Bisogno di amore - pensieri di una giovane donna 1

scritto da nuovog
Scritto 24 anni fa • Pubblicato 24 anni fa • Revisionato 22 anni fa
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Confessioni di una ragazza che ha bisogno di sentirsi considerata
- Nota dell'autore nuovog

Testo: Bisogno di amore - pensieri di una giovane donna 1
di nuovog


Mi chiamo Sabrina.
Emozioni, gioia, felicità, allegria, passione…
una serata davanti alla tivù sotto il plaid sdraiati sul divano, lui che sparecchia la tavola allegramente per aiutarmi nelle faccende domestiche, tornare a casa e trovare una sorpresa, un bacio appassionato, la tavola imbandita, due biglietti per il cinema. Una telefonata all’improvviso perché ha prenotato una vacanza solo per noi due… svegliarmi la mattina e trovare la colazione già pronta…sentirsi importanti, amate, sentirsi appassionatamente desiderate. Uno sguardo, due occhi pieni di amore che mi dicono “Ti amo, forse non te lo avevo mai detto”.
Ecco.
Non ho nulla di tutto ciò, ma lo desidero come l’aria. E lo desidero da lui. E’ giusto che sia così. L’ho sposato, e non ho alcuna intenzione di sciogliere questo matrimonio. Ho promesso, ho promesso davanti a Dio, e poi lui ne soffrirebbe…non posso. Ha avuto un’infanzia infelice, ed io l’ho tirato fuori da quella vita indolente, senza meta, senza voglia di vivere. E poi, quanti problemi da affrontare…
Mi hanno definito una mosca che vola all’impazzata alla ricerca di una fonte di luce. Forse è vero. In realtà volo per cercare un po’ di luce da infilare in una bottiglia e da portare a casa, da lui. Vorrei entrare in casa, la sera, ed aprire la bottiglia sperando che ne sgorghi una fonte piena di energia positiva, che possa rifluire dentro ogni oggetto, e lo faccia apparire diverso, meno monotono, più vero.
Mi sono sposata forse per fuggire da casa, per dimostrare che la mia vita poteva essere diversa, più vera, felice.

Forse lui e’ lo strumento della mia ricerca di felicità, forse attraverso di lui speravo e spero di raggiungere il mio orizzonte: ma cosa veramente vorrei all’orizzonte? E cosa sto cercando ? Ed in realtà, cosa c’e’ al mio orizzonte ? Ma sì, credo nel destino, tutto è già scritto. Non devo e non voglio modificare il libro che e’ stato scritto per me.

Credo che la soluzione migliore sia attendere e vedere cosa succederà, lo preferisco. Ho paura del futuro, di cosa succederebbe se la normalità delle cose dovesse subire un cambiamento. Ma sì, meglio rimandare a domani. Domani si vedrà.
Ho un lavoro che mi piace. Mi fa sentire al centro dell’attenzione. E poi lo so, sono molto piacevole e gli uomini mi guardano, nel loro intimo mi desiderano…ho due occhi splendidi, una buona dose di grazia e femminilità, e mi piace giocare con loro. Sentirmi desiderata mi fa sentire importante, e tutte le paure ed i brutti pensieri in quei momenti si affievoliscono fino quasi a svanire…fino alla sera, quando torno a casa. Lui mi attende, seduto sul divano, telecomando alla mano, impaziente di vedermi iniziare a preparare la cena, apparecchiare, sparecchiare, lavare i piatti, pulire, …non vedo l’ora di andare sotto la doccia: amo l’acqua calda, quasi bollente; il suo calore mi entra dentro, e sento una sensazione di benessere che mi entra nell’anima.

