soffia di fuori di dentro il vento m’ama come ama la libertà e io mi lascio incatenare dall’unico soffio che m’induce al mutamento spazia svincolato tra le correnti sente si sente è spirito che muove e ravviva fiamme d’albe e tramonti slavati da consuetudini e vezzi da mode e anime a pezzi accende riaccende muta e consola sgrida percuote solleva e t’innamora e non è fratello vento è amante scandaloso mutevole dissidente quel tanto che basta per riavvolgere di senso una vita forgiata e canta quanto canta tra le ferite canta ogni melodia senza chiedere senza bussare spalanca ogni antro ogni porta chiusa sconquassa schiene curvate incarnandosi in scapole reumatiche le raddrizza scalfendo l’usuale trend con le sue ali libere e liberate e ti ritrovi spirito redento ad ardere con forza risorgendo intatto in quel potente sfiato d’un desiderato e irripetibile afflato