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- A te -
Avevo sotto le palpebre scure
un vecchio biglietto per San Michele
stretto lacero in uno scrigno dove nessuno poteva ascoltare i rintocchi del cuore - neanche Ching IV figlio di Huan
era la nebbia umida e arcigna di Venezia a guidarmi nel ventre dell'alba
ad alzare lo scirocco negli occhi
a travolgere il crepitare dei passi intrecciati
i lampioni a Rialto sotto le volte disegnavano l'ombra del tuo incedere marmoreo
ed i versi secchi che (sorseggiando) avevo scambiato con Ezra sui pontili
una sera nascosto a Ca' La testa t'avevo ritrovata accanto a me finalmente
canti d'osteria e freddo da impallidir la testa
la fine dei mercati alla sera regalava gli ultimi tramestii sfuggenti
le luci appena accennate sui balconi ci cullavano
il rifulgere delle onde l'acqua le guglie rossastre
- saranno il capitolo di un poema che scriverò-
la sete torrida dell'anima che premeva funesta
in gola un nodo d'acciaio
- Soul eyes di Massimo Urbani laggiù a Murano -
- da dietro le persiane soffuse le ultime note di No shoes di John Lee Hooker -
davanti ad una bottiglia di gin e un'ubriacatura sudata di tormenti solo miei
solo miei
un sogno acerbo e con le mani tarlate d'oro
l'amore in un bacaro alle tre del mattino
l'amore era lì a chiamarmi