Dicevo, mi piace giocare innocentemente con gli uomini. Alberto, Lorenzo, Andrea… nomi che scorrono veloci tra i miei pensieri, nomi che ricordo con piacere ogni volta che li vedo. Sì, li vedo perché lavoriamo nella medesima azienda. E’ una società con molte persone, e quindi non c’e’ che l’imbarazzo della scelta: quello alto, quello basso, il simpaticone, il tenerone, quello che si preoccupa per me…eccolo, Lorenzo. Lui si preoccupa veramente per me. E’ un vero amico, sempre vicino, attento, meticoloso. Forse un po’ appiccicoso? No, in realtà mi piace vedermelo girare intorno: mi da’ la carica, e poi civettare senza eccedere troppo i limiti, l’ho già detto, mi diverte….l’importante è non andare oltre il limite. Quale limite? E’ ovvio, quello della scelta: io non voglio scegliere, ho già una vita, una casa, un marito…cosa potrei desiderare di più ? Quello è il mio nido d’amore. Lo ribadisco, ho un matrimonio felice…felice…beh, diciamo che voglio avere un matrimonio felice, e quindi non si discute, ok ?
Non sono una ragazza cattiva, non potrei mai diventarlo. Sono solo una persona fondamentalmente sola, in una città che non è mia, una città che devo imparare ad apprezzare perché ho seguito lui, mio marito, qui, per motivi di lavoro. Ed io lo amo, mio marito.
Lorenzo… forse un po’ ci sono cascata, mi sono lasciata andare. Ma non era amore, riuscivo a tenere la situazione sotto controllo, e poi un bacio, cosa vuoi che sia? Ormai tutti si baciano apertamente, ed i miei baci e quel poco di tenerezze erano solo come la mia doccia calda della sera…solo per scaldarmi dentro.

Poi, un giorno, arriva Riccardo.

Lo guardo, sommessa, e penso che sia una persona affascinante. Di lui mi piace il modo di fare, mi piace come si pone e si confronta con gli altri, come parla.
E comincio a pensare.
Ma no, è un uomo sposato, con figli, sempre in giro per lavoro. Passa dall’ufficio di tanto in tanto, sempre indaffarato. Gentile, affabile, cortese, dolce. Dolce con tutti. Chissà…provo a pensare di trovare lui, a casa, la sera. No, non ci penso. Lasciamo stare.
E ritorna un’altra volta. Sempre parole gentili per me, mi ringrazia con dolcezza, mi chiede con cortesia.
I suoi occhi..una luce strana, come una spada che ti entra dentro. Interesse, uno strano e coinvolgente interesse mi prende quando mi passa davanti.
E’ proprio un galantuomo. Come quelli che esistevano una volta. Dio, come mi piacerebbe essere nata tanto tempo fa, quando il mondo era diverso, quando le donne erano trattate con grazia e viste come boccioli in fiore da trattare con i guanti ed accarezzare con tenerezza.

Lui, forse, è un uomo di quelli.

Come mi piacerebbe trovare un mazzo di rose, a casa, stasera.

Poi, un giorno, la notizia che ha cambiato la mia vita: mi dice che si sta separando. Un tuffo al cuore, strane e molteplici sensazioni: che fare? Penso a lui, vorrei proteggerlo, la sua vita mi ricorda un passato scuro, freddo, tenebroso, voci in casa di genitori che non si amano più… ricordo con angoscia i brutti momenti, le tristezze passate, i momenti bui del passato. Vorrei tanto fare qualcosa per lui, proprio lui che in questi ultimi tempi guardavo con interesse crescente.
Gli invio questa mail:

