Isola di San Pietro - Carloforte

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Testo: Isola di San Pietro - Carloforte
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Chi arriva a Carloforte percepisce subito qualcosa di insolito. Pur trovandosi sulla costa sud-occidentale della Sardegna, il dialetto, le tradizioni e perfino certi sapori ricordano la Liguria.
La ragione è storica: gli abitanti discendono da famiglie liguri, soprattutto genovesi e tabarchine, che nel XVIII secolo si stabilirono sull'Isola di San Pietro, conservando fino a oggi lingua e usanze.
Per un ligure, passeggiare tra le vie del paese suscita una curiosa sensazione di familiarità.
Anche il mare sembra parlare la stessa lingua. Le scogliere battute dal maestrale, la macchia mediterranea profumata di lentisco e ginepro e il volo dei gabbiani richiamano molti angoli della Riviera di Levante.
L'Isola di San Pietro rappresenta uno dei punti più interessanti del Mediterraneo occidentale per lo studio dell'avifauna migratrice. 
La sua posizione geografica, prospiciente il Canale di Sardegna, la colloca lungo una direttrice utilizzata da numerose specie che annualmente si spostano tra Africa ed Europa.
Dal punto di vista ambientale, l'isola presenta un mosaico di habitat particolarmente favorevole agli uccelli: falesie costiere, macchia mediterranea, zone agricole, saline e vaste superfici marine. Questa varietà consente la presenza contemporanea di specie terrestri, marine e migratrici.
Le alte scogliere occidentali costituiscono l'elemento ornitologico più rilevante.
Qui nidifica il falco della regina (Falco eleonorae), specie simbolo delle isole mediterranee. La popolazione locale sfrutta una strategia ecologica unica: la riproduzione avviene in tarda estate, in coincidenza con il passaggio dei piccoli migratori transahariani che costituiscono una risorsa alimentare fondamentale per gli adulti e i giovani.
La Lipu ha creato nel 1991, l’Oasi ononima; l’obiettivo è quello di proteggere questi rapaci che a tutt’oggi sono spesso prede di bracconieri e collezionisti alla ricerca di piccoli e uova.
Durante le migrazioni primaverili e autunnali l'isola assume il ruolo di importante area di sosta.
Tra i rapaci possono comparire falco pecchiaiolo (Pernis apivorus), lodolaio (Falco subbuteo), nibbio bruno (Milvus migrans), falco di palude (Circus aeruginosus) e, più occasionalmente, altre specie in attraversamento del Canale di Sardegna.
Il contingente dei passeriformi migratori è particolarmente ricco. Sterpazzole, magnanine, occhiocotti, pigliamosche, culbianchi, codirossi, balie, averle e numerose specie di silvidi utilizzano la macchia mediterranea dell'isola come area di alimentazione e riposo dopo la traversata marina.
In alcuni giorni di condizioni meteorologiche favorevoli si possono osservare consistenti movimenti di rondini, balestrucci e gruccioni.
Significativa è anche la componente marina. Le acque circostanti ospitano regolarmente la berta maggiore (Calonectris diomedea) e la berta minore mediterranea (Puffinus yelkouan), due specie che rappresentano tra gli elementi più caratteristici dell'avifauna pelagica del Mediterraneo. Le giornate ventose consentono spesso osservazioni ravvicinate dalle falesie di Capo Sandalo e della costa occidentale.
Nel centro abitato di Carloforte e nelle aree agricole limitrofe sono comuni specie tipiche dell'ambiente mediterraneo quali passera sarda (Passer hispaniolensis), cardellino (Carduelis carduelis), verzellino (Serinus serinus), occhiocotto (Curruca melanocephala) e sterpazzola di Sardegna (Curruca conspicillata).
L'interesse ornitologico dell'Isola di San Pietro non risiede tanto nella presenza di un elevato numero di specie rare quanto nella straordinaria dinamica migratoria che caratterizza il territorio.
Osservare il cielo e il mare di Carloforte significa trovarsi in uno dei punti privilegiati del Mediterraneo occidentale per comprendere il continuo flusso di uccelli che collega l'Africa all'Europa, seguendo rotte antiche quanto la storia naturale del continente.




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