Non so che cosa sia,
mi ci schianto, fulgido
dirompente getto di visione
troppo forte da navigare,
imperituro disvelarsi quotidiano.
Ed io che volevo essere forte,
forte come l'arroganza
sorda che non comprende,
forte come la pietra
antica che non si smuove;
ma sono acqua invece,
liquida e lasciva
sensualmente devota.
Infinite domande
dipartono l’anima mia;
infiniti dubbi
intricano la fede che non ho.
Astrattamente mi perdo, confuso
distrattamente ti cerco, invece
plastico sentimento di piacere.
Mi consola questa sera dipinta;
spasmi e rivelazioni
in sommossa l'anima mia.