Una casetta fatta di cera (filastrocca)

scritto da Micòl
Scritto 6 anni fa • Pubblicato 6 anni fa • Revisionato 6 anni fa
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Una filastrocca per condurre i più piccoli alla scoperta del mondo delle api.
- Nota dell'autore Micòl

Testo: Una casetta fatta di cera (filastrocca)
di Micòl

Un maggiolino a primavera
incontrò un’ape gialla e nera
così le disse: “Vieni a giocare!
Non aver fretta, su, non scappare!
Voliamo insieme tra questi fiori
e ammiriamo i loro colori”.

A lui rispose l’ape gaia:
“Amico - ‘zzz’ - sono un’ape operaia,
mi spiace - ‘zzz’ - non mi posso fermare
perché ho tanto lavoro da fare!
Ora sto andando a casa mia
seguimi - ‘zzz’ - ti mostro la via.

Abito dentro a un alveare
se vuoi vederlo ti faccio entrare
è una casetta fatta di cera
ti sembra finta, ma è tutta vera!
Con le compagne l’ho costruita
in poco tempo l’abbiamo finita.

Dentro ci sono tante stanzette
sono le nostre calde cellette
le abbiamo fatte di forme perfette
e noi lì - ‘zzz’ - ci sentiamo protette.
Qui alleviamo i nostri piccini
con una pappa molto speciale
ottima anche per i bambini
è la famosa pappa reale!
Ne diamo in grande quantità
a quella picola ape là
e solo lei, quando - ‘zzz’ – crescerà,
ape regina diventerà.

Ora c’è un’altra ape regina
l’unica dentro questa casina
che può permettersi di riposare
e ordinarci di lavorare.
È forte e bella, ha grandi ali
e sa tenere lontano i mali
vuol che le siamo amici e vicini
mamma è di tanti – ‘zzz’ - piccolini.
Per lei noi tutti ci diamo da fare
femmine e maschi dell’alveare.
I maschi formano un bel gruppetto
Si chiaman fuchi, non te l’ho detto?

È alle operaie, però, solo a loro,
che tocca il grosso del lavoro.
Alcune devono costruire
altre cellette per ingrandire
in certi punti – ‘zzz’ - l’alveare
finito qui, vanno là a cominciare.
Invece – ‘zzz’ - altre api operaie,
come le brave bambinaie
che accudiscono i bambini,
si prendon cura dei nostri piccini.
Ci sono infine le api più anziane
che si avventurano in zone lontane
escono fuori dall’alveare
e da ogni fiore sanno succhiare
il dolce nettare prelibato
per fare il miele profumato.
Dai fiori poi, gigli, rose e violette,
colgono il polline con le zampette
nettare e polline vanno a portare
a casa nostra, nell’alveare,
dove con queste materie preziose
riescono a fare un sacco di cose.
Così producono fino a sera
pappa reale, miele e cera”.

il maggiolino ascoltava attento
poi disse all’ape: “Sono contento
di essere entrato nel tuo alveare,
molto ho scoperto e voglio tornare.
Grazie anche per la compagnia!”.
La salutò e poi volò via.
Una casetta fatta di cera (filastrocca) testo di Micòl
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