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Da quando sei diventata un riflesso in bianco e nero,
ho cominciato ad apprezzare i vecchi film.
Ho trovato dentro molti di loro
il modo in cui vorrei amarti
e come vorrei che vivesse il nostro amore.
Gli innamorati si sfiorano con soggezione,
come se volessero evitarsi l’un l’altro
il brivido del contatto reciproco;
si baciano con rispetto
come se le labbra dell’uno
potessero incendiare quelle dell’altra,
con quella lentezza esasperante
che rende appieno il gusto
del prolungarsi del momento.
Gli amanti giacciono sempre abbracciati,
come se l’abbraccio fosse il preludio
e l’epilogo dell’unione dei corpi,
come se fare l’amore
fosse il momento del sogno durante il sonno,
abbracciandosi prima
per farsi cullare fino ad addormentarsi,
e abbracciandosi dopo, per ringraziarsi
e per promettersi a vicenda.
In molti di quei film non ha importanza quale sia il finale,
è sufficiente il modo in cui i due protagonisti,
spesso, pur percorrendo strade diverse,
conservano nei confronti dell’altro,
lo spazio nel profondo del cuore,
per mantenere al sicuro i sentimenti, puri,
mai sporchi, indubitabili, sinceri, veri.
Così vorrei prometterti il mio amore eterno,
perchè tu possa ricordartene,
perchè tu non ne possa fare più a meno,
perchè tu possa fartelo bastare nei momenti no,
dove lontana dalle mie braccia,
dai miei occhi, da me,
tu possa comunque trovare conforto, affetto, sollievo
e l’amore che meriti.
Vorrei che tu sognassi ad occhi aperti,
come solo le adolescenti sanno fare …
vorrei che tu sospirassi,
come solo le donne innamorate sanno fare …
vorrei essere il tuo destino,
come vorrei che tu fossi il mio.