Omnia Out Nihil (tutto o niente) (1)

scritto da Leyla Khaled
Scritto Ieri • Pubblicato 11 ore fa • Revisionato 11 ore fa
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Autore del testo Leyla Khaled

Testo: Omnia Out Nihil (tutto o niente) (1)
di Leyla Khaled

"E così riscopro la mia nuda perfidia
con antiche espressioni a me estranee
rubate ai sacri testi.....
e sembro un santo quando faccio la parte del diavolo."
film "V. per Vendetta"

"Quelli come me li chiamano asociali....
io mi definisco "selettiva"....
non è la società in generale che mi disturba,
è la gente che fa parte di quella attuale che non
mi va a genio...."






"Siamo come due vampiri .....
succhiamo il sangue alle persone che ci stanno  accanto per poter vivere....
e ora lo stiamo facendo tra di noi...."
Mi guardava senza dire nulla.
"Non ho alcuna intenzione di firmare una tregua con te....perchè so che non manterrei questa promessa....
Che altro dovremmo fare?"
"Non lo so...." rispose.
"Credo che ci siano solo due strade:
o continuiamo a scannarci sino  a quando uno dei due sarà annientato....o ognuno se ne andrà per la propria strada....
a cercarsi un'altra preda...".
"Non voglio un'altra preda...."disse.
"Nemmeno io..."
Sorridemmo entrambi.
"Darei la mia vita per salvare la tua....ma voglio essere io a toglierti sino all'ultimo respiro che hai in corpo...e passerò sopra chiunque tenterà di farti questo...".
"Si lo so...".
Si accese una sigaretta.
"Ma...non credi davvero che ci sia altro da fare?".
"Tu sei il fantasma dentro la mia testa che continua a vomitarmi addosso quella che sono....e non stai zitto un attimo...mai...mai....
a qualsiasi ora del giorno e della notte...sei sempre davanti a me...quando mangio, dormo....rido, parlo....sogno....".
"E se davvero sparissi?" mi domandò "Per sempre....".
"Per sempre?", ne accesi una anche io.
"Già...".
"No...troppo poco...".
Rise .
"Ma lo sai alla fine qual'è la questione?".
"No dimmi qual'è la...questione...?"
"E' che io non starò bene nè con te nè senza di te....non starò mai più bene...".
Buttai fuori una boccata di fumo.
"Ma in fondo non sono mai stata bene...credo che la felicità non sia mai stata nei miei piani....in fondo la felicità è una cosa buona solo per gli stupidi....
Quelli non pensano....sono come l'acqua che prende la forma di ogni oggetto in cui la metti....io invece ho sempre cercato ...... qualcosa , che non aveva niente a che fare con me....e ho dovuto sempre smussare angoli , abbattere pareti, plasmare le cose per poterle adattare a me.....per poter rendere migliore la realtà che mi circondava....per potere uscire ogni tanto dal mio mondo...."
"Si lo capisco....."
"So perfettamente che mi capisci...è questo il vero problema....noi Negev.... siamo un enorme ' mal di stomaco per l'umanità....
noi non diciamo MAI "Ok"...e basta...noi abbiamo sempre la parola "Perchè" in bocca...vogliamo sapere...capire...scandagliare persone e situazioni...per poi dire "No, non mi sta bene...le cose possono andare diversamente....voglio che vadano diversamente...".
Assentì con la testa.
"E lo facciamo anche tra noi due....e le frasi tagliano l'aria come rasoi in volo....poi magari ci pentiamo, ma intanto sanguiniamo e le cicatrici ci rimangono sulla pelle....e hanno la forma di quelle parole....".
"Mi piace il sapore del tuo sangue...", un sorriso ironico gli attraversò la faccia.
"Anche a me piace il tuo..... troppo perchè una volta iniziato ad assaggiarlo ci voglia rinunciare...".
Buttai il mozzicone.
"Te l'ho detto siamo come due vampiri.....due vampiri assurdi che vivono in un loro mondo al di fuori di tutto quello che li circonda....un mondo senza spazio.... in un tempo....sospeso..come lo siamo io e te ....perennemente appollaiati a tre metri sopra di noi a guardarci...e a guardare la gente come gli spettatori di una tragedia di Shakespeare...siamo due binari che s'incontrano solo all'orizzonte, in un miraggio beffardo....o le mani di Dio e Adamo nella Creazione di Michelangelo....tutti si aspettano che di lì a pochi secondi si toccheranno ma non accadrà mai....".
Iniziò a piovere , ma io amo la pioggia e non cercai alcun riparo.
"Siamo due figure tragiche...che non si sforzano nemmeno di regalare un sorriso al mondo....mentre hanno la morte nel cuore...
vogliamo farlo vedere alla gente quanto giorno per giorno ci stanno ammazzando e glielo sputiamo in faccia sperando che un pò di quel veleno che abbiamo in corpo li possa almeno....infastidire..."
