Ricordatevelo sempre:anche i camerieri hanno un'anima.
Quando vedrete un ragazzo dai 14.5 ai 77,7 anni
ricordatevi che,molto probabilmente,
anche lui ha fatto il cameriere,
in vita sua...portategli il dovuto rispetto,dunque.
Quando andrete a bere una birra,
a vedere spettacolini osè,
o a mangiare una pepata di cozze
in un lussuoso ristorante in collina,
insomma in qualsiasi posto
ove ci sia un cameriere,
ricordatevi sempre che
lui é VOSTRO amico.
Lui,e solo lui,percorre impervi sentieri
che dalla cucina portano alla sala
per voi,
solo voi,e nessun altro...
altrimenti ha sbagliato tavolo!
Voi!Ignari mangiatori di cibo cinese d'asporto,
Voi!Pazzi denigratori dei coperti ai tavoli,
Voi!Sedetevi e fatevi deliziare
dall'arte sopraffina del servizio al tavolo!
Erranti anime divoratrici di pizze a domicilio,
pentitevi ora!
E fateci lavorare...
Ma avete mai pensato ai nostri terribili maldischiena,
alle tendiniti demoniache,
ai nostri piedi dilaniati dai chilometri percorsi per voi,
ingrati clienti seduti ad un tavolo?
Avete mai provato a fare un caffé macchiato,
senza schiuma,
decaffeinato caldo,ma non troppo,
in tazza piccola ma piena fino all'orlo,
senza caffeina,
e
"senza lo zucchero,
che é un veleno preferisco il saccarosio,
giovanotto",
lungo,corto,
alto,basso,
magro,grasso,
che sappia di lasagne e di un colore blu cielo?
Ecco,un buon cameriere deve saperlo fare...
Oppure avete mai provato a portare sulla schiena
un vaso di fiori di due metri di diametro
per tre d'altezza,di 150 e rotti chili di peso,
colmo di gelato,ad una coppia
intenta a limonare senza pietà al tavolo,
che non risponde alla vostra domanda:
"L'avete ordinato voi,QUESTO!"
Pensate che i vostri marmocchi indisciplinati e rompiballe,
con le loro facce sporche di cioccolata
e pongo,che si lamentano della sesta pappetta
e ce la fanno riportare indietro
dicendo"Non mi piace,mamma!",
-tra le urla di cuochi impazziti e padelle volanti ad altezza d'uomo-
a noi,vostri umili servitori,facciano piacere?
Circola una leggenda tra i camerieri del sud est europeo,una storia che ha dato uno slancio vitale ad intere generazioni imprigionate in una pizzeria della periferia,tramandata gelosamente con un antico papiro
(di solito nascosto nel cassetto dei cerotti sul lavandino delle cucine)...
Un cameriere di circa 106 anni,dopo un'onorata carriera di circa 105 stagioni (l'anno mancante aveva fatto il militare servendo le colazioni agli alti comandi),morto tragicamente sotto il peso di un vassoio cadutogli addosso dopo essere scivolato su una buccia di banana,abbia raccontato in punto di morte un segreto magnifico e terribile per ribellarsi alla grande crisi delle mance che da sempre ha afflitto questi umili lavoratori...
Narrò che un giovane cameriere,spinto dalla fame di un piccolo aumento alla sua misera paga,
emigrò verso terre ignote alla ricerca della sacra mancia...
pagatosi il viaggio lavorando per Trenitalia,già all'epoca la prima causa di diffusione della peste tra la popolazione,giunse a destinazione con soli tre anni di ritardo rispetto i suoi programmi,
tanto che i biglietti originali erano ormai ingialliti.
Ma sceso dal treno capì subito in quale magnifico posto era capitato.
Vide un facchino,sudato e stanco per aver trasportato un'enorme valigia di una vecchia strega ricca ed acida,ricevere piegato a terra in una lago di sudore un grosso sacchetto di monete d'oro come piccolo pensierino per il servizio prestatole.
Subito il facchino rinvenne miracolosamente e,afferrata bramoso la lauta ricompensa,alzò il cappellino in segno di saluto,allontanandosi con la schiena rotta ma felice nella prima taverna che trovò sulla strada...
In quale magnifico paese era capitato,oh dunque,
dove si ricevevano grosse mance per sbronzarsi?
(Questo avvenimento non c'entra molto,a dire la verità,ma sta a ricordare la millenaria amicizia esistente tra camerieri e facchini risalente al famoso trattato di "Carrello -Vassoio" del 236,e tuttora vigente in tutte le stazioni del mondo,in vece al sindacato denominato:
"Un facchino non é un cane da prendere a calci,ma al massimo da tenere al guinzaglio".)
Tornando al nostro cameriere emigrante,taglierò corto...
Trovato subito un impiego malamente retribuito,ricevette tuttavia così tante mance
da divenire più ricco di un arabo petroliere cognato di Bush,e non dovette più fare il cameriere,
ma il cliente amato dal povero personale,elargendo mance da capogiro...
Insomma,come avrete capito,sono anche io un cameriere...
Ma ricordatevelo sempre:anche i camerieri hanno un'anima...
Ed in fondo,siamo tutti un pò dei camerieri,ogni giorno,con noi stessi...
Lasciamoci,oh dunque,delle belle mancie!
"Anche i camerieri hanno un'anima" testo di Fuyu