Stelle - Guccini

scritto da Sylvia Plath
Scritto 7 giorni fa • Pubblicato 6 giorni fa • Revisionato 6 giorni fa
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Autore del testo Sylvia Plath
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Grazie Francesco per tutto quello che di bello e profondo hai dato, esempio di poeta contemporaneo, cantautore più importante dell'ultimo secolo
- Nota dell'autore Sylvia Plath

Testo: Stelle - Guccini
di Sylvia Plath

Ma guarda quante stelle questa sera fino alla linea curva d'orizzonte,Ellissi cieca e sorda del mistero là dietro al monteSi fingono animali favolosi, pescatori che lanciano le reti,Re barbari o cavalli corridori lungo i pianeti e sembrano invitarci da lontano per svelarci il mistero delle coseO spiegarci che sempre camminiamo fra morte e roseO confonderci tutto e ricordarci che siamo poco o che non siamo nienteE che è solo un pulsare illimitato, ma indifferente
Ma guarda quante stelle su nel cielo sparse in incalcolabile camminoTu credi che disegnino la traccia del destino?E che la nostra vita resti appesa a un nastro tenue di costellazioniPer stringerci in un laccio e regalarci sogni e visioni, tutto sia scritto in chiavi misteriose, effemeridi che guidano ogni azione,Lasciandoci soltanto il vano filtro dell'illusioneE che l'ambiguo segno dei Gemelli governi il corso della mia stagioneScontrandosi e incontrandosi nel cielo dello Scorpione?
Ma guarda quante stelle incastonate: che senso avranno mai, che senso abbiamo?Sembrano dirci in questa fine estate: siamo e non siamoE che corriamo come il Sagittario tirando frecce a simboli bastardi,Antiche bestie, errore visionario, segni bugiardi
C'erano ancora prima del respiro, ci saranno alla nostra dipartita,Forse fanno ballare appesa a un filo la nostra vitaE in tutto quel chiarore sterminato, dove ogni lontananza si disperdeGuardando quel silenzio smisurato l'uomo... si perde

Stelle - Guccini testo di Sylvia Plath
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