Lettera

scritto da Itsari
Scritto 12 anni fa • Pubblicato 12 anni fa • Revisionato 12 anni fa
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Autore del testo Itsari

Testo: Lettera
di Itsari

Chi vede tutti i giorni il sole
dice con sufficienza:
"Cosa saranno mai quei quattro raggi?"
Ma io
per un giallo illuminello
sopra un muro
avrei dato allora qualunque cosa al mondo.

V. Majakovskij


l'aspettavo come il gallo attende l'alba e tradito dai fari grida tutto la sua gioia nella notte.. in quella profonda notte in cui i corpi si amano storditi da quel bagliore che piano piano fa capolino tra le lenzuola.. immobili al cospetto di tale meraviglia, avvinghiati, ansiosi di possedersi, adrenalinici, figure, comparse, uomini.
l'aspettavo come si aspetta un regalo che viene da lontano, come quando ti svegli nella notte pensando che sia accaduto qualcosa ed invece non è successo proprio nulla ma tu sei sudato e tremi e non sai se sia il caso di ricordare o poggiare nuovamente la testa sul cuscino, senza più paura.
l'aspettavo come si aspetta una brutta notizia, figlia della rivoluzione che è incorporata in ognuno di noi.. gli uomini ne sono muniti dalla nascita se non fosse per la loro affezione agli idoli se ne ricorderebbero nel momento del bisogno ma l'ozio e l'ignoranza sono mali assai frequenti per chi non crede in se stesso.
l'aspettavo come si aspetta dio, come quel sole che molto spesso é coperto, al di là di quelle nuvole che altrettanto spesso ci bagnano.
l'aspettavo e rileggevo alcune poesie mentre passeggiavo in riva la mare, "spasmi appallottolati" direbbe il poeta.
L'aspettavo e sapevo che in fondo non avrei mai ricevuto nulla.. vendicare il poeta e la sua anima, il suo cuore, il suo amore, l'eterna grazia delle sue parole, ridicolizzate dall'eterno, dalla storia.
Pezzi di lingua e cuore e polmoni a ricoprire i suoi cadaveri in questo strano cimitero senza fantasmi.

Itsari
Lettera testo di Itsari
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