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Era un agosto caldo ed afoso e le giornate sembravano molto lunghe a trascorrere, il lavoro impegnativo di medico ospedaliero mi portava ad essere ancora più responsabile e presente nel nosocomio dove esercitavo la professione di neuro chirurgo infantile. I turni con i colleghi per le ferie estive avevano ridotto l'organico , ma la presenza costante in reparto, anche oltre l'orario di lavoro, rassicurava i colleghi,il personale infermieristico e i genitori dei piccoli pazienti.
Sono Alina Casucci, medico per vocazione, figlia unica, adottata in tenera età da una coppia di genitori che adoro, papà Gustavo agricoltore,che cura un'azienda a conduzione familiare , e mamma Giosina Perrini, maestra di scuola elementare . Sono cresciuta a contatto con la natura in una campagna della maremma della fertile Toscana, mangiando cibi sani ,prodotti della terra e spesso seguivo il mio papà nel podere e mi divertivo tanto a raccogliere frutta e ortaggi che deponevo in una grossa cesta e che poi la mamma portava in casa distribuendone buona parte ad amici e familiari ,cara la mia mamma , era lei che si preoccupava della mia educazione e che ogni sera a letto raccontava una favola nuova ,con pricipesse ed eroi ,che si concludeva sempre con " vissero felici e contenti"
Questa sera un'emergenza mi trattiene in reparto , sono a conclusione del turno di lavoro, ma resto, mi chiamano in pronto soccorso.Arrivo in fretta, sento il mio nome man mano che percorro il corridoio, non raggiungo l'ascensore, sono vicino alle scale e inizio a scendere in fretta.
Entro nel reparto del pronto soccorso e subito mi accorgo di trovarmi davanti ad un caso difficile, sul lettino attenzionato alle cure dei paramedici e del collega di turno un bambino di 5/6 anni , con un corpo martoriato da diverse ferite ma una molto preoccupante al cranio, un' auto pirata ha travolto il piccolo ,spazzando via anche il corpo della mamma che attualmente si trova in sala operatoria. Capisco subito che bisogna intervenire sollecitamente, prendo visione di tutti gli esami e radiografie e in attesa dell'esito della Tac, siamo già pronti per trasferire nell'altra sala operatoria, in accordo con il collega, il piccolo Ariele Gori, questo il suo nome riscontrato da documenti in possesso della mamma Fiorina Gori.
Dopo un'attenta analisi dei risultati anche della Tac si decide in primis di intervenire per rimuovere un ematoma cerebrale e fermare l'emorragia.
Ore di lavoro intenso in quella sala,diversi punti di sutura sul corpicino e la rimozione andata a buon fine. Il bambino verrà trasferito a breve in sala di rianimazione e resterà in osservazione per le prossime ore.
Chiedo ora notizie della mamma e purtroppo apprendo dai colleghi che sono critiche e decido di passare da lei,
Fiorina Gori è una giovane donna nonostante le sue condizioni mantiene un viso disteso ,è molto bella e può avere la mia stessa età , rivolgo uno sguardo alla sua cartella e accertatami che tutto proceda secondo il protocollo clinico , decido di lasciare l'ospedale passando ancora un attimo da Ariele , è nel suo lettino e riposa con lo stesso viso disteso della mamma, una riflessione sul cognome e mi dico che Fiorina deve essere una ragazza madre, ancora più triste se non c'è un papà al capezzale del piccolo Ariele.
Lasciando l'ospedale mi fermo all' accettazione e chiedo se sono stati avvisati i familiari di Fiorina Gori, purtroppo al momento nessuno ha raggiunto il nosocomio.
Da indiscrezione di un ausiliario che pare abbia riconosciuto la giovane donna, apprendo che vive da sola con il bambino in provincia e fa la cassiera in un bar di periferia. Che tristezza, mi dico fra me e me e rivolgo una preghiera al Signore per loro. Durante il tragitto verso casa, resta la mia mente ancora legata al pensiero di Ariele e della sua giovane mamma: Fiorina , mi incuriosisce il suo nome , in assonanza con il mio, Alina e Fiorina due personaggi femminili di un'opera del Doninzetti che spesso la mia mamma, appassionata anche di opera lirica, non solo di letteratura, mi raccontava nell'età adolescenziale.
Torno a casa e trovo come sempre gli anziani genitori, svegli ad aspettarmi, li saluto affettuosamente e al loro sguardo interrogativo sul mio tardo rientro, rispondo solo con un sorriso, il mio è un lavoro di gran responsabilità ed umanità, e sanno bene che non amo trasferire a loro le mie preoccupazioni. Un abbraccio e si va tutti a dormire. Riposo male, e stento ad addormentarmi ...ma poi la stanchezza prende il sopravvento e mi addormento per qualche ora.Il buon profumo di caffè e di pane tostato mi fa aprire gli occhi, la colazione è sul tavolo in cucina e dopo una doccia son già bella e pronta per andare a lavoro.Appena arrivata , mi precipito al capezzale del piccolo Ariele, raccolgo notizie e fortunatamente il decorso procede in ripresa, anche se la prognosi resta ancora riservata, un giro nella corsia del mio reparto e tanti sorrisi mi aspettano, sono in uscita alcuni pazienti che hanno concluso con la guarigione la loro degenza.
