Contenuti per adulti
Questo testo contiene in toto o in parte contenuti per adulti ed è pertanto è riservato a lettori che accettano di leggerli.
Lo staff declina ogni responsabilità nei confronti di coloro che si potrebbero sentire offesi o la cui sensibilità potrebbe essere urtata.
La cattiveria degli altri ti arriva addosso all’improvviso,
come una lama che entra piano e fa male dopo.
Ti guardano con occhi duri, ti parlano in un modo che brucia,
ti spingono giù con gesti piccoli ma pesanti,
ti gridano contro parole che restano appiccicate dentro.
Ti fissano dall’alto mentre cadi,
ridono piano della tua figuraccia,
ti calpestano quando sei già a terra,
e intanto fanno finta di dispiacersi per te.
È un’onda di rabbia che ti travolge senza motivo,
un vento freddo che ti gela anche se fuori c’è il sole.
Ti accusano di cose che non hai mai fatto,
ti lasciano fuori dal giro, ti abbandonano da solo
con i tuoi pensieri che girano in tondo.
Spesso è solo invidia che non sa dirlo,
paura che si nasconde dietro l’aggressività,
debolezza che attacca per prima perché ha terrore di essere colpita.
E tu resti lì, ferito dentro,
a chiederti il perché, a cercare un senso che non c’è.
Perché la cattiveria, alla fine, non ha una vera ragione
è solo un buco dentro qualcuno che prova a riempirlo
facendo male a qualcun altro.
Ma proprio in quel dolore può nascere qualcosa di diverso.
Non rispondere con la stessa moneta,
non lasciarti trasformare in quello che ti ha fatto soffrire.
Alza la testa, passa oltre,
lascia che il loro veleno resti sulle loro mani.
Perché vincere davvero non significa rendere pan per focaccia,
ma riuscire a restare te stesso,
intero,
anche dopo che hanno provato a strapparti via pezzi di te.