sembrava vero, allora la richiuse lei da dentro. Si guardò intorno di nuovo, non capiva che cosa le stesse succedendo, e quando il suo sguardo si fermò sulla figura riflessa dallo specchio, si vide sporca, in disordine, si spostò i capelli da una parte, ma il risultato non cambiò. Decise di farsi una doccia. Sotto al getto tiepido che le accarezzava la pelle con il suo tepore, perse la cognizione del tempo e quando richiuse il rubinetto, si rese conto che lui era tornato. si asciugò e si infilò la vestaglia che aveva trovato sull'appendino, si raccolse i capelli lunghi e biondi in un asciugamano ed uscì. Lui la stava aspettando seduto vicino al tavolino con due pizze fumanti e due lattine di birra. Quando la vide, si alzò e le andò incontro, lei istintivamente si aprì la vestaglia per togliersela, ma lui con una strana espressione, quasi triste, gliela rimise a posto. che uomo era mai quello?? eppure gli puiaceva, lo sentiva, lo aveva capito da come la guardava un pò di nascosto, e allora? Ma la cosa non le dispiacque per niente, anzi, la rendeva felice. Si sedettero uno di fronte all'altro e si gustarono il pranzo. Lui parlava, lei non capiva un granchè, ma le scappava da ridere e quando lo faceva lui la guardava ammaliato. Era una strana situazione, ma la faceva stare bene e questo le era più che sufficente. Messi via i vassoi di cartone, lui le diede una scatola incartata con una carta bellissima, rossa trattenuta da un nastro lunghissimo e rosso. Lei la scartò con l'entusiasmo di una bambina. Estrasse uno splendido vestito azzurro intenso: non ne aveva mai avuto uno così bello, lui le voltò le spalle dopo averla invitata ad indossarlo. Quando si rigirò si trovò davanti una splendida ragazza di circa vent'anni, pulita, profumata, elegante e con un'espressione raggiante sul volto. Abbracciarlo con impeto fu molto naturale per Rowena, lui era in evidente stato di imbarazzo, che crebbe quando lei lo baciò. Si erano conosciuti così!
Fu il novo lampeggiare del cancello che scosse Rowena dai suoi ricordi. Come in trance, ravviò il motore e percorse i pochissimi metri che la dividevano dal portone di entrata. Scese dall'auto e il botto della portiera che si richiude viene coperto da un coro che canta "Tanti auguri a te, tanti auguri a te..." è vero! oggi è il suo compleanno! Roberto, i suoi figli le si fecero incontro festosi,
la trascinarono in casa dove la stava aspettando una magnifica sorpresa. Gli occhi velati per la commozione le impedivano di vedere qualsiasi coa, ma non aveva bisogno di vedere, per sentire la gioia esploderle in petto, sentire la carica di affetto che aveva per ognuno di loro e che da loro riceveva....si era arrivata a casa, QUELLA era la sua casa, tutto il resto non aveva più nessuna importanza, sì ne era valsa la pena, aveva trovato la fortuna veramente: aveva trovato l'amore.
ROWENA (seconda parte) testo di ROSAROSSA
0

Suggeriti da ROSAROSSA


Alcuni articoli dal suo scaffale
Vai allo scaffale di ROSAROSSA