È strano sentirsi felici, sentire d'un tratto
che tutto è a posto, che io sono a posto, nel luogo giusto,
nel momento giusto, che quella è la perfezione,
nient'altro lo è, quello è il momento,
quello in cui dimentichi i tuoi frammenti,
semplicemente svaniscono, non sono mai esistiti,
perché sei arrivato, sei a casa, il tuo Paradiso Perduto,
non contano più freddo, caldo, buio, luce,
sei a destinazione, cosa c'è ancora di più importante ?
È strano sentirsi felici,
perché non succede una volta, si può ripetere
e ogni volta ti sorprendi, non capisci,
perché un giorno all'alba mentre passeggio
da solo vicino al mare nel brulicante silenzio di quelle ore
vedo una donna anziana in riva con una canna da pesca
e poco dietro il marito che l'aspetta, poi, ecco,
lei lo guarda e d'improvviso
le spunta sul volto un radioso sorriso,
amore, riconoscenza, affetto, gratitudine ?
non so, ma d'improvviso anch'io mi sento felice e non capisco,
e ancora quando leggo di morbide onde che danzano,
di musica d'acqua, di dolci melodie nel vento del tramonto,
di batuffoli rosa, quando leggo versi come onde
composti da chi dice di non avere voglia di comporre versi,
quando leggo che basta smettere di coprirsi con le mani
per smettere di vedere il buio,
allora d'improvviso mi sento felice a volte anche fino alle lacrime
e non capisco.
È strano sentirsi felici,
è strano per le nostre incancrenite cellule del castigo,
per le generazioni di dolore che ci hanno fin qui portato,
per la impietosa sopravvivenza delle ferite
che abbiamo inflitto e che hanno inciso anche la nostra carne,
non lo è per il lato luminoso della nostra anima,
soffocato, imprigionato in un cantuccio
come il parente scomodo, sconveniente, impresentabile,
perfino pericoloso di cui ci dimentichiamo l'esistenza,
dunque è vero che è strano sentirsi felici,
ma solo perché ci scordiamo che siamo dentro già felici.
È strano sentirsi felici testo di serbasciu