"Non mi importa niente di sorridere per far piacere agli altri...non sono un buffone di corte a disposizione della gente per tirarle su il morale, quando il mio è a pezzi...voglio che mi guardino negli occhi e abbiano il coraggio di vedere quanto è profonda la mia disperazione...."
"Io la vedo la tua disperazione Negev....perchè è anche la mia...".
"Che abbiamo noi due che non va Laila?".
Alzai la testa verso il cielo nero sopra di me, e sentii la pioggia in pieno viso, la sentii scorrermi sui capelli, giù per il collo, nei vestiti.
"Noi Negev?"
Lo guardai.
Era fradicio come me.
"Niente....".
Allargai le braccia, le palme delle mie mani rivolte verso l'alto raccolsero le gocce.
"Forse la pioggia si domanda che ha fatto di male se un fiume rompe gli argini per causa sua?".
Chiusi gli occhi.
"Di quali altre colpe dovremmo caricarci ?".
Aprii di nuovo gli occhi per osservarne il profilo.
"La nostra vita non lo è già abbastanza?
Siamo come due sparvieri legati da una sottile catena che ci impedisce di allontanarci l'uno dall'altra....
costretti in una gabbia in cui dobbiamo dividere lo spazio con delle oche starnazzanti e stupidi polli...".
"Il paragone è calzante....", esclamò ridendo.
"Purtroppo lo è....".
"Se la catena che ci lega si potesse spezzare...dove andresti?".
"Da nessuna parte....un altro Negev riuscirebbe a scovarmi comunque...o lo troverei io....
è sempre stato così....
Tanto vale che lo aspetto qui....."
"Quanti ce ne sono stati prima di me?" mi chiese.
"Alcuni...."
"E hai sempre vinto tu?".
Sorrisi.
"No...certo che no...ho incontrato qualcuno che picchiava più duro di me...e faceva molto male te lo assicuro.... sono stata io ad andarmene...ma è servito per le volte dopo...la pelle mi si è fatta molto più dura....".
Rimanemmo senza parlare per un pò....poi Negev ruppe il silenzio
"La mia  vita mi diventa  talmente stretta addosso che sento mancarmi il respiro.....la pelle diventa dolorante e non posso fare altro che piangere....".
"Conosco perfettamente la sensazione....".
"E allora perchè se ci conosciamo così bene non riusciamo a..convivere?".
"Perchè io sono la corda attorcigliata attorno al tuo collo e tu sei la mia....sappiamo esattamente quanto stringere e quando dobbiamo fermarci... e non ci porta da nessuna parte....".
"E se io stringessi di più...".
"E' quello che vuoi davvero?".
Non rispose.
"L'esitazione può essere fatale..lo sai questo?".
"Si".
"Se andrai avanti così ….Io ti farò penzolare da una forca...senza esitazione......".
"Ne sei sicura?".
Mi guardò sarcastico.
"Se inizio un lavoro vado avanti sino a quando non ho finito.....", risposi seria.
"Niente compassione o stronzate simili....ti bastono sino a lasciarti esanime a terra, tienilo ben presente.....".
Tirai su il bavero del cappotto.
"E ti consiglio di fare lo stesso....se mi rialzo è molto peggio....".
Me ne andai lasciando Negev sotto la pioggia battente.

Avevo incontrato Negev in un'altro giorno di pioggia...era novembre..il 5 novembre.
Ci sbattei contro mentre uscivo da una libreria.
Piangeva.
Ci guardammo.
Aveva gli occhi neri come l'inchiostro.
Mi chiese scusa.
Lo guardai ostile, mi aveva appena fatto cadere in una pozzanghera il libro che avevo comprato.
"Ok, ok te lo ricompro..." esclamò subito senza che io avessi detto nulla.
"Ti ho forse chiesto...qualcosa?".
"Ti assicuro che la tua faccia ha parlato per te....".
"Non m'importa nulla del libro, voglio sapere perchè piangi?".
Spiazzato mi guardò sorpreso.
"Una storia finita male....".
"Tranquillo ti ripiglierai...probabilmente non valeva la pena che andasse avanti...."
"E tu che ne sai?" mi domandò indispettito.
"Esperienza....".
Asciugai alla bell’è meglio la copertina del libro.
"Credi che mi consoli la tua...esperienza?".
"No...credo di no....ma non hai altro da fare da quanto mi pare di capire....".
"Nessuno ti ha mai detto che sei...indigesta?".
"Le stesse persone che me l'hanno detto alla fine sono impazzite per me...".
Gli allungai un fazzoletto di carta per asciugarsi il viso.
"Non ti manca l'arroganza...".
"So perfettamente quello che posso dare ....", mi guardò con attenzione "...e quello che voglio prendere..."
"Ed è  maggiore il vantaggio che potrei averne o ..."