“Forse Dio vuole che incontriamo un po' di gente sbagliata prima di incontrare quella giusta, così quando finalmente la incontriamo, sapremo come essere riconoscenti per quel regalo. Quando la porta della felicità si chiude, un'altra si apre, ma tante volte guardiamo così a lungo a quella chiusa, che non vediamo quella che è stata aperta per noi.
La miglior specie d'amico è quel tipo con cui puoi stare seduto in un portico e camminarci insieme, senza dire una parola, e quando vai via senti come se fosse stata la miglior conversazione mai avuta.
È vero che non conosciamo ciò che abbiamo prima di perderlo, ma è anche vero che non sappiamo ciò che ci è mancato prima che arrivi.
Dare a qualcuno tutto il tuo amore non è un'assicurazione che sarai amato a tua volta!
Non ti aspettare amore indietro; aspetta solo che cresca nei loro cuori, ma se non succede, accontentati che cresca nel tuo.
Ci vuole solo un minuto per offendere qualcuno, un'ora per piacergli, e un giorno per amarlo, ma ci vuole una vita per dimenticarlo.
Non cercare le apparenze; possono ingannare.
Non cercare la salute, anche quella può affievolirsi.
Cerca qualcuno che ti faccia sorridere perché ci vuole solo un sorriso per far sembrare brillante una giornataccia.
Trova quello che fa sorridere il tuo cuore.
Ci sono momenti nella vita in cui qualcuno ti manca così tanto che vorresti proprio tirarlo fuori dai tuoi sogni per abbracciarlo davvero!
Sogna ciò che ti va; vai dove vuoi; sii ciò che vuoi essere,perché hai solo una vita e una possibilità di fare le cose che vuoi fare.
Puoi avere abbastanza felicità da renderti dolce, difficoltà a sufficienza da renderti forte, dolore abbastanza da renderti umano, speranza sufficiente a renderti felice.
Mettiti sempre nei panni degli altri. Se ti senti stretto, probabilmente anche loro si sentono così.
Le più felici delle persone, non necessariamente hanno il meglio di ogni cosa; soltanto traggono il meglio da ogni cosa che capita sul loro cammino.
La felicità è ingannevole per quelli che piangono, quelli che fanno male, quelli che hanno provato, solo così possono apprezzare l'importanza delle persone che hanno toccato le loro vite.
L'amore comincia con un sorriso, cresce con un bacio e finisce con una lacrima.
Il miglior futuro è basato sul passato dimenticato, non puoi andare bene nella vita prima di lasciare andare i tuoi fallimenti passati e tuoi dolori.
Quando sei nato, stavi piangendo e tutti intorno a te sorridevano. Vivi la tua vita in modo che quando morirai, tu sia l'unico che sorride e ognuno intorno a te piange.
Buona giornata e sappi che nel momento in cui ti è arrivato questo messaggio qualcuno stava pensando proprio a te......"

Perché gliela ho inviata? Forse per civetteria? Forse perché voglio un altro Lorenzo che mi giri intorno, un altro Andrea che mi guardi con occhi sornioni? Forse no, forse in questo caso vorrei essergli vicino, ma…non so. Domani si vedrà, per ora voglio accontentare i miei sentimenti, voglio sentirmi colma di sentimenti, devo distrarmi dalla mia vita reale.

Poi, la risposta

“Ho inviato questa mail, mesi addietro, a tutte le donne in azienda l'8 marzo.
Riccardo
P.S.E' bello constatare che qualcuno ti pensa, ti ringrazio.

‘Che dire delle donne?
Complementari, essenziali, indispensabili.
Fiore e frutto, aria ed acqua, sogno e speranza, orizzonte ed alba.Grazie donne, senza la vostra presenza il mondo sarebbe grigio, assente,piatto, fumoso.
Continuate a colmare la nostra vita, cosi' come noi intendiamo colmare la vostra.
Una giornata dedicata alle donne e' come un pranzo nella vi ta:insufficiente...
A voi va dedicata l'intera vita.
Riccardo‘


Una risposta dolce, tenera. Che vorrà dire?
Mi chiama Lorenzo dal suo interno. “Pranziamo insieme?”. Si torna alla normalità, meglio non pensare. Il pranzo, momenti simpatici, allegri, lui mi corteggia sempre, lo so…mi sento come sempre considerata, importante, anche se in sottofondo qualche cosa forse sta cambiando. Non so cosa sia, ma scaccio i pensieri, e riprendo la mia giornata, piena di lavoro e di molte telefonate e visite dai soliti Lorenzo, Andrea, Alberto che mascherano il proprio vero interesse con la richiesta di un caffè, di un pranzo insieme, di due chiacchiere dove i veri argomenti non vengono quasi mai affrontati. Desideri…desideri mascherati da amicizie più o meno vere e che mi voglio convincere essere invece reali, concrete.
Torno a casa la sera, e senza esitazione dico al mio lui che alla serata organizzata qualche giorno più avanti voglio essere presente, non ho intenzione di rinunciare alla compagnia dei colleghi di ufficio.