Prima di ritornare nella mia stanza per le visite ambulatoriali chiedo notizie di Fiorina Gori, ma la risposta è agghiacciante e mi lascia impietrita , Fiorina non ce l'ha fatta, è deceduta nelle prime ore dell'alba. Oddio che dolore! Che destino crudele per il piccolo Ariele!
Concludo il mio turno di lavoro e mi appresto a ritornare a casa ,la notizia mi ha visibilmente scossa ma domani seguirò l'evolversi della vicenda che attualmente è affidata agli organi competenti.
E così...nei giorni successivi le indiscrezioni di Vittorio Campisi, l'ausiliario che tra i primi aveva ipotizzato le generalità della giovane mamma e di suo figlio , risultano fondate, Fiorina Gori è la giovane deceduta, e suo figlio, il piccolo Ariele, resta ricoverato ancora in serie condizioni, sebbene in ripresa .
Rientro a casa e mi accorgo che la mia mamma è visibilmente inquieta, ha saputo, ascoltando una conversazione casuale dal bottegaio, del terribile incidente , e purtroppo anche della morte della giovane mamma e con molta apprensione mi chiede qualche notizia. Ci sediamo sul divano in soggiorno e dopo pochi minuti ci raggiunge anche papà, non avrei voluto, ma l'insistenza di mamma mi porta a raccontare l'accaduto .
Parlo di Fiorina e del piccolo Ariele, e man mano che vado avanti nel racconto mi accorgo del suo pallore e di un tremore diffuso , la mia mamma scoppia in lacrime, conosco bene la sua sensibilità ma mi sto preoccupando per la troppa agitazione, ecco allora che il mio papà si avvicina a noi, si rivolge a mamma con uno sguardo tenero e le dice che sarà lui a raccontarmi.
Alina, l'accaduto ci impone di essere chiari con te e dirti alcune cose della tua infanzia.. sai che ti abbiamo adottato in tenera età, dopo regolare domanda e una lunga attesa per motivi burocratici , finalmente arrivò il giorno della tua adozione e solo allora sapemmo più notizie su di te e che avevi una gemella , senza indugio avremmo ben volentieri adottato entrambe ma la domanda di adozione era contemporanea a quella di un'altra coppia che, come noi desideravano avere un figlio, Il giudice dei minori decise che la primogenita di nome Alina sarebbe stata adotta dalla famiglia Casucci la secondogenita di nome Fiorina dalla famiglia Gori, e così fu...due famiglie felici per l'arrivo delle neonate a rallegrare i loro giorni. Le bambine erano nate da una relazione extra coniugale di una nota soprano che aveva scelto per loro questi nomi Alina e Fiorina e aveva chiesto , con una missiva che accompagnava le neonate, come unico desiderio, quello di lasciarglielo anche successivamente alle loro adozioni , entrambe le famiglie accolsero le bimbe rispettando il desiderio della mamma naturale. Purtroppo Fiorina , pur amatissima dai genitori adottivi , che si erano trasferiti in Svizzera dopo qualche anno dall'adozione, rimane incinta da una relazione con un uomo che si era palesato poi sposato e con prole , grande sconforto e disagio crea questa notizia in famiglia e Fiorina, convinta a tenersi il bambino, decide di allontanarsi definitivamente da loro.Ritorna in Italia ,aveva mantenuto un flebile legame con l'istituto delle suore dove aveva frequentato il corso di studi di scuola elementare.All'inizio e durante la gravidanza, fino alla nascita del bambino, Fiorina accetta gli aiuti delle suore dell'istituto ma poi decide di allontanarsi e continuare la propria vita insieme al suo bambino .
Mamma si sente male al racconto minuzioso del mio papà e sempre più tremante mi stringe forte le mani, sono costernata, abbraccio fortemente i miei genitori so con quanto amore mi hanno allevata e mai avrei potuto mettere in dubbio il loro grande affetto e i tanti sacrifici fatti per vedermi crescere e realizzare i miei sogni. Ma ora tutto cambia avevo una sorella che purtroppo non ho più ma ho un nipote che non sarà solo, un unico pensiero: consultare un avvocato e cercare di essere presente nella vita del piccolo Ariele, far riconoscere il nostro grado di parentela, e tutelarlo fino al giorno delle sue dimissioni sperando di ritrovare parenti prossimi per un affidamento, laddove le ricerche venissero vanificate allora sarò io a presentare domanda di affidamento, e da quel momento sarò sempre al suo fianco.Piccolo Ariele, sarò io a coprirti di attenzioni ed amore ed a raccontarti tante favole che si concluderanno sempre con "vissero felici e contenti "