"E' un rischio.....ma dietro ad ogni rischio si nasconde un'opportunità....".
"Hai la possibilità di scriverti questo numero?".
Aprii la copertina del libro e presi una penna dalla tasca.
"3456667823.
Quando ti va chiamami.
Mi chiamo Negev."
"Ok. Io sono Laila." risposi.
Questo fu il mio primo incontro con Negev.
Altezza 1,75, occhi neri , capelli biondo cenere, naso leggermente pronunciato, sorriso accattivante.
Era da un pò di tempo che mi stavo chiedendo quale aspetto avrebbe avuto l'altro "me stessa".
Senza alcun dubbio era lui.
La tenerezza dei primi momenti aveva lasciato il posto al solito...fastidio...o meglio irritazione...
ed erano sensazioni inequivocabili....inconfondibili...
Si stava preparando una guerra....e ogni volta ero ansiosa di vedere che tipo di avversario mi sarei trovata di fronte.
Mi piaceva il nome Negev, mi ricordava uno di quelle figure bibliche da guerriero incazzato, spietato  ma giusto e leale.

Lo richiamai dopo una settimana.
Un pomeriggio in cui stranamente un pallido sole stava cercando di farsi strada tra le nuvole.
"Negev?"
Mi rispose una ragazza.
"No..un momento...".
Sentii che lo chiamava.
"Chi è ?" chiese.
"Non so.....".
"Si?" domandò.
"Sono Laila.".
"Te la sei presa comoda....".
Lo sentii ridere.
"Ah non sai che mi piace anche farmi desiderare....".
"Allora abbiamo una cosa in comune....".
"Perfetto."
"Che mi racconti?"
"Ti va di andare da qualche parte questa sera a bere qualcosa...a fare due chiacchiere?".
"Certo...dimmi dove e a che ora".
Gli diedi appuntamento in un pub che si trovava in una stradina della parte vecchia della città.
"Non lo conosco...ma lo troverò tranquilla..."
"Io sono tranquillissima, sei tu quello che dovrà essere puntuale....
io non concedo più di 5 minuti di ritardo....".
"E io non li supero mai.....".
Sorrisi.
"Ok, a stasera".
"A stasera....Laila."
"Hey vedo che hai memoria per i nomi...".
"Riservo molte sorprese...".
"Me lo auguro...non mi piace perdere tempo con la gente sbagliata..."

Ci ritrovammo davanti a una bottiglia di vino .
"A quanto pare la tua storia non sembrava irrimediabilmente compromessa...." osservai.
Mentre beveva un sorso mi guardò con aria interrogativa.
Poi capì il senso delle mie parole.
"Ah no...è finita con un tipo...quella è una che ho conosciuto due giorni fa..."
"Ah.. capisco.." risposi.
"Già ...gelosa?" osservò sorridendo.
"Come hai fatto a capirlo?
Sono così scontata?".
Non sapeva che dire.
Era consapevole che lo prendevo in giro.
"Perchè era finita con quel tipo?".
"Diceva che io gli succhiavo la..vita...che ero ..troppo...troppo in tutto...".
"Sei tu Negev..." pensai in quel momento "...quello che sapevo sarebbe prima o poi spuntato all'orizzonte...".
"E tu lo sei...troppo?"
"Si ...penso di si...voglio tutto ...o non voglio e non do niente...".
"Anche questa è una cosa che abbiamo in comune...".
"Ma non mi dire..."
"Te lo dico eccome....Negev...".
"E che altro abbiamo in comune Laila?
Che mi dici dei tuoi gusti....personali?", mi strizzò l'occhio.
"Vuoi dire se sono come te....uomini o donne , la stessa cosa?".
Si riempì di nuovo il bicchiere.
"Mi spiace , no."
Svuotai il mio.
"Una volta sola mi è capitato di pensare a una, l'avevo conosciuta...o meglio ha voluto conoscermi lei su internet..
Sono rimasta colpita dal suo viso gentile , carino...ci siamo anche incontrate di persona...ragazza meravigliosa ....esattamente quello che mi aspettavo...e per qualche giorno ho anche pensato a lei..capisci cosa intendo...ma poi è entrato uno nella mia  vita ed è scomparsa nel giro di 24 ore....nessuna esitazione su chi preferissi fare certe fantasie..."
Mi ascoltava in silenzio.
"Credo mi avesse colpito l'atmosfera che emanava...una merce così rara che si chiama "bontà disinteressata"..
e passava attraverso i suoi occhi, il suo magnifico sorriso....ma la magia è finita quando è sopraggiunta la ..carne e il sangue...", mi venne da ridere.
"E se non fosse sopraggiunta....che avresti fatto?".
"Non lo so...forse l'avrei trascinata a fondo con me....o forse avrei avuto un pò di misericordia e sarei sparita...".
Addentai una tartina.
