IL NATALE DEGLI ANELLI - parte prima

scritto da caterina
Scritto 24 anni fa • Pubblicato 23 anni fa • Revisionato 23 anni fa
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Testo: IL NATALE DEGLI ANELLI - parte prima
di caterina


VITA DA VIGILE
8 – Il Natale degli Anelli

Era la Vigilia di Natale, e quel pomeriggio, Livio era in servizio sul carro attrezzi. Era un turno super impegnato, e Livio pensava all’anello che quella notte avrebbe regalato alla fidanzata. Doveva passare dall’ Orafo a ritirarlo, e si augurava che il turno finisse regolarmente, perché aveva poco tempo per raggiungere la bottega. Poi lo avrebbe consegnato alla fidanzata dopo la messa di mezzanotte, e già non stava nella pelle al pensiero della faccia che avrebbe fatto vedendo la sorpresa.

Invece Raimondo era in pattuglia con Bruno. Raimondo aveva compiutogli anni pochi giorni prima, e la sua fidanzata gli aveva regalato un grosso anello che portava incisa la testa di un leone. Se lo rimirava tutto contento, continuava a guardarselo mentre pensava che, alla fine del turno, doveva andare rapidamente in stazione a prendere la sua ragazza, che rientrava da un viaggio di lavoro. Poi sarebbero andati alla Messa di mezzanotte nella Chiesa più antica della città.

Bruno era l’unico a non avere impegni per quella serata: sposato da poco, la moglie attendeva il primo figlio. Era quasi alla fine della gravidanza, così avevano deciso di starsene a casa tranquilli.

Nonostante gli svariati impegni di servizio, aumentati dal caos di gente che si era riversata in città per gli acquisti dell’ultimo momento, i turni di servizio dei tre erano scivolati via regolarmente, senza intoppi. Erano ormai le sette di sera, e i colleghi pensavano che il loro turno sarebbe finito normalmente alle otto. La Centrale Operativa mandò Livio a rimuovere una macchina che era parcheggiata di fronte ad un passo carraio. Livio stava appunto pensando che, tra aggancio, trasporto e sgancio in deposito, quella era sicuramente l’ultima operazione del turno, quando improvvisamente gli si parò davanti una Panda rossa che circolava a fari spenti contromano in un senso unico strettissimo. Rapidamente, Livio ordinò all’autista di accendere i lampeggianti blu, e uscì dal finestrino con la paletta, intimando l’ Alt al conducente della Panda che, per tutta risposta, imboccò a tutta velocità un altro senso unico in contromano. Il carro attrezzi si mise così all’inseguimento della Panda, e Livio cercò in tutti i modi di fermarla, senza riuscirci. Intanto,la gente si buttava da tutte le parti per cercare di schivare la Panda impazzita. Livio avvisò immediatamente la Centrale Operativa, che allertò tutti i colleghi nelle vicinanze, e scoprì anche che la Panda era stata rubata il giorno prima a settecento chilometri di distanza.

Bruno e Raimondo si trovavano a poca distanza quando ricevettero la chiamata. Il coordinamento con Livio funzionò alla perfezione, così ad un certo punto la Panda si trovò imbottigliata tra l’autopattuglia, che l’aspettava ad un piccolo incrocio, e il carro attrezzi, che la seguiva da presso. I due passeggeri della Panda tentarono la fuga a piedi. Uno fu bloccato subito, anche se con molta difficoltà, da Bruno e Raimondo. Il secondo fu rintracciato poco dopo, acquattato dietro il telone di una impalcatura.

Ma il bello doveva ancora venire!

Quando si avvicinarono alla Panda rubata, si resero conto che era piena zeppa di oggetti d’arte! Quadri, orologi, statuette, piccoli mobili………tutti coperti da uno spesso strato di polvere e di terra, segno che dovevano essere stati nascosti per parecchio tempo.

Il Maresciallo Angelo era nel suo ufficio di Polizia Giudiziaria non aveva nessuna voglia di andare a casa. Lo attendevano una moglie fortemente depressa, una figlia che si era appena lasciata col fidanzato ed un figlio che non ci sarebbe stato perchè era in servizio di leva dall'altra parte dell'Italia. cercava quasi una scusa qualsiasi, un pretesto per ritardare il momento di andare a casa, anche se si sentiva un po' in colpa sopratutto nei confronti della figlia. per tirarla un po' su di morale, le aveva preso per regalo un curioso orologio che si portava al dito: un anello, insomma. ogni tanto staccava il naso dalle scartoffie e fissava per qualche attimo il muro bianco, cercando in quel muro risposte che non trovava dentro di sè. per allentare la tensione, anche quel giorno era venuto al lavoro a piedi, anche se la sua casa distava circa cinque chilometri.

Intanto, Livio stava rientrando con la Panda rubata agganciata al carro attrezzi, Bruno e Raimondo con i due arrestati in macchina.











IL NATALE DEGLI ANELLI - parte prima testo di caterina
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