La Chiesa svende l’umanità di Cristo per salvare il Trono di Pietro.
Confusi e smarriti, come l’antico popolo eletto,
in ricerca ossessiva della salvezza ora ed eterna,
delusi a rimpianto di quando il devoto pensiero
stava nei simboli e segni come univoco marchio,
il Sommo Pontefice ora svende pur il suo Cristo.
Non più il Cristo di Cana a donare il buon vino,
non più il Gesù di Zaccheo a soccorrer perduti,
nemmeno il Cristo del cieco a ridonare la vista,
neppure il Cristo del ricco a proporre altro bene:
Ognuno il Cristo capiva e proponeva un rimedio,
a ciascuno guardava, per suggerirgli un riscatto,
per nessuna persona s’accaniva in odio, ribrezzo,
di nessuna esistenza coglieva soltanto il peccato.
In eccesso di fede han innalzato Cristo nel cielo,
la natura umana di Cristo elevata a quella divina,
non per simbolismo soltanto, ma dogma assoluto:
il grande storico saggio convertito in figlio di Dio!
Così inventato divino, Cristo il filosofo eccelso,
re-inventato da fiaba, in contorno d’angeli eterei,
offerto in pasto agli eletti per renderli figli di Dio:
il suo pensiero più vero tolto all’umana grandezza.
Il monopolio intrusivo di ministri e teologi grevi,
con l’immaginario superbo d’avere Dio scoperto,
ha adornato quel Cristo con mille angeliche fiabe:
sol un Gesù come Dio l’hanno preteso e proposto!
Se vuoi credere a Cristo, non altro modo ti è dato,
se vuoi seguirne saggezza, devi nutrir questa fede:
duemila anni di storia per farne un dogma assoluto,
duemila anni di storia per proporlo Dio esclusivo.
Ma il vero Cristo è l’umano in amore e ragione!
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