"Ma le avrei comunque...succhiato un pò di vita anche io....".
"Che sapore ha la tua ...vita?".
"Il sapore gradevole delle mandorle...che nascondono l'arsenico....e la tua?"
"La dolcezza stucchevole dello zucchero e l'amaro del fiele.....ma alcuni dicono che insieme è un'abbinata piuttosto riuscita."
"E tu che ne dici?"
"Io non dico niente....non posso essere quello che gli altri vorrebbero io fossi...e si devono accontentare di quello che sono....
sgradevole, eccessivo, dolce, sfuggente...sincero..".
"Sincero sino a far vomitare...o..."
"Sino alla nausea...mi faccio persino schifo da solo...".
"Altra cosa in comune..."
Alzai il bicchiere per brindare.
"Ci speravo che mi avresti richiamato....davvero....", disse Negev.
"E io avevo voglia di richiamarti....e entrerò nella tua vita senza che nemmeno tu te ne accorga, e non riuscirai più a fare a meno di me....e mi confesserai i tuoi segreti più reconditi....."
"Oddio..non ti pare di esagerare....non ci sperare....", rispose ridendo.
"Una notte noi mescoleremo le nostre lacrime....e i nostri segreti..anche quelli più terribili...mentre ti terrò tra le braccia, sentirò il tuo odore, il calore della tua pelle e il tuo respiro....e riusciremo almeno per un pò a tenere il mondo fuori da quella camera...".
Terminai l'ultimo sorso di vino.
"Non ti piace come programma?" gli chiesi a bruciapelo.
"Mi piace molto....soprattutto la parte, calore...respiro...e tenere fuori il mondo...".
"Ma c'è un "ma", non è così?"
"Già....in quasi tutto c'è un"ma"..."
"E il tuo quale sarebbe?".
"Finirà male...è sempre finita male...".
"Per chi?"
"Per gli altri.
Tutti credono di potermi cambiare...e mi diverto anche a dar loro l'illusione per un pò....ma io non cambio, sono sempre inesorabilmente uguale a me stesso...e la felicità delle persone nello stare con me dura sempre meno della loro voglia di finirla..".
"Io non voglio stare con te....io non voglio stare con nessuno....."
"E allora che vuoi?".
"Quello che tu vuoi dagli altri...niente o tutto..".
Scosse la testa.
"Vediamo chi di noi due sopravviverà...".
"Hai usato il termine giusto..."sopravviverà"....".
"Siamo qui a parlarne proprio perchè siamo due sopravvissuti...
Se fossimo due persone comuni a quest'ora staremo già sotto due metri di terra...".
"Per la gioia del popolo intero....", concluse Negev.
Alzò il bicchiere per un altro brindisi.
"Detesto dare soddisfazioni troppo...facili....,", continuai , "devono guadagnarsele...devo pensare che la gente se lo meriti il mio
sacrificio....e per ora nessuno ha avuto la capacità di farmi pensare che era così speciale...".
"Assolutamente d'accordo."

Ci vedemmo per le le 5 sere successive.
Stesso posto, stessa ora.
Non ci provò neppure, nonostante continue allusioni nemmeno troppo velate.
Il sesto giorno mi chiamò lui.
"Non ho voglia di vederti questa sera..." gli dissi onestamente, "..la gente mi piace digerirla un pò alla volta...
mi è già capitato di farne indigestione... poi ho bisogno di andarmene per un pò....per disintossicarmi..."-
"Ok.
Sai dove trovarmi."
"Si lo so...mi farò viva...".
Stavo per interrompere la comunicazione quando sentii:
"Lo farai?"
"Scusa?".
"Si..dico ti farai risentire?"
"Stai scherzando vero?"
"Che ho detto per farti rizzare il pelo?"
"Ti ho detto che ti chiamerò ...prima o poi....che altro diavolo vuoi?".
"Hai ragione..."
"Non la voglio la tua fottuta ragione....so già di averla..."
"Sicura?".
"Ok, è iniziata", pensai "...la guerra è iniziata..l'odore di polvere da sparo
si sente sino a qui.....".
"Ci puoi giurare Negev...."
"E se non fosse così?"
"COSA..non è così..cazzo..?"
"Che tu abbia ragione....".
"Ma io CE L'HO....semplice non ti pare?
Cos'è che ti sfugge di questo ragionamento?"
"Nulla....non mi sfugge nulla, ma a te è mai venuto il dubbio che tu potessi avere torto marcio?"
"Si mi è capitato...ma non è questo il caso...." mi passai una mano tra i capelli "...si può
sapere di cosa cazzo stiamo blaterando?
Senti se può darti più tranquillità, giuro...e sottolineo GIURO che ti mando in triplice copia....e in  più te lo dico a voce il
mio vaffanculo...contento?",
"Moltissimo....sono estasiato.."
