Contenuti per adulti
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Abbiamo aperto gli occhi, tirato le coperte.
Le guance erano fredde, stropicciate sui nostri cuscini intonsi.
I nostri piedi scambiavano caldo e freddo, senza conoscere grandezze e distanze.
Noi, senza confini, cullati da un perimetro.
Travi annodate, poggiate su mattoni che abbiamo macchiato di vino, un sabato sera di festa.
Piastrelle blu, gocciolanti di condensa dopo una doccia, calamite per il manto di Billy.
Muri da grattare, quadri appesi col tempo, libri sparsi.
Casetta nostra, sei stata un bell’involucro.
Ci hai fatto crescere come piantine in una serra, pronte ad uscire in faccia al sole.
Hai nascosto le nostre paure per le stanze che hanno rimbalzato sui lampadari e sulle finestre, come quel pipistrello d’estate.
Ora, ci teniamo la mano viaggiando in direzioni opposte, mentre le nostre braccia si tendono come cime, noi la nave, tu il porto.
Un transatlantico carico di ricordi, sta per seguire la corrente.
Ho in mente Kafka quando scrive: La casa deve bruciare se vuoi capire di che struttura è fatta.
Ora, casetta nostra puoi andare in fiamme, tolta la cenere troverai noi due, fondamenta e pilastri.