Costruzione per immagini

scritto da nonso
Scritto 11 anni fa • Pubblicato 11 anni fa • Revisionato 11 anni fa
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Ogni paragrafo è indipendente. Lo considero un esperimento, per questo prego chi lo legge di lasciare un parere
- Nota dell'autore nonso

Testo: Costruzione per immagini
di nonso

Un'improvvisa luce abbagliante. Di questo genere può considerarsi l'istinto, l'unica fonte di realtà. Una rivelazione improvvisa del proprio essere è particolarmente rara, per questo va ricercata e contemplata. Una ricerca raffinata che ti permette di andare oltre gli istinti più scontati. Una persona elabora le proprie emozioni tramite il pensiero, regolato a sua volta da istinti. Dunque l'ipotetica non spontaneità della società moderna non potrebbe essere semplicemente una spontaneità più raffinata? L'oppressione di un'emozione non è forse generata da un'altra emozione? Che piacevoli le risposte mancate. Perciò tutto è spontaneo, fattori esterni portano una continua rielaborazione della spontaneità rendendo una persona mai la stessa ad istanti differenti ma sempre se stessa in ogni determinato istante. L'unica fonte di realtà di ognuno è se stesso, in questo è possibile sapere.


Ora vi è un incrocio, e un'infinità di strade da scegliere. Una è giusta? Quale? Sicuramente non sono tutte uguali, ognuna segue direzioni diverse. Probabilmente è possibile cambiare strada a un certo punto; andrebbero percorse tutte per capire quale sia la preferita. Qua subentra il tempo. Bisogna sceglierne una e perseverare in quella. E se fosse la peggiore? Probabilmente si ha la possibilità di cambiare direzione, bisognerebbe tornare un po' indietro. Magari bisognerebbe ripercorrere strade che si son fatte malvolentieri. Inoltre, cosa ti fa pensare che sia migliore della prima questa seconda scelta? Cambieresti nuovamente strada... e come capirai di ritrovarti nella strada giusta? Il minimo potrebbe essere una condizione di non sofferenza, raggiunta solo da una forte apatia. A questo punto quale differenza ci sarebbe tra la morte e la vita? Imbroccare la strada del piacere manca di continuità: il piacere è molto limitato nel tempo e non è detto sia sempre disponibile. Tra un piacere e l'altro si rischia una forte malinconia enfatizzata magari da una certa difficoltà nel trovare il piacere successivo.
Dunque, quale criterio scegliere per scegliere?


Correre lungo una strada infinita. Il mondo sembra seguire questa direzione. Nonostante un continuo susseguirsi di paesaggi e sensazioni ognuno si ritrova sempre con la stessa necessità: correre. Questo dovere è impresso sull'individuo dalla collettività, una collettività ricca di malinconia che immerge in una serie di illusioni condivise, arrivando a intravedere nella menzogna uno scopo. Quante soddisfazioni porta al singolo una simile immersione: “io so!” questo sarà in grado di dire.


Camminando in mezzo a un deserto: la stanchezza, il caldo, l'afa. Ma all'immagine della novità del luogo subito tutto pare secondario, l'importante è essere lì. Cosa si cerca in questa novità? Forse l'alone di mistero che l'avvolge... Una continua insoddisfazione ti porta a desiderare di essere altrove, illuso che sia diverso, che ti permetta di correggere gli “errori”. È un grande dono vivere con tale convinzione... senza illusioni simili, l'unica che rimane è la morte.


Un uomo sospeso in aria, senza nulla attorno. Una cosa simile è la serenità. Il tempo è la fonte principale della sua distruzione, ed è parte fondamentale del tutto. Ignorarlo sarebbe la soluzione. Il problema diventa allora la serenità. È così importante? Non vi sono prove sufficienti a permettere di stipulare la serenità come il fine ultimo di un uomo. È possibile che vi sia qualcos'altro, è possibile che non vi sia. La ricerca è essenziale... a meno che non vi sia nient'altro.
Costruzione per immagini testo di nonso
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