Lui non sa.

Non sa delle amicizie che trasudano richieste di amore o compagnia, e non sa dell’uomo di altri tempi. Riccardo, quella figura che inizia ad emergere da qualcosa dentro di me in un modo anomalo, mai prima conosciuto. Cosa sarà? Sono curiosa, e nel contempo non voglio rinunciare a queste sensazioni.

Riccardo sarà presente, arriva da fuori città, ma so che ci sarà. Non voglio pensare, ma voglio esserci. Ad ogni costo. Voglio parlare con lui, voglio capire, anche se mi pare di conoscerlo da sempre. Sì, lo conosco, ho imparato a capirlo guardando le sue espressioni, i suoi occhi, il suo volto che guardo come un libro aperto. Voglio, voglio, voglio capire se e’ vero che ho imparato a conoscere una persona senza parlargli, e voglio capire per quale motivo sia avvenuto. Cosa mi sta succedendo?

Il giorno successivo, mi invia una mail: non verrà …gli rispondo “ci tenevo..mi dispiace”; replica con parole che mi fanno capire, mi fanno intendere che anche lui..non ci credo ! Anche lui..

Arriva in ufficio il giorno seguente, lo vedo, entra nel suo ufficio, la consueta camicia azzurra con cravatta, e di sottocchio lo controllo, cerco di capire dove va, cosa fa, gli scrivo
“Posso averti un minuto solo per me?”
Perché ? Perché gli scrivo così?
Mi risponde “Quando” ? “
”Fammi pensare, non so”. Il mio cuore comincia a battere, anzi mi rendo conto che batteva già, cosa mi sta succedendo?
No, non e’ nulla…Andrea, Alberto, Lorenzo e Riccardo…tutti uguali. Anche lui mi girerà intorno, e sarà strumento per distrarmi. Vado a pranzo, Lorenzo e Alberto mi reclamano per il pranzo.
Vado.
Rientro.
Mi passa davanti.

Mi guarda.
Lo guardo.

Che aggancio. Che sguardo. Una frazione di secondo durante la quale ho visto un intero film, ho letto un libro, ho ricevuto un’ondata di informazioni, ho visto una luce…dov’e’ la bottiglia? La mia bottiglia…la guardo, e’ una vecchia bottiglia, incrostata, non me ne ero mai resa conto. E’ buia.

Non capisco.

Mi scrive “Vorrei qualcosa di carino”.
Gli invio un SMS.”Che fai stasera? E’ abbastanza carino?”.
Risponde:”Cosa vorresti fare?”
“Qualsiasi cosa…” Oddio, cosa ho scritto? Quale impulso nervoso ha impartito questo ordine alle mie dita? Cosa potrebbe pensare? Cosa penso io? Cosa volevo dire?
Non mi preoccupo, so gestire la situazione, e’ come Lorenzo, diventeremo grandi amici, forse amici speciali. Usciremo insieme, forse un bacio, qualche attimo di tenerezza..voglio capire, voglio verificare…gli uomini, come sono? Come sono io ? Cosa penso di me stessa? Mi fermo, rimando questi pensieri ad una volta successiva che spero non tornerà presto…forse mai.

La sera. Quella sera. Che sera.

