Capelli sfiorano le spalle, pennellate su una tela
leggera ed immobile, arte da ammirare,
il tempo non sente ragioni, tu riesci a piegarlo
ignara.
Distanza che opprime i sensi, vuoto amaro di nostalgia
dinanzi stai, nella mia mente,
trafitta dal mio sguardo, come un lacchè si vendica del padrone
codardamente.
Nell’intonaco della ragione
un bagliore di colore
il tuo.
Inerme ascolto la sinfonia
vetro che si infrange, un’onda che divora,
amnesia, figlio della discordia,
ora, padre dell’umanità.
Osare di vederti, brivido di lussuria
carne che freme, percussioni di piacere
corde dell’anima vibrano,
mi perdo, nella tua orchestra.
I tuoi tratti sfumati, un attimo e sono vividi,
scultore che plasma il marmo, io il Cristo,
tu il velo.
Intorno a noi un limbo pallido, ti spalleggio,
fuoco che interrompe la notte,
cerco il tuo profumo nel vento,
cacciatore di cenere.
La tua risata
un ramo che lambisce il mio spirito, specchio d’acqua,
la tua voce, fiume in piena,
i miei argini, amore e terrore.
Galleggio nei tuoi occhi
invocano creazione e distruzione del mondo
il mio.
Leonardo
Limbo testo di Leo9812