Ciao Antonella – già, peccato che il suo nome sia Laura e sia anche una bella donnina e sia anche una che vedo tutti i giorni e con cui mi son fatto una bella, spessa figura da fesso. Basta saperlo. E’ che aveva proprio la faccia da Antonella (storia realmente accaduta).
C’è gente invece che quando si convince di qualcosa non demorde e pensa che abbia capito tutto e qualsiasi cosa tu possa dire in merito, se differente da come la pensano, sia un’emerita idiozia. Non servono tutte le spiegazioni dettagliatamente documentate tu possa fornire. Ti becchi del pesante e, pure, un “fanculo hai rotto!” se persisti nel voler chiarire e, come risultato, ottieni che nessuno ha più le idee chiare e la prospettiva resta deviata su un piano assurdo.
Questo per dire che a volte, quando mi relaziono con una donna, capita che ci siano momenti di panico in cui, tento di rifugiarmi in discorsi astrusi come i figli, come le prospettive di vita futura. Discorsi che, fatti in comitiva, non trascendono a nulla ma che, fatti tra due persone – per carità – ti portano ad esser preso come possibile attentatore della serenità di un possibile approccio.
Parlare del più e del meno con una donna è estremamente rischioso!
Ma se si pensa di andare sul personale e mettere sul piatto quanto riguarda sé, per evitare di trattare argomenti rischiosi, si fa un altro errore madornale. Si finisce per risultare l’ “uomo dell’anno” (in negativo naturalmente). Sei il pagliaccio, l’esibizionista di turno, il “so tutto e son tutto io”. Sebbene tu non tenti all’ammiccare o ad enfatizzare il piacere che provi nel fare qualcosa. Insomma anche in una descrizione umile di te.
Sostanzialmente le donne amano parlare di sé. Chiedi che libri leggono e se amano il giardinaggio. Interessati dei viaggi che han fatto o vorrebbero fare. Considera le diete. Si sa che pure le donne filiformi si perdon dietro ‘ste menate. Sii cavaliere ma non troppo che l’uomo rude ha il suo fascino mentre il cavaliere vecchio stampo sa di mollaccione, lancia qualche sguardo sensuale e (questa me l’ha suggerita un amico) fai trovare casualmente un bel mazzo di fiori nel portabagagli della tua auto.
Inutile dire dei vestiti. Si deve essere discretamente eleganti. Non tiratissimi – sempre per la storia del rude – ma con un filo di barba, una camicia un po’ aperta sul collo, un gessato e una certa indifferenza per gli “sguardi”. Si ha sicuramente un buon effetto. Poi se c’è una bella macchina pulita e una carta Gold…
Sorridi. Sorridi e fai battute sottili e intriganti. Seguirà un altro manuale a tema, così da non sbagliare, ché cadere nel banale in questo caso è facile e lo è ancor più risultare scurrili e anche offensivi. Piuttosto meglio sorridere maliziosamente senza dir nulla. Anche la malizia è importante. Ricordiamoci che le donne percepiscono bene i segnali sessuali perché se l’uomo è animale, la donna non fa eccezione.
Un doveroso occhio va ai trabocchetti. E’ noto che ogni donna sia una qualche origine di incomprensione autonoma. Questo implica anche l’incomprensione altrui. Quando parlano tra loro le donne non si capiscono mica, basta ascoltare i discorsi sconclusionati che fanno, per rendersi conto di questo. Si dan ragione per spirito di gruppo e di difesa della “sorellanza”. E non si pensi che dire il contrario di quello che si pensa possa aiutare a farsi capire nel senso corretto. Ci sarà un terzo e un quarto e un quinto modo alternativo di capire quello che volevi dire. Perciò se dai un’opinione mostrati forte nel saperne parlare e nel dare un senso a quello che dici. Sii pronto ad esporre teorie e corollari completi. In modo da rendere una visione scientifica e inconfutabilmente inopinabile di ciò che asserisci (la procedura la troverai nel terzo volume).
Che non ti venga mai in mente di dar loro ragione. A meno che non si tratti dei vestiti che hanno addosso e che il senso sia naturalmente positivo e transitivo.
Poi se sei di quelli che credono all’amore (non usare mai la A maiuscola almeno! Un po’ di dignità!) beh… ahahahahah… in bocca al lupo, ma se vuoi un consiglio: ti conviene il clero o l’omosessualità!
Manuale dell'approccio - Volume 1 testo di Vento