Indimenticabile, sfumata, dolce, morbida, tenera, tiepida. La cena... cosa abbiamo mangiato? Non so, non ricordo, ricordo solo il momento in cui mi dice “Avrei voglia di baciarti”, ed io che gli rispondo “Dopo lo potrai fare”.
Gli tocco le mani, dentro la mia anima una tempesta inizia a scatenarsi, non riesco a controllare, la nave del mio cuore non governa più, il mare ingrossa, eppure ricordo la serenità e la tranquillità…la sua voce calma, pacata, le mie risposte immediate, senza pensare, sono tornata adolescente, non penso, lo guardo, mi guarda, mi desidera…lo desidero, la mia bocca sorride, ed insieme ad essa il mio cuore.
Salgo con lui in camera d’albergo inconsapevole attrice di un momento consapevole in un film già scritto…e’ il destino.
Mi rendo conto? Sì, lo voglio, lo desidero, i suoi baci e le sue carezze mi fanno sentire una goccia in un oceano in tempesta, mi abbandono, mi perdo, gli occhi chiusi e i primi pensieri d’amore che fluiscono dentro di me come sangue bollente in un corpo ghiacciato.
Stupendi momenti d’amore, splendidi istanti in compagnia di…in compagnia di chi? Ma non è mio marito ! Squilla il telefono della camera, mi sveglio, non posso, non devo, ho promesso, devo rimettermi il guscio, devo controllarmi, devo gestire la situazione. Scappo, ma non sono certa di essere sfuggita. Torno a casa, e la notte trascorre nel rivivere al rallentatore ogni bacio, ogni carezza, ogni parola sussurrata con passione, una passione che non ho mai vissuto, che non conoscevo, e che mi rendo conto di desiderare con tanto ardore da farmi bruciare ogni piccolo frammento del mio essere.

E’ il 22 novembre. Non lo dimenticherò mai.

Da quel giorno, sguardi, parole, tenerezze, messaggi, telefonate, incontri, baci così dolci e teneri da poter colmare di amore il mondo intero.
E’ strano…dopo due giorni il primo desiderio: scappare, andare via con lui, cambiare vita, uscire di casa senza neppure una valigia. Lo amo. Sì, lo amo talmente tanto da superare ogni convinzione, ogni ostacolo, ogni formale pensiero di razionalità.
Il mio cuore quando pensa a lui comincia a battere così forte che le persone intorno possono ascoltarlo e, se sapessero, proverebbero solo immensa invidia per il sentimento che lo alimenta.
Desiderio, ardore, bruciante passione. Lo voglio.Voglio lui. Le sue bimbe e…che padre stupendo sarebbe per quel figlio che tanto desidero, ma che rimane un lontano pensiero nella mente del mio lui, sempre con il telecomando in mano la sera, quando torno a casa.
Quando torno a casa. Già, ho ancora questa piccola parte della mia vita che ora inizia a pesarmi come un macigno. Lui non sa, e se sapesse ne soffrirebbe, ne soffrirebbe da morire.

Mi sento sporca.

Lettere. Mi scrive. Mi scrive con tale espressione e con parole che tracimano un sentimento talmente forte che la parola 'Amore' assume un significato effimero, troppo preciso, privo di tutte quelle sensazioni di contorno che riempiono questa troppo veloce storia d’amore.
Parole, una moltitudine di frasi e pensieri così dolci e motivati da stupirsi della capacità di essere riusciti ad esprimerli con le parole e con le frasi inviate via SMS.
Lo amo, lo amo così tanto che il mondo intero assume un significato effimero, sfuggente, secondario, grigio...
Pensare a Riccardo mi risveglia, mi permette di vedere il sole dove c'e' solo ombra, buio, notte, freddo.
Telefonate, messaggi, incontri sfuggenti, e parole tenere, sempre più tenere e colme di sentimento, di Amore Vero.
E desiderio. Desiderio di lui.
Desiderio di un suo sorriso, di un suo bacio, di poche parole. Desiderio di vederlo, di averlo, ecco... di averlo per sempre.

Lui è la mia felicità, la mia alba, il mio sole, il mio grande, unico, vero Amore.
Mai ho provato un sentimento così vertiginoso, forte, pressante, coinvolgente, avvolgente, turbinoso.

Lo amo. Sì, lo amo come non ho mai amato nessun altro uomo in tutta la mia vita. E lui mi ama. Sì, anche lui mi ama come non ha mai amato nessuna donna in tutta la sua vita.
Non riusciamo a sopportare neppure un istante senza vederci, e quando lui riparte per lavoro, durante i week end, la sera quando torno a casa, soffro. Il mio cuore, la mia anima, tutto il mio essere sono lacerati da un dolore devastante, non riesco, non ce la faccio, non posso non vederlo. Sto male, sto troppo male. E’ il mio primo pensiero la mattina, quando mi sveglio; e mi sveglio prima del solito, per scappare da quel letto che condivido con lui che non sa...devo scappare, non posso sottostare ai miei doveri coniugali.