"Mi fa piacere di averti reso felice per almeno 10 secondi....."
"Felice?"
Si mise a ridere.
"Devi lavorare sodo prima di imparare a rendermi felice....".
"Peccato che non mi frega una mazza di diventare il tuo giullare di corte..."
"Non ho detto che voglio sganasciarmi dalle risate, per quello mi basta un film idiota....la felicità non centra nulla con tutto questo.....è arrivare ad addormentarsi senza nessun pensiero che ti ronza nella mente da giorni interi...."
"E tu..questo miracolo lo vorresti da una che conosci da 10 giorni?"
"E perchè no?
Quelli che mi conoscono da una vita non riescono a farmi nemmeno sorridere...."
"Tu mi sopravvaluti....io non sono fatta per rendere più leggera la vita degli altri..."
"Tu sottovaluti me.....mi basta poco...."
"E allora se sei uno che si accontenta come mai non hai ancora trovato il tuo...talismano della
felicità...?"
"Perchè non ho ancora incontrato nessuno che lo possedesse...."
"E speri di trovarlo da me?"
Scoppiai a ridere.
"Giuro su dio che non ce l'ho....ma ti pare che nasconderei una cosa simile a TE?"
"Forse si....".
"Stiamo parlando seriamente?"
"Per quanto mi riguarda si...tu non lo so...."
Scossi la testa sorridendo incredula.
"Mi hai parlato di ...respiri...lacrime e segreti condivisi...un mondo lasciato fuori da una camera..."
"E tu hai fatto tutta questa manfrina per arrivare a una scopata?
Perchè è di questo che stiamo parlando non è così?".
Non sentii più nulla.
Aveva riattaccato.
"Fanculo.." esclamai tra me e me "...e di tutto cuore Negev".
Pochi secondi dopo ricevetti un messaggio.
"Non voglio più vederti"
La mia risposta fu:
"Ok".
Un'ora dopo comparve una stupida faccina sul display.
=)
e:
"Lo vedi mi basta poco...."
Mi richiamò.
"Deciditi vuoi poco o niente?" gli domandai un pò irritata.
"Voglio vederti ...un pò...solo 15 minuti....mi basta..."
"E che te ne fai di 15 minuti?"
"Non preoccuparti mi bastano..."
"Bastano per cosa?
Farmi la pelle e far sparire il mio cadavere in un vicolo in mezzo alla spazzatura?"
Sentii che rideva.
"Credi davvero che sia davvero così ....stupido?"
"No..altrimenti non starei ancora a parlare con te...."
"Lo devo prendere per un complimento?"
"Potrebbe essere, ma non ci fare l'abitudine....".
"Ok, mi basta...so quanto ti costi farne...."
"Se sono meritati no....."
"E questo lo era?".
"Non faccio complimenti per dare fiato alla bocca..."
"Ok lo era quindi...."
"Direi di si....".
"Allora? riesci a trovare 15 minuti per me?".
"Terrò sotto controllo il cronometro....".
Rise di nuovo.
"Va bene..."
"Alle dieci in punto davanti alla fontana."
"A dopo."

Arrivai all'appuntamento che l'orologio della torre  batteva le dieci precise.
Era già là.
Mi sorrise.
"Siediti " disse.
Mi accomodai sul bordo.
Sopra di me c'era un lampione lattiginoso con una luce stupida.
"Voglio che tu stia solo lì ...voglio guardarti per ogni singolo secondo di questi 15 minuti....".
"E posso almeno parlare o muovere una mano o un piede?
Sai non vorrei rischiare la paralisi...".
"Sei la più grande stronza che abbia mai incontrato nella mia vita....".
Gli vidi i denti brillare.
"Te lo detto tu mi sopravvaluti...." .
Presi il pacchetto dalla tasca.
"Voglio che mi guardi...".
Sollevai il viso.
Mi prese il pacchetto, accese una sigaretta e me la mise tra le labbra.
I suoi capelli un pò lunghi erano arruffati.
"Perchè vuoi guardarmi ?
Sai già come sono fatta...."
"E' raro che le persone si guardino in faccia per più di 10 secondi anche se parlano tra di loro... preferisco osservare gli occhi di una persona nel silenzio assoluto per poco piuttosto che parlare per ore e non vederne mai lo sguardo...."
"Ok, io sto qua....scrutami per 15 lunghissimi minuti....".
Tirai una lunghissima boccata.
Dopo un pò  chiesi:
"Allora che ci vedi ?".
"Vuoi davvero che te lo dica?"
"Ma certo ci mancherebbe...sono tutta orecchi....".
"Sei un vaso di cristallo che riesce alla perfezione a far credere di essere fatto di ferro....sino a quando non ti trovi davanti qualcuno come te...".
"Stai molto attento che dentro a quel vaso non ci sia una mazza..."
"Era la risposta che mi aspettavo....".
Buttò il mozzicone in una pozzanghera.
