Hiroshima

scritto da lubeck92
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Questa ode nasce dal desiderio di custodire la memoria di Hiroshima e Nagasaki come patrimonio dell'intera umanità. Perché la pace non sia soltanto una speranza, ma una scelta quotidiana e condivisa.
- Nota dell'autore lubeck92

Testo: Hiroshima
di lubeck92

Hiroshima

Non chiamatela soltanto memoria.

La memoria, se resta chiusa nei calendari,

finisce per fare meno rumore del vento.

Hiroshima è una ferita.

Non appartiene al Giappone.

Non appartiene alla storia.

Appartiene a ogni essere umano

che abbia guardato un bambino negli occhi.

Quella mattina

il sole sorse come sempre.

Qualcuno aprì una finestra,

qualcuno mise l'acqua sul fuoco,

qualcuno rincorse il tram,

qualcuno salutò senza sapere

che sarebbe stato l'ultimo saluto.

Poi arrivò una luce.

Così intensa

da cancellare perfino le ombre,

lasciandole attaccate ai muri

al posto delle persone.

Da allora

la guerra ha cambiato volto.

Non era più soltanto eserciti,

confini,

bandiere.

Era diventata la possibilità

di togliere un domani

a tutti.

Eppure continuiamo a parlare di armi

come se fossero numeri,

strategie,

equilibri.

Ci abituiamo persino alle parole.

Ordigno.

Deterrenza.

Testata.

Ma dietro ogni parola

ci sono mani che non stringeranno più altre mani,

voci che non finiranno una frase,

case che nessuno ricostruirà.

Forse il vero messaggio di Hiroshima

non è la paura.

È il limite.

Ricordarci che la conoscenza,

quando smette di camminare accanto alla coscienza,

può diventare la più triste delle sconfitte.

Non abbiamo bisogno di una pace celebrata

una volta all'anno.

Abbiamo bisogno di una pace scelta

quando conviene meno,

difesa quando sembra fragile,

custodita quando l'odio promette scorciatoie.

Hiroshima non ci chiede di piangere.

Ci chiede di ricordare

che il futuro dell'uomo

non dipenderà mai

dalla potenza delle sue armi,

ma dalla forza

con cui saprà rinunciare

a usarle.

Se un giorno quel messaggio

sarà finalmente ascoltato,

Hiroshima smetterà di essere

il luogo dove il mondo imparò a distruggersi.

Diventerà il luogo

dove avrà cominciato,

davvero,

a capire come salvarsi.

© Johann Lubeck 



Nota a margine

Il 6 agosto 1945, alle 8:15 del mattino, il bombardiere statunitense Enola Gay sganciò sulla città giapponese di Hiroshima la bomba atomica all'uranio Little Boy. Tre giorni dopo, il 9 agosto 1945, alle 11:02, un secondo ordigno nucleare, Fat Man, fu sganciato su Nagasaki.

Le due esplosioni provocarono la morte immediata di decine di migliaia di persone; entro la fine del 1945 le vittime superarono le 200.000, alle quali si aggiunsero, negli anni successivi, migliaia di uomini, donne e bambini colpiti dagli effetti delle radiazioni.

Il 15 agosto 1945 il Giappone annunciò la resa, formalmente sottoscritta il 2 settembre 1945, ponendo fine alla Seconda guerra mondiale.

Ancora oggi Hiroshima e Nagasaki rappresentano il più potente monito contro la guerra nucleare e ricordano all'umanità che la pace non è soltanto un ideale, ma una responsabilità condivisa.

Hiroshima testo di lubeck92
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