Cosa sto facendo?

Riccardo, ti amo. Sono sicura del tuo amore, ti conosco da una vita e ti ho incontrato nel momento più sbagliato…ti aspetto da sempre ed ora che ti ho trovato non posso – non voglio – abbandonare lui, la mia probabile felicità, la sicurezza di un matrimonio avvenuto 9 mesi addietro.
Ho promesso, ho promesso davanti a Dio, lui ne soffrirebbe troppo. Non voglio.

Ed e’ così che un giorno decido: voglio chiudere questa splendida storia di amore, questa unica, reale storia di un amore così intenso, così vero da dover essere lasciato per mantenere una promessa di vita.

E’ il 10 Dicembre. Non lo dimenticherò mai.

Me lo impongo. Devo. Non posso.

Sto male, non ci riesco, ed il mio grande amore…soffre, non si da’ pace, non capisce, mi chiama, mi scrive, mi sollecita, vuole farmi capire che nella vita l’amore si incontra una sola volta: lo so, e’ così, ma…ho promesso.

Glielo dico, lo amo, è lui l’Amore della mia vita, glielo dico, è lui che vorrei, glielo dico,…non posso lasciare mio marito.

Soffro. Piango, piango in continuazione, non mi sento bene.
Non dormo.
Il mio pensiero appena sveglia e’ sempre per lui, la sicurezza che sentivo nello stargli vicino, l’amore che mi scaldava.
Ma devo farcela. Non posso – non voglio – tornare indietro.
Cerco di ricominciare a vedere la vita intorno a me: Alberto, Lorenzo, Andrea e tutto il gregge intorno a me come sempre. Mi aggrappo a Lorenzo. Lui sì, so gestirlo. Lo so, lo so che vuole me. So che mi desidera con tutto se stesso. Ma riesco a gestirlo.
Ricomincio a frequentarlo. La consueta abitudine nel mascherare desiderio ed ardore con l’amicizia: scelgo la parte che mi interessa, l’amicizia.
Riccardo? Non posso pensarci, so che soffre nel vedermi in queste frequentazioni assidue, ma devo salvare il mio matrimonio, la mia apparenza di felicità conta più di ogni altra cosa. Non posso rischiare, temo l’ignoto.
Il tempo scorre, inesorabile. Cerco di dimenticare ma so che non potrò mai riuscire a non ricordare questo grande, unico vero sentimento.

Si incontra una sola volta nella vita. Ma non posso.

Squilla il telefono, è Lorenzo “Pranziamo insieme?”. Indosso il cappotto ed esco a braccetto con lui. Dove mi porterà? Cosa mi dirà? Cosa mi proporrà? Non importa, con lui ho la situazione sotto controllo…

E’ vero, l’amore e’ qualcosa di veramente raro e prezioso, che ad essere fortunati si incontra una sola volta nella vita.
Molte storie hanno la parvenza dell’amore ma in realtà sono unioni dettate dall’abitudine o dal timore della solitudine. Forse e’ anche il mio caso, forse al sogno del vero amore preferisco una certezza già costruita.

Forse mi manca il coraggio di amare davvero.

Riccardo me lo dice, glielo leggo spesso negli occhi, la vita è breve, ed è importante cercare di viverla al meglio, cogliendo ogni istante, ogni attimo, e sfruttarne ogni proprietà positiva.
E lui lo sa, quando abbiamo occasione di parlare glielo dico, io lo amo ancora.

Lui crede che io stia mentendo a me stessa, perché amare significa dedicarsi ad una sola persona, vivere per essa.

L'amore appaga ogni senso e rende insopportabile la sola idea di desiderare o anche solo di frequentare un'altra persona.
Non capisco, e credo che penserò a queste considerazioni.
Ma intanto ho Lorenzo che mi aspetta per pranzo. Dobbiamo uscire con due macchine diverse ed incontrarci direttamente al bar.
Sapete, la gente può pensare male...






































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