Luca Mengardo SLAYER ( the corpsegrinder)
LA BAMBINA MURATA
1832. In un piccolo paesino di campagna, due sposi, lui contadino e lei mondina, decidono un giorno di avere un bambino. Così, dopo una notte di passione, la coppia, nove mesi più tardi, ha in dono da dio una bambina.
Ma presto i due scoprono che definire bambina quell'essere era un qualcosa di impensabile.
La cosa, dispiace doverla così definire ma non credo che si possa definire diversamente, aveva il cranio anormale, finiva in una grossa punta appuntita; un occhio era spostato più in su dell'altro, il naso non esisteva, al suo posto c'erano due piccoli buchi che almeno un paio di volte al giorno spurgavano grosse gettate di pus.
La bocca era forse l'unica parte umana; ma i denti no! santo cielo! aveva già i denti appena nata... e perlopiù simili a zanne!
I genitori all'inizio, come è comunque immaginabile, fecero fatica ad accettare la bambina. Il suo aspetto era a dir poco spaventoso, e avevano vergogna ad esporla agli occhi della gente, al punto di nascondere la nascita della bambina perfino ai propri rispettivi genitori.
Il tempo passava, e i due coniugi cercarono di accettare le sembianze animalesche della figlia. La trattavano come una bimba normale, facendogli fare le cose che ogni piccolo fa: giocare, ecc. Ma a breve entrambi si accorsero che qualcosa in lei NON ANDAVA.
Odiava la luce del sole, tanto da costringere padre e madre a tenere chiuse le finestre,le porte.
Appena vedeva uno spiraglio di luce, iniziava a gridare forte, fino a quando i genitori, prontamente, non chiudevano le porte per far sprofondare la casa nel buio totale.
Ma anche le grida non erano umane: erano RUGGITI, forti e rauchi, come quelli di una bestia.
Mangiava solo carne fresca, possibilmente cruda. Non mangiava altro.
I genitori cercavano sempre di non cenare con lei vicino, perchè la vista di quella bambina, intenta a inghiottire carne come se fosse un animale, con quei suoi denti aguzzi, simili a quelli di un pescecane, li facevano stare male.
Gli anni passarono, e la bimba, come ovvio, crebbe. All'età di 6 anni ci fu la svolta, un atto che definire orrendo è poco, un atto malvagio, sinistro.... che cambiò la vita dei due poveri sposi.
Accadde una sera. Per la prima volta, madre e padre, d'accordo, decisero di portare la bambina fuori di casa. Era buio fuori, quindi lei non avrebbe rognato più di tanto.
Cercarono di vestirla il più bene possibile, la madre addirittura passò un intero pomeriggio a cucire, completamente al buio!, un vestitino femminile da far indossare alla bambina.
Così, uscirono. Mano nella mano, i due affettuosi genitori portarono la bambina in piazza del paese.
Fu un errore. La gente, nel vedere quel mostro, si voltava dall' altra parte; alcuni si portavano le mani sugli occhi, i bambini scoppiavano in lacrime, taluni fuggivano terrorizzati.
Solo un bimbo ebbe il coraggio di andargli vicino, e di rivolgergli la parola, ma pagò caro il suo gesto.
Un urlò disumano eccheggiò nella piazza. Con una furia attribuibile solamente ad una creatura infernale, la bambina si scagliò sul bambino, che non ebbe il tempo di fare nulla.
Con una forza inaudita per una bimba di sei anni, prese un braccio del bambino e con un violento strattone glielo strappò dal corpo.
Il bambino, povera creatura innocente, urlava di un dolore insopportabile, ma per lui l'agonia era appena iniziata.
Nonostante le urla di suo padre, la bambina prese il bambino per i capelli e con furia morsicò la giugulare del piccolo, affondando nella tenera carne i suoi denti affilati.
Il bambino morì qualche secondo dopo, forse nemmeno accorgendosi che la bambina lo stava mangiando.
Nessuno riusciva a fare niente. Tutta la piazza era ammmutolita. Qualche persona vomitava dal disgusto.
Un altro morso del piccolo mostro staccò di netto la testa del bambino dal corpo, che si afflosciò a terra inerte.
La bambina si chinò al di sotto della testa grondante sangue e bevve appunto il sangue che sgorgava.