"Potrei dirti lo stesso anche io...".
"E c'è nel tuo...vaso una mazza?".
"No...e se ci fosse non la userei contro di te...".
"Sento odore di gentilezza...e spesso assomiglia più a un fetore....non mi ha mai riservato sorprese gradite..."
"Non centra niente la gentilezza....tengo semplicemente a te...e non sto scherzando in questo momento...".
Era serio.
"Beh se ti dicessi che non m'importa ti direi una bugia...".
"Bene."
Si avvicinò a me.
"Quanto manca allo scadere dei miei 15 minuti?"
Guardai il cellulare.
"3 minuti" risposi.
"Lo so che non era nei patti ma il tempo che mi rimane posso...usarlo per abbracciarti?"
Non sapevo che rispondere.
"Un minuto solo allora...."
"D'accordo, 3 minuti ..."
Sentii che mi avvolgeva nelle sue braccia.
"Ma perchè ....stai ...elemosinando questo...da me?" dissi con un filo di voce.
Improvvisamente sentii tutta la tristezza dell'universo dentro ogni cellula del mio corpo.
"Potresti averlo da chiunque...potresti avere quello che vuoi..."
"Io voglio questo...."
"Mi hai fatto venire voglia di piangere...brutto bastardo...".
"E allora fallo..qui nessuno ti vedrà...."
"No, non voglio!" protestai.
Si mise a ridere.
"Non chiedermi mai più di abbracciarmi....hai un effetto disastroso su di me...".
"Siamo pari.....tu sei una vera catastrofe nella mia vita.....", ribattè Negev.
"Non ti ho dato io il mio numero di telefono..."
"Hai ragione...."
"Ti prego..non darmi ragione....ti odio...".
"Beh si, anche io è ovvio...un odio profondo e implacabile....".
Questa volta venne a me da ridere.
"Ma non sono ormai passati da un pò i 15 minuti?" mi fece notare.
"Credo...".
"Io me ne andrei ..se tu non ci hai ripensato..."
"Assolutamente no..."
"Cosa, assolutamente no?
Di andarmene o che ci hai ripensato?".
"Nessuno dei due."
"Il ragionamento mi appare piuttosto contorto e senza uno sbocco...ma non importa..."
"Ti arrendi sempre così facilmente?"
"Io non mi arrendo...sono qui anche se tu non avevi voglia di vedermi...."
"Te l'ho spiegato il motivo...."
Sollevai la testa dalla sua spalla e ci ritovammo a guardarci.
Avvicinò il suo viso al mio.
Ci ritrovammo a sfiorarci il naso e le labbra.
"Chiedimelo.." mi domandò con un filo di voce
"Cosa?" chiesi a mia volta anche se sapevo a cosa si riferiva.
"Indovina?".
Sentivo l'odore di tabacco arrivare nelle mie narici.
Accarezzò le mie labbra con le sue.
"Intendi quello che hai una voglia da morire di fare?".
Allungai una mano e gli accarezzai il collo.
"Puoi aspettare il giorno del giudizio.....".
Lo scostai da me con una piccola spinta.
"Me ne vado a casa, questa storia è durata anche troppo....".
Accesi un'altra sigaretta.
"Devo ammetterlo .....se l'avessi fatto mi avresti deluso....".
Mi sorrise beffardo.
"Disse la volpe a proposito dell'uva che non riusciva a raggiungere:
"In fondo non mi piace....".....", aggiunsi.
Lo stesso suo sorriso comparve sulla mia faccia.
"Si anche io mi sarei molto delusa.....".
Ero furiosa con lui e con me stessa e mi diedi dell'idiota.
"Ci siamo fatti felici a vicenda a quanto pare?" disse Negev.
"Felice?" esclamai, "....devi lavorare ancora molto per sapere come farmi felice....".
Avevo usato le sue parole.
"E non è detto che ci riusciresti....ho gusti difficili....".
Gli voltai le spalle e feci un paio di passi per andarmene.
"Sei una stronza.....", sentii dietro di me.
"E non hai ancora visto niente....riservo anche io delle sorprese....".

Un pomeriggio era quasi l'imbrunire  me ne uscii fuori .
Spesso mi prende la fotta di camminare, e macino km su km.
Poi mi ritrovo sempre al solito posto, a fare la stessa cosa:
seduta sui gradini a fianco la cattedrale, musica nelle orecchie e un libro in mano....e il mondo fuori dalla mia vita.
Quelli come me li chiamano asociali, io mi definisco "selettiva"...
non è la società in generale che mi disturba.....sono le persone che compongono quella attuale che non mi vanno a genio...
non tutte intendiamoci....è una questione di pelle....di sensazioni dettate magari anche da una solafrase letta o detta....un particolare che ai più sfugge, ma attorno al quale la mia testa comincia a mettersi in moto....
e tutto il resto sparisce come inghiottito da un buco nero.
