Poesie Americane XLIII° Corpus Christi TX

scritto da A.B.
Scritto 5 mesi fa • Pubblicato 5 mesi fa • Revisionato 5 mesi fa
0 0 0

Autore del testo

Immagine di A.B.
A.
Autore del testo A.B.

Testo: Poesie Americane XLIII° Corpus Christi TX
di A.B.

Uscirono dietro l'albergo nel parcheggio
e presero la strada a sinistra per il mare.
Lei camminava vicino a lui sulla sedia,
una sedia a rotelle con ruote per il mare.
Volevano fare il bagno nonostante tutto.

          Padre nostro che si nei cieli
          sia santificato il tuo nome

Soffiava un forte vento salato dal mare
e lontani giganteschi cumuli di temporale si avvicinavano;
alti i gabbiani volteggiavano più liberi delle foglie al vento.

           Di te ha sete l’anima mia,
           a te anela la mia carne,
           come terra deserta,
           arida senz’acqua.

Vorrei fuggire disse lei non so dove di qui
perché ora tutto mi pesa e ti guardo
quando sei vicino e non ascolti
e non mi resta che questo e il tempo andato.
Parole al vento e lunghe pause di burrasca,
un lampo lontano si intromise di nulla
a riempire silenzi pieni di grida mute e feroci.

          Così nel santuario ti ho cercato,
          per contemplare la tua potenza              e la tua gloria.
          Poiché la tua grazia vale più della vita,
          le mie labbra diranno la tua lode.

Lui parlò quando arrivarono alla rotonda
e dove finiva la strada sulla spiaggia.
Come una canna al vento mi sento
e non ti so dire di meglio sul senso
sulla vita incompresa che strappo
ogni volta nel respiro alla sabbia eterna.

         Sei tu il mio pastore e nulla mi                 manca
        Su pascoli erbosi mi fai pascolare
        e ad acque tranquille mi conduci

Il temporale diventava sempre più uragano.
Spiagge deserte mare grosso e livido,
vento che piega e spezza l'entroterra
nella polvere che acceca e spiega l'ora,
il tempo di fuggire l' antimiracolo
o il potente disegno esiziale rigenerativo.

         Tu sei mia luce e mia salvezza,di           chi avrò paura?
        Tu sei difesa della mia vita,di chi             avrò timore?

Ed essi si dissero andiamo lo stesso,ok?
E lei spinse la carrozzella oltre Whitecap Blvd.
sulla sabbia ancora tiepida e ondulata
e disse forse non dovremmo,
da qui fa quasi paura sembra pericoloso.
Rari nantes in gurgite vasto disse lui,
a nessuna divinità interessiamo davvero
più di noi stessi nella tempesta.

        Se dovessi camminare in una valle oscura,
         non temerei alcun male, perché tu sei con me.
        Il tuo bastone e il tuo vincastro
mi danno sicurezza.

Sulla battigia grosse onde e alghe
e lei cominciò a correre e si tuffò.
Riemerse e lo chiamò ridendo.
Tornò da lui e prese a spingerlo ancora.
Adesso l’acqua era sopra il ginocchio,
lei si girò un attimo a guardare la riva.
Poche persone lontane.
Due auto ferme alla rotonda di prima.
Lo guardò dall’alto e poi verso il largo.
Le nubi d'uragano il mare impazzito.

         Tu hai giurato e non ti penti,
          sei alla mia destra
         e annienterai i re nel giorno della tua ira.

Lo prese per il collo e lo rovesciò in acqua.
Lo teneva stretto con le mani al fondo
e sentiva un gorgogliare e le sue braccia
dimenarsi e sbattere spingendo da sotto
ma lei strinse più forte e piegò un ginocchio
sul suo petto per affondarlo più giù.
Quanto tempo?
Nessun pensiero.
Si sentì prendere da dietro e trascinare via.
Senza voce ne parole,ansimante.
Fuoco nei polmoni e occhi bruciati dal sale.

        Domina in mezzo ai tuoi nemici.
        Giudicherai i popoli
        in mezzo a cadaveri
        ne stritolerai la testa su vasta terra

Tentava di liberarsi per fuggire.
Voleva tornare indietro verso il mare.
Voleva in faccia all'uragano specchiarsi nelle sue mostruosità,
entrare nelle viscere impazzite.
La trascinarono fuori e cadde sulla battigia,
ginocchia di sabbia e sangue
e bruciore di acqua di mare
nascondi il tuo volto tumefatto
agli occhi più avidi di carne
e l'anima anche più a fondo
dove non gli strapperanno
l'orlo al vaso dei tuoi demoni.

         Darai ordine ai tuoi angeli
         di custodirmi in tutti i miei passi
         Sulle loro mani mi porteranno
         perché non inciampi nella pietra il mio piede.

Adesso pioveva sempre più forte.
Dall'auto della polizia vedeva la spiaggia.
Lavoravano su di lui . Portarono un sacco nero
e ne aprirono la cerniera. Qualcuno teneva degli ombrelli.
Si stringeva le braccia al petto e tremava. Un freddo.
Con addosso una coperta termica l'avevano chiusa dietro
ma gocciolava bagnata di mare e pioggia gelata.

       Mi invocherai e ti darò risposta
       presso di te sarò nella sventura,
       ti salverò e ti renderò glorioso
       Ti sazierò di lunghi giorni
        e ti mostrerò la mia salvezza.

Salì davanti il poliziotto che prima era fuori.
Un brivido lungo tutta la schiena
ma più nessuna rabbia da raccontare.
Il vento che muoveva la loro auto
non l'agitava più di quanto uno scotere di lame
mutasse la follia in speranza e sabbie
in gorghi e trombe di foglie morte e secchi steli.

        Bontà e fedeltà ti saranno compagne
        tutti i giorni della tua vita,
        abiterai nella casa del signore
        per lunghi giorni.


Ora il livello del mare saliva velocemente
e grosse onde avanzavano sulla spiaggia.
In tutta fretta caricarono il sacco nero
e partirono con l’ambulanza a sirena spenta.
Anche la loro auto si mosse nell'uragano
e lei guardò dietro verso il mare.
Un muro d'acqua scura ovunque
in un frastuono infernale e martellante.
PADRE! Padre nostro che sei nei cieli
sia santificato il tuo nome.....
Disse lei girandosi in avanti
e chiuse gli occhi per non vedere.
La macchina procedeva a fatica,
Invisibile la strada come nella notte profonda,

Amen

Poesie Americane XLIII° Corpus Christi TX testo di A.B.
3

Suggeriti da A.B.


Alcuni articoli dal suo scaffale
Vai allo scaffale di A.B.