Fatablu e il Serpente

scritto da Kalotins
Scritto 22 ore fa • Pubblicato 5 ore fa • Revisionato 5 ore fa
0 0 0

Autore del testo

Immagine di Kalotins
Autore del testo Kalotins

Testo: Fatablu e il Serpente
di Kalotins

Fatablu e il Serpente
18/04/2005

Circa 20 anni fa, durante le pause di lavoro per far passare il tempo, mi divertivo a comporre testi di poesia a sfondo umoristico facendomi chiamare lu gufu, scambiandoli con poeti di un sito che aveva per nome “Scrivi.com” sito poi scomparso. Fra costoro c’era una poetessa molto brava cui non sono autorizzato a fare il nome (ne quello d’arte ne quello privato) con la quale ci si scambiava delle simpatiche rime. Ovviamente non sono autorizzato a pubblicare su Alidicarta i suoi versi. Posso farlo solo con i miei.
Quelli che seguono li ho scritti io.

Sono un gufo lo confesso
che gli piace stuzzicare
chi di sotto al suo cipresso
va di notte a passeggiare.
Gli rovescio rime addosso
per potermi divertire,
però attento a non ferire
né la pelle e manco l'osso.

E mi sento assai felice
se costui facendo sosta
poi gli prude la narice
e coi versi da risposta.
Ad esempio ieri notte
mentre ero a testa in giù
vidi con le scarpe rotte
una certa fata-blu.

Dove vai in quello stato
"le urlai con fiato fino"
che se incontri un serpentino
e si sente disturbato
può azzannarti col dentino
proprio quello avvelenato
e spedirti al cimitero
non per scherzo ma davvero?

Lei mostrando indifferenza
come chi si crede forte
mi risponde: "eccellenza
sa, non temo io la morte!
e se incontro il serpentello
che mi vuole morsicare
gli do' un calcio nel budello
da mandarlo a pascolare!"

Azz... dico, questa qui
pare proprio sia suonata
o le manca un venerdì.
Io comunque l'ho avvisata.
E così la fata-blu
mentre ancor con me parlava
una serpe calpestava
di tre metri suppergiù!

Costei per il gran dolore
ricevuto nella pancia
s'alza in tutto il suo splendore
ed addosso le si lancia.
Se l'avvolge fra le spire
senza tanti complimenti
e la lingua fa apparire
biforcuta in mezzo ai denti.

Si lamenta la fatina
per quella mortale presa
e vedendosi indifesa
chiede aiuto a una faina!
Voi direte mie signore:
"ma lu gufu che faceva
mentre quella si struggeva?
Forse a nanna aveva il cuore?"

No no noooo! non sia mai detto
che di fronte ad un periglio
il terribile gufetto
panni indossi di coniglio!
Giù dal ramo mi proietto
sulla testa del serpente
e col becco mio tagliente
glie la fendo in modo netto!

Dopo averla liberata
Fata dice: "ho tanta fame
mi faresti nel tegame
che ne so... una frittata?"
Io le fisso l'occhio bello!
Poi le dico: tu sei matta!
Proprio a me che sono uccello
chiedi un cibo di tal fatta???

Ti farò due tre spiedini
con la coda di serpente
ed alcuni topolini
di contorno bene al dente!
Quando avrai tutto mangiato
ti darò per digestivo
un rospetto ancora vivo
che nel bosco ho catturato.

Però in cambio dovrai fare
(senza uso di magia)
una splendida poesia
che mi possa far sognare.
Bada ben di non barare
se non vuoi che l'ira mia
ti sorprenda per via
ed il fio farti pagare!

lu gufu
18/04/2005
Fatablu e il Serpente testo di Kalotins
3