Così vivo, al massimo, senza sosta.
E la passione guida la mia vita, quotidianamente tanto che questa è la mia
Giornata tipo:
sveglia ore 6.40. Idealmente.
Ore 7.30/7.40, in realtà.
Suonano il cellulare, il Tittisveglia e la radio. Mi rassegno, apro gli occhi e accendo la TV, Canale5, per sapere che tempo fa. Mi alzo... brrr sono nuda, acc!, anche stanotte non ho avuto voglia di infilarmi il pigiama. Vado in bagno, mi guardo allo specchio, sconvolta!, apro la doccia, mi tuffo, di nuovo... avevo fatto l'ultima probabilmente intorno alle 4. Torno in camera, mi vesto, arraffo le chiavi dell'auto, una Camilla e scendo in box. Salto in macchina e provo a guidare, nonostante nebbia, ghiaccio e notte negli occhi, attanagliata dalla fretta del ritardo.
Tutto è così irreale, lontano da quello che ho appena vissuto, quello per cui vivo.
Arrivo al lavoro, le scale, TLIN! timbro il cartellino, caffè, doppio per forza, 'CIAO' ciao a tutti, la mia sedia rossa con lo schienale alto, la mia scrivania bianca piena di carte, avvio il PC, accendo il monitor e lì muoio,
finalmente!,
seduta tranquilla, muoio.
Flaccide chiacchiere online e non, mail, erotismo, che ho dentro dalla notte, che ho dentro da sempre, qualche attimo di lavoro, qualche pubblica relazione, pausa a metà mattina, altro caffè, è la lotta contro il sonno mancato, contro la noia dell'ufficio, poi pranzo.
L’ora di pranzo, fuori dal palazzone a pensare e ricordare della notte, a raccontare per l'impossibilità di parlare di altro; umidità, rigidità, e si ritorna in ufficio. Ancora caffè, magari macchiato, magari al bar invece che alla macchinetta; e poi,
finalmente!,
le 18/18.30: schizzo via, a casa. La serie febbrile degli sms per tutto il giorno mi ha preparato la serata infuocata.
E ricomincio a vivere,
finalmente!
Ceno sola, nel mio allegro appartamento, oppure col mio moroso, una mezz'ora insieme, giocando a carte, o guardando un film. Si VA A LETTO presto: lui a nanna a casa sua, io con l'amante.
...<<AMANTE>> così verrebbe definito secondo la concezione popolare; <<angelo dell'amore>> lo chiamo io. ...
Arriva preciso, in genere sono le 22.30, silenzioso, rapido, talvolta più tardi, non appena ha lasciato la sua morosa, ma non e' mai troppo tardi, mai!, per la nostra passione.
Citofona, non rispondo, gli apro il cancello, aspetto due minuti, lo sento salire le scale, non suona, apro la porta: e' li' fermo che mi aspetta, serio, deciso; e io penso
"Oh! Finalmente!".
Entra, non ci fermiamo in soggiorno, siamo già in camera, parlando, tranquilli. Spengo la Tv, è l'unico momento della giornata in casa in cui spengo la TV. Si continua a parlare, pero' lui e' rigido e io bagnata, piu'di sempre con lui, che non ha un semplice oggetto, ma il MIO PIACERE concretizzato in membro. L'aria si impregna del mio desiderio, il richiamo sessuale si fa fisico, e lui lo sente; risponde: mette mano alla cintura; sento la fibbia di metallo che si apre, l'ardore diventa fuoco divampante e adesso si' che scoppia nella mente
"Finalmente!"
E sento di amarlo, piu' di me stessa piu' del mondo!
Lo vedo, e la vista appaga e accresce il desiderio, è grosso, è vivo, lo voglio, lo voglio, lo voglio sempre di più. Mi guarda, sempre serio, sempre severo, e io lo voglio. Non mi toglie lo sguardo dagli occhi, sembra non provare nulla, ma il suo membro tradisce una pulsazione alla cima, e io mi sento svenire.
“Girati” la voce ferma decisa sensuale. E’ gia’ godere, il sol girarmi e sfregare la mia sulle lenzuola, obbedire al suo comando, stare ancora sotto i suoi occhi, li sento, su di me, su di lei, è già amplesso.
Mi prende i fianchi, una presa decisa e dolce, mi avvicina a lui, sento che mi sta tremando, pulsando, gridando, chiamando. So che sta per entrare, sento che sta per entrare e poi…
“oh! Finalmente!”
lo grida forte la mia anima, il mio cuore, il mio fisico, la mia figa quando entra la cima del MIO PIACERE. Sento l’ingresso, mi sento aprire, dolcemente, grandemente affondare, fluida, mi sento riempire e sento che e’ l’unica cosa che dà diritto di vivere. Lo sento dentro, grande potente, lo sento dentro che mi completa, che mi scava, che mi tocca. I suoi occhi, la sua faccia, il suo pube, la sua pelle, le sue braccia, io sono sua e tutto il resto non è mai esistito.
Diario di ogni giorno testo di Laila