Quando realizzi che sei proprio tu il buco nero di te stesso, capisci che la solitudine in cui ti vuoi rifugiare al contempo ti divora perché se non hai qualcuno con cui parlare, l’unica cosa che ti resta è dialogare con te stesso attraverso il pensiero e pensare fa bene, quando è sano, quando ti interroghi per arrivare a delle conclusioni che ti fanno guardare il mondo con più chiarezza. Poi ad un tratto cominci a pensare troppo, cose che non ti arricchiscono ma ti distruggono, quel troppo che ti fa sentire sempre più inutile, che paradosso vero? Eppure è così, più produciamo pensieri, più la ragione si annebbia, non sei più lucida, non riesci a controllarlo, ti senti sempre più piccola e non lo gestisci. Le paranoie, l’ansia, il panico, l’ossessione, si riconducono ad una sola cosa, l’overthinking, definibile come un buco nero. Che poi il cervello è paragonabile ad un universo dato che i limiti delle sue capacità sono ancora ignoti e quindi ci sta pure che in questo “universo” vi siano dei buchi neri, ma possiamo uscirne vivi. /nicole
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