Eccoti, sei tornato da me ti aspettavo con ansia, ma sei tornato troppo presto.
Vattene, non sono pronta non ti voglio ti prego lasciami in pace ho sofferto abbastanza, cosa devo fare per scacciarti via? Possibile che torni sempre da me?
Sei diventato quasi banale. Forse sei sempre stato dentro di me, Forse non ti ho mai scordato e tu non mi vuoi lasciare.
Cresci stupido dolore, non ti voglio più come ombra nel mio cammino di solitudine. Sai quando percepisco il tuo arrivo? Quando il cielo comincia a scurirsi, quando il mio cuore smette di battere e comincia a tremare, ma soprattutto quando sento il mio sangue raffreddarsi e scurirsi fino a diventare nero.
Ecco, ora il mio cuore è ricoperto di catrame
Rosso passione te ne sei andato. Mi ricordo il prato colorato di fiori, che cantavano allegramente. Camminando sono caduta in una voragine, giuro non l'avevo vista. FALSO. Mento a me stessa, stavo già nella voragine, durante la caduta ho chiuso gli occhi, ho pensato al prato fiorito e mi sono illusa di essere ancora là.
Superficialità, superficialità, parole che rimbombano nella mia testa, fatta a pezzetti e data in pasto ai cani. Solitudine? Sì.
Tutto questo per dirti mio caro dolore, resta pure quanto vuoi, ma se dobbiamo convivere, dammi almeno la forza di reagire.
Prenditi una stanza, quando avrò bisogno di te ti inviterò a prendere una tazza di tè, poi potrai tornare a vivere con me.
Per ora posso solo dirti: bentornato a casa, ti preparo il letto accanto al mio
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