Silenzio

scritto da Stregatto
Scritto 15 anni fa • Pubblicato 15 anni fa • Revisionato 15 anni fa
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Autore del testo Stregatto

Testo: Silenzio
di Stregatto

Le mura della stanza erano scosse dal pianto di una confessione. Non era certo la prima volta: criminali a bizzeffe,uomini e donne,erano stati tarchiati laggiù dalla polizia. Tuttavia nessuno non aveva mai accolto le lacrime di un bambino. Aveva 10 anni.
Il ragazzo in questione era stato portato di fretta dall'ospedale dopo l'incendio di casa sua. Di fatto però non c'era stato ancora il tempo di visitarlo. Suo padre invece non c'e l'aveva fatta. La  sorella di 7 anni,fortunatamente era salva a casa di amiche.
L'incendio era evidentemente doloso; le bottiglie di alcol si erano state rotte ed incendiate. Inoltre le condizioni del padre apparvero subito sospette: nonostante il corpo carbonizzato, la ferita da arma da fuoco era rimasta intatta,testimone della verità. L'arma del delitto fu rinvenuta vicino al cadavere,una carabina che egli deteneva illegalmente. Versione poi  confermata da alcuni testimoni.
Ovviamente il guanto di paraffina confermò che il figlio aveva sparato al padre.
Ora il poliziotto aveva tutti gli elementi logici e giuridici per chiudere il caso senza neanche parlare con il diretto interessato. Tuttavia molti dubbi lo assalivano a partire da una semplice domanda:
Perché?
Il bambino aveva perso la madre con la nascita della sorellina; quindi lei e il padre erano la sua sola famiglia. Perché uccidere uno e lasciare senza casa l'altra? Un bambino come lui sapeva ciò che stava facendo?. Così lo fece interrogare. Doveva sapere. Lo portò nell'apposita sala e iniziò,osservato dall'occhio critico dei suoi colleghi.
Il ragazzo non appariva particolarmente scosso: si limitava ad osservare il poliziotto,inclinando la testa a destra in segno di curiosità.
-Allora,Cxxxx,come stai? - iniziò il più anziano
-Bene,signore.-
- Non sei  rimasto scottato,vero?-
-No,signore-disse scuotendo la testa-  sto' bene.
Il poliziotto allora si alzò e spostò la sedia vicino al bambino. Lo guardava negli occhi.
-Cosa è successo ieri a papà,Cxxxx?-continuò
- Ha smesso di muoversi.- tagliò corto
- E perché ha smesso di muoversi?-
- Perché io gli ho sparato- la sua voce non mostrava alcun rimorso o senso di colpa. Era cristallina come quella di tutti i bambini.
Il poliziotto non credeva a quello che stava per chiedere:- Cxxxx,perché hai sparato a tuo padre?
- Perché lui era cattivo.- Semplice e lineare. Logico quasi.
- In che senso era cattivo?-
Non rispose a parole. Si limitò ad alzare silenzioso la maglietta. Lunghi e profondi lividi scorrevano in tutto il corpicino.
- Ma con mia sorella era anche più cattivo.- e non aggiunse altro a riguardo.
Dopo un attimo di silenzio il poliziotto riprese sbigottito:
-Perché non lo hai detto alla polizia o ad un insegnante.?-
- Papà ci diceva di non dire mai a nessuno nulla.-
Di nuovo faticò a continuare,ma alla fine si fece coraggio- Come è successo?-
-Lui,papà,aveva di nuovo bevuto. Molto. Ha preso la pistola e me l'ha messa in bocca. Poi,mi ha dato un pugno qui-indicando la bocca dello stomaco- . Ha appoggiato la pistola sul tavolo e si è preso un'altra bottiglia di alcol. L'ho presa.-
Il racconto era stato lineare ma,finalmente, aveva scosso il bambino che,nel ricordare il dolore,si scopriva umano.
-Lui mi ha visto è ha iniziato a ridere forte. Si è avvicinato urlandomi '' provaci piccolo perdente,provaci''.  Mi ripeteva. Io,forse,non volevo sparare. Mi ha preso le mani con la pistola e l'ha puntata al cuore. Continuava con la cantilena. Ho chiuso gli occhi.-
Silenzio testo di Stregatto
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