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Sì scesi ne l'abissi più profondi
Ove l'ombre fugaci dimorano
Parvemmi come infiniti mondi
Que' sentier che l'infinito toccano.
Un sortilegio antico mi colpì
Fusse quel un filtro segreto d'amor
Parole soavi dal ciel udii
Et i' dimenticai questo mio dolor.
M'incatena la luce della luna
Or ch'i volti ne l'eco de' secoli
Vaniscon sì come la nostra pena;
Come fosser quei degli oracoli
Predicono nostra sorte funesta:
Una carezza vale mille soli.