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Il sole tramonta su New York. L’asfalto nero si espande sotto le suole dei tacchi di Giada che rimbombano sul marciapiede. Cammina velocemente guardandosi intorno con aria spaventata, sembra quasi sia preoccupata di essere seguita da qualcuno. Il telefono le vibra nella tasca della giacca, “Sei arrivata?” le domanda un’amica per messaggio. Una macchina nera le sfreccia vicino attraversando il quartiere di Kew Garden , un uomo si ferma e la guarda : la coda di cavallo che porta in testa oscilla a destra e sinistra, come fanno le bandiere quando si lasciano cullare dal vento. L’uomo osserva sinuoso il corpo di Giada muoversi velocemente: le sue forme perfette, la sua femminilità. Vorrebbe averla per sé. La brama talmente tanto che la sola vista di quella bellezza non gli basta. Così tenta un approccio.
<< Ciao! Scusa posso disturbarti?>> le chiede sorridendo.
<<Guarda, veramente andrei un po' di fretta.>>
<<Volevo solo offrirti una cosa da bere, poi giuro che ti lascio andare>>
Giada però è troppo cauta per fermarsi con uno sconosciuto, così rifiuta nuovamente l’invito.
In un appartamento all’ultimo piano di un grattacielo lì di fronte, un uomo di nome John si sta godendo il tramonto e la pensione leggendo il giornale. Guarda la strada: osserva inizialmente i due ragazzi che parlano, poi il suo sguardo si posa su un cane: è un cocker (probabilmente molto anziano) che cammina a fatica dietro al passo della padroncina: una bambina che saltella lungo il viale e quando entrambi spariscono girando l’angolo, lo sguardo di John ricade su quella coppia di ragazzi che stava parlando. L’uomo inizia ad urlare a Giada qualcosa. Lei velocizza, cerca di fuggire ha capito che non si doveva fidare. Lui la insulta, poi la blocca, cerca di possederla. Lei scappa, lui la riprende poi le scopre la schiena e l’accoltella. L’uomo osserva la lama scavare nella carne di Giada: osserva il sangue che inizia a scorrerle sul corpo. Giada inizia ad urlare. John prova a chiedere aiuto dal suo balcone, ma è troppo anziano per scendere in strada, così si rivolge ai passanti. La gente che passa osserva la scena poi si guarda intorno. Ogni passante inizia a studiare le mosse dell’altro: a volersi scrollare di dosso ogni responsabilità, nella speranza che non tocchi a loro fare qualcosa. Nessuno infatti farà nulla per fermare l’uomo. Una farmacista vorrebbe soccorrere Giada ma ha i clienti nel negozio, così si volta verso di loro e solo di tanto in tanto ributta lo sguardo su di lei ad osservare cosa le accade dalla vetrata della farmacia. L’uomo sferra la seconda coltellata a Giada. Un’altra donna le passa vicino in bicicletta, ma ha le cuffie nelle orecchie. È troppo intenta a guardare in avanti, a vedere la strada per sentirla e le urla strazianti di Giada, svaniscono nel nulla. Alcune persone la guardano mentre si piega in due dal dolore, ma non si intromettono per paura di essere aggredite. L’uomo con il coltello sferra a Giada la terza coltellata, poi la quarta, la settima, la decima. “È ciò che ti sei meritata “le dice. La donna crolla a terra. L’asfalto della strada diviene una chiazza rossa simile al colore che assume l’uva quando durante il periodo della vendemmia viene spremuta con i piedi fino a farla diventare del vino fresco con cui imbandire le tavole colme di cibo. L’uomo con il coltello risale di corsa sulla macchina nera e sfreccia via. Alcuni ragazzi iniziano a fotografare Giada, a filmare, a postare il suo corpo sui social quasi si sentissero i protagonisti di una scena di CSI. In quei pochi secondi la donna osserva con orrore l’indifferenza dei passanti scorrerle davanti.
<<Dobbiamo fare subito qualcosa>> dice John a sua moglie rientrando in casa. Non ce la fa più a restare immobile: così alza la cornetta e chiama i soccorsi. Troppo tardi. I biondi capelli di Giada si espandono sull’asfalto aprendosi come rami di un albero, lasciandosi bagnare a poco a poco da quel liquido rosso che allaga la via. Il corpo deturpato dai segni di violenza respira a fatica, sempre più lentamente quasi si stesse arrendendo al suo destino. Gli occhi di Giada guardano fissi John.