Ovviamente la persona in questione è sempre quella "sbagliata",
e so che si trascinerà dietro un mucchio di casini e io con lei...ma come disse qualcuno:
la tentazione è sottile e suadente come un precipizio nel quale non vedi l'ora di buttarti...ma ho imparato dopo la prima catastrofica esperienzaa cadere in piedi come i gatti....beh quasi..
La tecnica deve essere ancora affinata , ma ho fiducia nelle
mie capacità...
Ha ragione Negev, sono presuntuosa....ma perchè dovrei sminuire i pochi meriti che mi sono guadagnata sul campo e a costo di fatiche non indifferenti?
Non mi faccio bella con le imprese altrui ma le mie le voglio poter mostrare senza vergogna.
Alzo la testa dal mio libro:
"Oro Rapace" di Yu Miri, scrittrice coreana naturalizzata giapponese.
Ho letto la trama in poche parole:
"L'odissea di un adolescente incapace di emozioni che piglia la vita come se fosse un eterno videogames, in un Giappone violento e corrotto , in attesa di una catastrofe catartica", e mi ha subito preso la curiosità.
Devo dire che sono stati 8 euro ben spesi...sulla fiducia.
Forse la fiducia nei libri è l'unica che provo spassionatamente.
Negli scrittori molto meno.
Raramente sono capaci di continuare a soddisfare le alte aspettative che un lettore ha riposto  in loro dopo l'entusiasmo vorticoso nato da una storia che sembra incredibilmente scritta per te stesso....e per altri centinaia che si sono identificati in quelle vicende.
Molto raramente i libri hanno tradito la mia fiducia......credo al massimo 1 o 2 volte...ma comunque mi erano stati  regalati per cui...
Alzo la testa dal mio romanzo e vedo Negev con un gruppo di amici a una trentina di metri da
me, sotto la galleria , davanti a un puzzolente MacDonald.
Ride ...forse a una battuta e penso:
"Cazzo...ma perchè stè cose non mi accadono con i brutti?
Se fosse repellente io quel giorno non gli avrei nemmeno telefonato....se fosse stato repellente io nemmeno mi sarei fermata sotto la pioggia quel giorno....".
So riconoscere i miei ragionamenti cretini.
Ha un naso irregolare, ma non sfigura con il resto, non è altissimo ...ma porca miseria è davvero ben fatto e i capelli biondi risaltano sul giubbotto di pelle nero.
I nostri occhi si incrociano.
"Porca vacca mi ha visto.." penso.
"Per forza ti metti a fissarlo", mi accuso senza pietà.
Sono il giudice più implacabile di me stessa...e non sempre mi fa piacere...certe volte come ogni
brava schizzoide provo a ..fregarmi da sola....
Fingo indifferenza e ricaccio gli occhi tra le pagine del libro.
Non passano nemmeno due minuti e la mia visuale ...a terra...è occupata da un paio di scarpe a tennis....quelle di Negev.
"Bello?".
Alzo la testa e me lo ritrovo davanti.
"No il colore non mi piace...".
"Parlavo del libro...imbecille..."
"E io delle tue scarpe...idiota...".
"Puoi alzarti per favore?" mi dice.
"Perchè?".
"Perchè vorrei toglierti l'ascia di guerra che hai ancora appesa dietro la schiena... sai non mi fido molto a questa distanza....".
Non riesco a trattenere un sorriso.
Si siede accanto a me.
"Di che parla?".
Si rigira il libro tra le mani.
"Di uno schizzato di 16 anni che pensa di vivere in un videogame..."
"A me piacevano le favole...e avevo un debole per Peter Pan....".
"Il ragazzo che non cresce mai eh?".
"Macchè ...mica per quello...." , accese una sigaretta "...troppo figo lui....sapessi le fantasie che ci ho fatto sopra....".
"Ho capito ...... sei votato agli amori impossibili ....".
"Tu sei tra quelli?".
Mi restituì il libro.
"Che centro io adesso?".
"No...niente...lascia stare...scemenze.."
"Hai detto bene ..scemenze..."
."Si può sapere chi ti ha bruciato le ali?"
"Non ho mai avuto ali....da bruciare..."
Si protese dietro di me e sentii che mi sollevava la giacca.
"Si può sapere che diavolo stai facendo?"
"Stavo controllando se sotto l'ascia fosse rimasta qualche piuma..."
"Hai finito di fare l'imbecille?".
"Sai , è per la mia collezione di ...pollastre...ho una vasta gamma di penne che tengo in una teca...sono i miei trofei...".
"Io invece ho un bel pò di scalpi...sai fanno più scena..."
"Lo sapevo che eri un tipo da caccia grossa....io le mie vittime le lascio vivere...mi accontendo di un piccolo ricordo...
Il tuo colore sarebbe perfetto tra quello del cinese nero inchiostro e l'inglese rosso mogano.."
