NONSISAMAI, FINCHECENE’ E VAAVANTITU
Nonsisamai è una giraffa maschio giovane e atletica, nel pieno delle sue forze. Allunga il collo per brucare i germogli teneri e succulenti delle acacie, senza curarsi delle spine. Ne strappa un ciuffo e, masticandolo, si guarda attorno con aria soddisfatta.
Un’altra giraffa maschio, Finchecenè, ha adocchiato lo stesso albero, che è particolarmente rigoglioso. Si avvicina con discrezione:
“Ehm ehm… - tossicchia – Bello il tempo oggi, vero?”.
“Non si sa mai, - risponde Nonsisamai – quelle nuvole laggiù forse ci porteranno un altro po’ di pioggia.”.
“Magari! – sospira Finchecenè – Mi piace fare la doccia! Dopo mi sento molto più fresco.”.
E comincia, come se niente fosse e senza neppure chiedere “compermesso” a mangiare anche lui dalla stessa acacia. E’ un grande ingordo: afferra con la lunga lingua ruvida, strappa e deglutisce. Afferra, strappa e deglutisce. Presto l’albero è ridotto ad un miserevole tronco spennacchiato.
“Alla faccia! – esclama Nonsisamai – Che appetito!”.
“Scusa, sai come sono. Non riesco a trattenermi, finché ce n’è.”, risponde contrito Finchecenè, e si mette giù tranquillo a ruminare.
“Va bè, pazienza. Ero quasi sazio. Non si sa mai, magari più in là troverò un’altra acacia bella come questa.”. E si accovaccia anche lui, piegando laboriosamente le zampe.
Per un po’ se ne stanno tranquilli. Finchecenè si appisola. Il sole percorre un bell’arco nel cielo.
“Ehi, sveglia! – lo chiama Nonsisamai – Abbiamo visite!”.
Si sta avvicinando una giraffa femmina, dondolando elegantemente le lunghe gambe. Nonsisamai fischia ammirato:
“Che sventola! Dev’essere arrivata da poco, non l’avevo mai vista prima.”.
La nuova venuta saluta i due maschi accovacciati:
“Buongiorno!”.
“Anche la voce è bella!”, sospira conquistato Nonsisamai.
“Buongiorno!”, esclamano insieme i due, tirandosi su così in fretta che si scontrano e barcollano.
“Piacere di conoscervi. – dice la femmina, nascondendo una risatina – sono Vaavantitu. Ho sentito dire che qui il cibo è molto abbondante…”.
“Come no, quando non passa Finchecenè! – borbotta tra i denti Nonsisamai. Ma le risponde gentilmente: ”Benvenuta! Io sono Nonsisamai, e questo…”.
“QUESTO è Finchecenè! - lo interrompe l’altro, deciso a non lasciarsi sfuggire una giraffa così deliziosa – Stavamo proprio pensando di trovarci un bell’albero per la cena. Vuoi venire con noi?”.
“Volentieri! – risponde Vaavantitu – Va’ avanti tu.”.
Insieme si dirigono verso un promettente boschetto di acacie, che si vede in lontananza. Lungo la strada i due maschi non parlano: sognano ad occhi aperti di intrecciare il loro collo a quello di Vaavantitu e cercano di escogitare il metodo migliore per sbarazzarsi del rivale.
Dopo un po’, Nonsisamai si blocca con un sussulto:
“C’è un leone, tra noi e gli alberi!”.
“Bè, cosa vuoi che sia! – sbuffa Finchecenè, che vuole fare lo spaccone – I leoni non attaccano mai le giraffe!”.
“E chi te l’ha detto, Piero Angela?”, ribatte Nonsisamai.
“Va’ avanti tu, che sei così coraggioso!”, dice la femmina a Finchecenè.
“Giusto, sei tu il capo!”, mente Nonsisamai, ben deciso a passare oltre la propria dignità, pur di salvare la pellaccia.
“Ma se vi dico che i leoni non attaccano le giraffe! E poi quello lì è un maschio, ed i maschi sono pigri: è già molto se marcano il territorio, figurarsi se si procacciano il cibo da soli.”.
“Nonsisamai. – insiste Nonsisamai – Magari questo qui ha fame. E non ho proprio voglia di passargli sotto il naso a ora di cena!”.
“Bei cavalieri, siete! .- sbuffa stizzita Vaavantitu – Vorrà dire che, una volta tanto, andrò avanti io!”.
In quella però il leone pensa bene di sbadigliare. Si stiracchia e prende un aspetto molto vigile, guardandosi attorno con attenzione. Inutile dire che la vista di tutti quei denti scintillanti ed affilati scoraggia parecchio il nostro incerto gruppetto di giraffe!
“Mammamia, che dentacci!”, trema Nonsisamai.
“PUAH, ha solo sonno!”, replica Finchecenè, rimanendo ben fermo al suo posto.
“Allora, vogliamo deciderci?”, chiede impaziente Vaavantitu.
“In fondo, non ho mica tanto appetito. - mente di nuovo Nonsisamai, che invece ha tutto il rumine in subbuglio dalla fame. – Almeno avessi potuto fare un pranzo decente!”, impreca sottovoce, guardando storto l’altro maschio.
“Allora, va’ avanti tu!”, ordina la femmina a Finchecenè.
“Veramente … se proprio devo dirvi tutta la verità… non ho ancora finito di ruminare il pranzo. Sapete com’è, finché ce n’è…”.
“Bei compagni, mi son trovata! – esclama sprezzante Vaavantitu – Allora, d'accordo: vado avanti io!”. Si ferma però ancora un attimo ad osservare il leone: adesso si sta rotolando per terra, grattandosi la schiena e ruggendo dal piacere.
“Mmmmh… è un po’ troppo sveglio, per i miei gusti! – pensa Vaavantitu. Ma rivolta agli altri due dice: “Sono stanca per il viaggio, e poi, tutta impolverata… sarà meglio che vada a cercarmi una pozza per rinfrescarmi! Buonanotte!”.
“Buonanotte!”, rispondono all’unisono i due maschi, con un evidente sollievo nella voce.
“Ecco stroncata sul nascere una bella storia d’amore!”, sospira Nonsisamai, che in fondo ha un cuore romantico.
“Puah. Non vedevo l’ora che se ne andasse! "Va' avanti tu, va' avanti tu!"... - le fa il verso - Si fa presto, a dire "Va' avanti tu!". Non sopporto questo genere di femmine, che ti mette sempre alla prova!”.
“Giusto: meglio restare scapoli, che finire i propri giorni in bocca ad un leone!”, conclude contento Nonsisamai.
Nonsisamai, Finchecenč e Vaavantitu testo di genny