La mamma del piccolo morto iniziò ad urlare, seguita dalle grida di terrore, angoscia, ribrezzo, di tutta la piazza.
Una scena che nessuno avrebbe mai dimenticato.
I genitori della bambina erano immobili, come statue, a guardare la bambina divorare il braccio ormai ridotto all'osso del bambino innocente.
Il giorno dopo, come comprensibile, i genitori della creatura scelsero di farla sparire. Ma, nonostante tutto, la mamma non riusciva ad ucciderla, e nemmeno il padre; così, insieme, decisero di chiuderla nella sua stanza e farla vivere all'interno di essa, rinchiusa, come in una cella. Non l'avrebbero privata della vita e lei non avrebbe comunque potuto più fare del male.
I giorni passarono, e la vita continuava. Due volte al giorno, o lei o il marito davano da mangiare alla creatura, sempre e solo fresca carne di maiale, cruda, e cercavano di dimenticare. Nel frattempo, il paese si era dimezzato dato che molti avevano lasciato il paese, spaventati dalla bambina e da quello che non solo aveva fatto, ma che avrebbe potuto di nuovo fare; ma anche e forse SOPRATUTTO dalle urla disumane che provenivano di notte, dalla sua casa.
Una mattina di primavera, finito di arare l'orto il padre del mostro prese il fucile ed andò nei boschi per una battuta di caccia, non prima di aver salutato la moglie e di avergli ripetuto più volte di non fare uscire dalla cameretta la loro figlia, per nessun motivo.
Verso tarda sera, finito di cacciare, il padre rientrò a casa.
Chiamò ad alta voce la propria moglie, ma non ebbe nessuna risposta.
Una leggera angoscia lo pervase, ma nonostante tutto, cercò di tranquillizzarsi.
Ma poco dopo vide che doveva preoccuparsi, e di brutto.
La porta della cameretta della bambina era aperta. Sulla porta, spalancata, c'erano grosse chiazze di sangue.
Sul parquet, una striscia di sangue formava una linea, che finiva dalla parte opposta del corridoio, verso la stanza matrimoniale.
L' uomo urlò dalla disperazione, e, imbracciando con rabbia il fucile, corse verso la stanza matrimoniale, e con un potente calcio la spalancò.
Lì vide quello che, purtroppo, ormai immaginava.
Sul letto c'era il corpo privo di vita della moglie. Il suo bellissimo abito bianco era tutto macchiato di sangue, ormai coagulato. I capelli biondi ora erano rossi; al corpo della moglie mancavano un braccio e una gamba.
Seduta al suo fianco stava la bambina maledetta, che stava mangiando un pezzo di braccio della madre.
Ringhiando alla vista del padre come un animale feroce, gettò il braccio per terra in fondo alla stanza, e fece per aggredirlo; ma l'uomo fu più veloce e con il suo fucile calibro 60 gli sparò un colpo in mezzo allo stomaco.
Il grosso proiettile scaraventò la bambina contrò il muro, fortissimo, tanto da far cadere un pezzo di intonaco. Era morta.
Lui prese a piangere. Non per l'essere che aveva prima, anzi, maledì la sua anima per non averlo fatto prima, ma per la povera moglie, la sua tenera, candida moglie.
Deciso a vendicarla, trascinò il corpo della sua orrenda creatura fuori dalla stanza. Lì se lo prese in spalletta e lo portò su in mansarda, e lo gettò all'interno di essa.
Poi, non prima di aver chiuso la porta a chiave, con doppia mandata ( sapeva che era morta, ma aveva lo stesso un gran terrore!)
prese dei mattoni che teneva in giardino e, con un pò di calce, fece un muro davanti alla porta, murandola, lei e la creatura diabolica che ci stava all'interno.
Si sentiva meglio, più tranquillo, nonostante il dolore che lo affliggeva, aveva perso la moglie!
L'uomo tornò giù in camera, prese il cadavere della moglie e la sotterrò in giardino, piangendo per parecchi minuti sopra la sua tomba.
La notte la passò lì in casa, ma fu una notte pazzesca, allucinante, dato che aveva visto la bambina morire, ma per tutta la notte la sentì URLARE LO STESSO!!!
Urla di rabbia, provenivano dalla mansarda.
L'aveva murata viva.
La bambina murata testo di corpsegrinder