Era lì... Immerso in una realtà grigia. Spietato nella sua inquietudine, se ne stava seduto su un divano settecentesco, guardando alla finestra il caos che stava inghiottendo la stanza. Le pareti iniziarono ad inclinarsi ma i mobili e l'uomo restarono completamente saldati a terra. Dalla finestra si intravedevano delle onde, come se stessimo galleggiando nel mare, prima scendevi e poi risalivi... Mio Dio la casa era immersa. Udivo uno strano e sottile gemito ad "U" provenire da tutte le direzioni. E questa mia visione venne accompagnata dal suono di un giradischi alle mie spalle che recitava come un coro mercantile, da marinai.
L'uomo si accorse del momento, togliendosi gli occhiali ed appoggiando il quotidiano sul cuscino, volse lo sguardo alla finestra, che divenne la sua ossessione, come se fosse desideroso di ricevere parola con una divinità o entità superiore, magari quella del suono ad "U" che ancora udivo...
Due raggi di arida luce passarono dal freddo vetro della finestra fino a carezzare il volto dell'uomo.
Vedevo un sottile strato di fumo scandirsi nell'aria, tra la finestra e l'uomo mentre incominciavo a cadere in uno stato di obnubilazione...
Poco dopo la luce svanì, torno gelido l'inverno, e l'uomo... Non aveva più gli occhi, gli erano stati cavati.
Indietreggiai, ma venni subito respinto dalle oscillazioni della casa... Qualcosa ci aveva afferrato...
Il giradischi iniziò a cantare e con esso anche l'uomo, fermo restando sempre persuaso dalla finestra.
Questo coro marinaio era così inquietante da far gelare le vene. Recitava versi come: "Soffia il vento sulla tempesta", "Il Mar vuol vendemmia..." Agghiaccianti... Il volume iniziava ad aumentare e le mura invece si esordirono a sgretolarsi, rigurgitando lo strato di mattoni sottostante agli intonaci.
I versi continuarono sempre più intensamente...
Mi affacciai dalla finestra e ci vidi fuor dall'acqua, con qualcosa attaccato alla casa. Osservai meglio e dall'acqua uscì una grande voragine...
La bocca di qualche bestia marina. Mi allontanai immediatamente, i versi continuavano il cantico più forti di sempre mentre la casa veniva fatta a pezzi e le pareti crollavano...
L'uomo venne colpito dalle macerie, morì cantando e il suo corpo scivolò a terra uscendo lungo una crepa del muro, finendo inghiottito dalla bestia. Qualche secondo dopo la casa venne spremuta come un uovo e ingoiata anch'essa, entrando così in un infinito tunnel oscuro... Con ad aspettarci in fondo il... Niente.
Siamo come nella sonata "La Tempesta" di Beethoven, alle porte di Vienna. La Tempesta trionfa...
Tutti sogniamo qualcosa dalla Luce. Luce può essere tutto ciò che volete... Mi spiego: "Luce è ciò che non vedete", ma che vorreste. Purtroppo in questo breve racconto, come nella Vita, l'unica cosa che può fare la Luce è abbagliarci la vista, togliendoci allo sguardo sgradevole "dell'Esplorato". Sembrerebbe un bel dono no? Ma in questo caso è semplice paura. Non accettare veramente come stiano le cose. È una debolezza questa.
La bestia in questione è il mondo... Che nonostante tu abbia gli occhi o meno, ti inghiottisce lo stesso... Finendo poi per distruggere... La culla d'illusione nella quale siamo nati. Il potente ci fornisce tutto ciò di cui abbiamo bisogno. Ti da un quotidiano per parlarti delle cose che devi conoscere, perché è il potente a volere queste cose. Ti offre strumenti affascinanti dove potrai vedere altri potenti. Ti offre cibo, sicurezza, a tue spese, e poi te ne ridà un quarto cosicché possa testare la tua fiducia. Io ero in quella stanza... Eppure l'uomo ha rispettato i suoi principi ed è morto, mentre io mi trovo qui, probabilmente nello stomaco della bestia a scrivere, con una candela ed un pezzo di ferro, su un asse di legno. Sono rimasto sveglio? O è soltanto la storia di qualcun altro? Magari è chi sta scrivendo che vuole che io stia qui... Un altro potente?
Il mio messaggio:
C'è ancora Luce per me?
[CALPME - C'è ancora Luce per Me?] testo di Motivo