Oggi festeggio dieci anni di fidanzamento con una tizia... -
Per 'sta cosa ho il cuore che friccica. La connessione in ebollizione con il cellulare che vampa calore. Le dita bruciate per il troppo smanettare (subito a pensare male, ehhhhh!) sulla tastiera per mandarle frasi d'amore. Fidanzamento virtuale. Eh sì, con tanto di bouquet di rose, ciclamini e crisantemi virtuali, spediti giornalmente usando come fioraia l'instancabile e infallibile Messenger, oltre alle immancabili e coloratissime emoticon e GIF, o come cazzo si chiamano, così risparmio pure: chiamatemi fesso.
Lei sbrilla e lumeggia come l'ultimo Photoshop compresso nell'esclusiva versione "Beauty case" dell'iPhone. Occhi tiratamente pixelati. Labbra in alta risoluzione. Voce in HD...
È una poetessa-musicista. Ha vinto non so quanti concorsi letterari. Il suo più famoso e pluripremiato poema è titolato: "Anche oggi il mare è pieno d'acqua". Concorso sponsorizzato da "Acqua Latina" sotto la supervisione di Noè. Ma è brava anche come musicista, esibendosi in concerti da camera; esattamente concerti da camera d'albergo a tu per tu con un altro musicista, con le molle del letto a fare da asmatico e cigolante sottofondo. Ma sinceramente, a me, cosa importa se lei si intrattiene con un musicista: io l'amo per l'Avatar che è. È notissima per come suona magistralmente e in modo impeccabile "La nona sonata di citofono al pub" del famoso e redivivo autore di nome Beevithore...
Non abbiamo nessunissima intenzione di incontrarci perché io soffro di insonnia e quindi sono sempre smanioso a letto, scalciando alla cieca di qua e di là, in stile Gattuso. E poi detesto il sesso carnale. Già sono proiettato nel "Rinascimento robotico". E metteteci che lei soffre di un trombettante e baritonale meteorismo; e non è il caso di stare a sentirla mentre solfeggia la "No(n)na incontinente e pure stonata" di Beethoven a notte fonda, con me come unico spettatore e ascoltatore a mollettarmi il naso con le dita.
Io e lei siamo una coppia perfetta e in sintonia: l'ha comprovato l'algoritmo di Facebook che ha elaborato i nostri dati, hobby e quant'altro. Non ce ne frega una ceppa di giga se non ci vediamo. Basta che ci sia quel che comunemente viene chiamato "amore d'anima", non siete d'accordo? Meglio non conoscerci, perché finita la curiosità fisica e di letto tutto va a malora, o no? Non è proprio il caso di mettere il casso di mezzo (sempre a pensare male, quella "s" in più è un refuso come ben sapete essermi abitudinario. Porci) perché sarebbe l'inizio del decadimento e la fine dell'era photoshoppiana, a causa di un asteroide di peti; e non di meno finirebbe la libertà di movimento che è unica e va quindi preservata, a ogni costo.
Ognuno sta con l'altro con un semplice messaggio scritto o vocale, anche se uno dei due sta in Lapponia intento a giocare con le foche e i trichechi a pallate di neve. Non è questa la vera libertà di coppia? Non più liti e maleparole per una tavoletta del cesso o per il troppo poltrire davanti alla televisione, o perché la pasta è scotta o sciapa, o perché c'è da litigare a chi butta la monnezza, speculando nel conteggio della spazzatura affinché nella sacchetta ci siano più assorbenti o pacchetti di Viagra scaduti per non farlo più da una vita, a causa dell'assuefazione. No, no, lasciamo perdere finché sono rose rosse virtuali.
Dite: come si fa con il sesso? Ma che domande: sesso virtuale. Ed è una buona cosa, così non ci sono imbarazzi nelle prestazioni e si prevengono le malattie da rapporti. Per quanto mi riguarda, una mano tira l'altra e viceversa. Per quanto riguarda la fidanzata, un dito inumidito e scattante tira la volata alla melanzana e così via...
Ci sentiamo tanto tristi e affranti solo quando non c'è connessione; e non vi dico che gran magone, quando mi metto a pregare San Wind che faccia il miracolo di riconnetterci... Cupido ha scoccato le sue frecce verso di noi dall'alto di un database.
Che volete sapere ancora? Viviamo il nostro amore come se fosse reale, anzi, meglio di quelli reali perché non mostriamo il nostro vero essere, la fattualità. D'altronde la maschera virtuale è la migliore in commercio. Non siete d'accordo? Se ci teniamo il muso e proviamo stizza non si risponde per qualche ora ai messaggi, dopodiché si ritorna a tubare e tutto va a pieni giga ed emoticon, o come cazzo si chiamano.
Il nostro tempo personale è l'online. Quell'online che pare una grossa sacca di sangue che ci desta da un emaciato torpore. Abbiamo anche progettato di fare un figlio, vero. Come facciamo? Io manderò a lei il mio seme ibernato, ottenuto in un nostro rapporto d'amore virtuale (la classica pippetta) e poi lei farà il suo. Lo chiameremo Instagramino, non è originale?
Noi siamo la dimostrazione che l'amore non ha bisogno di carne, ossa, sangue e letto. Ma di un buon cellulare, di una buona connessione, di un'anima virtuale limpida e incontaminata e soprattutto di un pieno di giga...
Bunkeratevi virtualmente il cuore anche voi e sconfiggeremo suocere, suoceri e soprattutto avvocati matrimonialisti.
Che l'amore virtuale sia con voi, augurando a tutti voi buona vita e, cosa più importantissima, un'ottima e lunga connessione
Amore testo di Giullare della morte