"Ah ma allora una qualità ce l'hai , non sei razzista".
"No faccio fuori tutti gli stronzi....
senza distinzione di razza...".
Per poco non gli andò di traverso il fumo della sigaretta.
"Che ci fai qui?" .
"Sono uscita sperando ...ardentemente di incontrare te....", mi stampai sulla faccia un sorriso idiota.
"Stai dicendo una balla...".
"Moi?"
Feci finta di fare l'offesa.
"Io che dico una palla a ..te?".
Gli accarezzai una guancia.
Mi prese il polso.
"Hey chi sei? Mio padre?
Fatti gli affari tuoi...e lasciami.." risposi a muso duro.
Lasciò la presa.
"Ma questi sono affari miei....io ci tengo alla tua salute..."
"Pensa alla tua....di salute...non ho bisogno di una balia..".
"Ma io non sono una balia...", allungò una mano sulla mia, e intrecciò le dita con le mie "..sono il tuo angelo custode...".
Sorrise e mi diede un bacio sulla guancia.
"Se hai due ali non è detto che tu sia un angelo...
potresti essere anche un ....pollo..."
Sentii che mi stringeva troppo forte le dita.
Un sorriso da carogna gli comparve sulla faccia.
"Me le puoi anche spezzare le dita..non te la do la soddisfazione di farmi  sputare fuori neanche un sospiro....".
Mi lasciò andare.
Le dita mi facevano un male della malora.
"Sei più biscia di quanto speravo......" .
"Mi attorciglierò attorno al tuo collo", gli dissi, "...poi stringerò un pò alla
volta...e tu penserai che è solo una carezza.... quando capirai che non lo è sarà troppo tardi......"
"Non mi spiacerebbe morire per mano tua.."
"Se continuerai a dire cose sceme te la darò questa soddisfazione....".
Mi massaggiai la mano.
Negev allungò la sua, ma immediatamente tirai indietro la mia.
"Non ti ci provare nemmeno...."esclamai.
"Mi spiace.."
"Non me ne frega un cazzo delle tue scuse....ficcatele dove so io..."
"Che posso fare per farmi perdonare?".
Si avvicinò accennando un sorriso.
"Vattene all'inferno...."
Mi alzai.
"Anzi me ne vado io.....e girami alla larga per un pò...facciamo per un mese...almeno?"
"Tra un mese potrei non ricordarmi nemmeno più che faccia hai...."
"Allora non era un granchè quello che c'era tra noi due....".
"Può darsi..."
"Credi che questo mi farà morire dal dolore?
Avevo una vita prima di te....e ne avrò una dopo di te..."
"Me lo auguro...."
"Mi pare quindi che non ci sia molto da dire...."
"A quanto pare...."
Sembrava indifferente.
Sorrisi sconsolata.
"Prendiamo questa parentesi come una specie di vacanza...inutile ...tanto per non dire che ho perso
il tempo con la persona sbagliata..."
"Un'incidente di percorso insomma....è questo che sarei....", puntualizzò Negev.
Si alzò in piedi e ci trovammo l'uno di fronte all'altro.
"Diciamo di si...ma fa parte del gioco...rischio-opportunità...ricordi?"
"E ti sei divertita?"
"Devo dire che è stato bello sino a che è durato...sei un avversario degno te lo riconosco... più di una volta mi hai spiazzato e mi accade di rado..."
Accesi una sigaretta.
"Mi fa piacere di lasciarti un buon ricordo..."
"Probabilmente tra un mese non ricorderò nemmeno che faccia hai...i ricordi hanno bisogno di
più tempo per fissarsi nella mia memoria...
Sei stato qualcosa...sullo sfondo...un'atmosfera intorno a me..che come la nebbia investita
da una folata di vento si dissolverà...
Una foto dai colori cangianti che il tempo scolorerà come è accaduto per molte altre...."
"Sei eccezionale nello sminuire qualsiasi cosa...nel ridurlo a meno di zero..."
"Senti Negev...io mi adatto a giocare con le stesse armi del mio avversario..
se mi vieni sotto con una mitra non posso difendermi con un fioretto....
ne uscirei malconcia...è già successo.....
e se inizio ad affondare la lama, arrivo dall'altra parte anche se urli come un vitello scannato...."
Lo guardai.
"Che ti aspettavi che ti dicessi?
No ti prego non mi abbandonare...la mia vita non ha più senso senza di te.....
Io non corro dietro a NESSUNO che sia ben chiaro.
Sino a quando sei nella mia vita posso anche rischiare la pelle per te...se ne vale la pena... se decidi di uscirne, sei fuori per sempre."
Buttai a terra il mozzicone.
"Ora prenditi il tempo per pensarci...mi faccio viva IO."

Omnia Out Nihil (tutto o niente) (1) testo di Leyla Khaled
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