Essere Philip Marlowe

scritto da palmieri
Scritto 24 anni fa • Pubblicato 24 anni fa • Revisionato 24 anni fa
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Autore del testo palmieri

Testo: Essere Philip Marlowe
di palmieri


Ancora una volta sei qui, inattesa.
Ti lascio entrare.
Decisa, come al solito, senza dire una parola vai verso il salotto, lasci cadere il soprabito sul divano e ti siedi su una delle due poltrone.
Chiudo la porta e ti raggiungo; il tuo profumo ha gia' invaso la stanza.
Mi chiedi da bere; conosco i tuoi gusti, scotch liscio, niente anestetici per la tua gola, ne' acqua, ne' ghiaccio, vuoi sentire tutto il ruvido di quel liquido raschiarti l'esofago mentre scende ad ampie sorsate. Hai i gusti decisi di una che sa troppo bene il fatto suo, che ha fatto e visto troppo.

Non ti lascio bere da sola, anche se non e' la mia ora per un drink, ma sorseggio lentamente dal mio tumbler il liquido color ambra.
Mi siedo sulla poltrona di fronte e ti guardo, splendida, con i capelli neri lucenti che ti scendono sulle spalle.
Ti accendi una sigaretta; sai che non mi piace che fumi, ma tu non concedi molto alle mie opinioni, le ritieni inconsistenti come le volute di fumo che lente lasci uscire dalle labbra rosso fuoco e che sornione si perdono salendo verso il soffitto rosa. Mi guardi in silenzio mentre le tue labbra si serrano di nuovo sulla sigaretta. Odio quando fumi, ma lo spettacolo di quelle labbra mi fa trasalire.

Ti guardo, sei perfetta come al solito, il trucco aggressivo, ma per niente volgare, gli abiti di classe che esaltano il tuo corpo senza ostentare il lusso in cui sei cresciuta. La gonna al ginocchio che volutamente non copre molto delle tue gambe accavallate, le mani dalle dita lunghe con unghie laccate di un rosso scurissimo. I miei occhi, indifferenti agli ordini interiori di non farlo, si posano curiosi sulle cosce velate da sottili calze di seta nera.
La gamba destra poggiata elegantemente sull'altra accompagna la lenta rotazione del piede coperto solo in parte da un sandalo nero con la punta chiusa. Alla fine il mio sguardo resta ipnotizzato da quel movimento circolare attorno a quella caviglia sottile che, da sola, riuscirebbe a farmi perdere la testa.

Stai li', davanti a me in silenzio, eppure alle mie orecchie e'come se stessi urlando. L'averti cosi' vicina, vedere quelle labbra ardenti, quegli occhi scuri cosi' profondi e spietati, quelle gambe affusolate che accavallate creano un provocante incrocio tra le cosce, tutto questo e' un gridare al mio corpo: vieni, abbracciami, prendimi. A niente vale il monito del mio cuore che, irrimediabilmente in pezzi, cerca di fermare i pensieri che nati dal basso, inesorabili salgono fino al cervello.

Vorrei essere come Philip Marlowe, guardarti dritta negli occhi e dirti una frase tagliente, una di quelle che fanno male, tanto da farti capire una volta per tutte che non puoi avermi, non piu'. Vorrei essere capace di stare alla porta e guardarti uscire, mentre ti invito a non farti piu' vedere.

Ma non succede, io non sono Marlowe e so gia' come andra' a finire. Ancora una volta mi faro' ammaliare da quel tuo corpo stupendo esaltato dai tuoi vestiti eleganti. Mi perdero' ancora dentro di te, tocchero' i piaceri profondi e perversi che sai dare, lascero' che tu mi trascini in fondo all'oblio. Berro' i tuoi calici di estasi e le tue coppe colme di piacere. Mi perdero' ancora ed ancora, in una notte di passione e lussuria che finira' in un'alba che mi trovera' ancora una volta solo, gettato via, su di un letto sfatto con le lenzuola che avranno l'odore dolce del ricordo e velenoso dei sensi di colpa.
Staro' male, restero' a fissare un angolo della stanza ed ad espiare l'ennesimo mancato rifiuto, a punire la mia debolezza, schiantato dalla coscienza contro i miei limiti. Saro'miseramente di fronte a quello che veramente sono, vigliacco e sofferente per essermi fatto derubare ancora una volta.

Quante volte avrei voluto essere come Philip Marlowe ...


FINE
Essere Philip Marlowe testo di palmieri
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